L’acquedotto ha già il progetto per essere messo in sicurezza ma i fondi coprono un terzo del necessario e i lavori non sono ancora partiti

Ferragosto di disagi per Pesaro e la vallata del Foglia, proprio nel giorno più atteso delle vacanze. Dopo la rottura di venerdì sera in zona Bellocchi di Fano, riparata lavorando tutta la notte, una seconda rottura questa mattina ha messo in difficoltà l’acquedotto provinciale ed è previsto un distacco programmato del servizio per completare l’intervento. Riconosciamo l’impegno di Marche Multiservizi, al lavoro senza sosta e non intendiamo attribuire responsabilità al Comune di Pesaro, che sta facendo il possibile con gli strumenti a disposizione.

Vorremmo evidenziare invece che il progetto per mettere in sicurezza proprio questa condotta esiste già ma è fermo al palo: un intervento strategico da 22,5 milioni di euro per il relining dell’acquedotto principale, dal potabilizzatore di San Francesco a Colli al Metauro fino al serbatoio di San Gaetano di Pesaro: esattamente la tratta che in questi giorni ha ceduto due volte. La gara europea è stata pubblicata solo a luglio 2026 con avvio dei lavori entro fine anno: significa che l’intervento risolutivo arriverà, nella migliore delle ipotesi, mesi dopo l’ennesima emergenza estiva.

Non tornano nemmeno i conti perché quei 22,5 milioni sono solo il primo lotto di un piano che ne richiede 75. Nel frattempo la Regione Marche ha attivato con EGATO5 un accordo nell’ambito del Programma FESR 2021-2027 per la riduzione delle perdite di rete. Soluzioni parziali che non bastano a compensare lo squilibrio tra ciò che serve e ciò che è finanziato.

Ed è qui il punto centrale: un Comune, da solo, non può colmare un divario di questa portata. L’ammodernamento delle infrastrutture idriche non è più rinviabile, anche alla luce di periodi di siccità sempre più intensi che sui nostri terreni, prevalentemente argillosi, sollecitano continuamente le tubazioni fino a romperle. Non basta accelerare i tempi amministrativi: serve che la Regione sostenga economicamente i progetti già presentati e chiediamo al Governo di reperire con urgenza le risorse mancanti per completare l’intero piano da 75 milioni. Rivolgiamo una domanda, volutamente provocatoria, all’esecutivo: un solo carro armato costa tra i 10 e i 30 milioni di euro. Basterebbero le risorse destinate a due o tre mezzi corazzati a colmare l’intero divario di finanziamento sulla rete idrica che serve 220mila abitanti. Se lo Stato trova le risorse per riarmarsi, deve trovarle anche per garantire un diritto fondamentale come l’accesso all’acqua a un territorio che resta a secco ogni estate mentre aspetta un cantiere già progettato.

Le infrastrutture idriche non sono un capitolo di spesa qualunque: sono la base della vita quotidiana e della tenuta di un territorio davanti alla crisi climatica. Il progetto per Pesaro e la sua vallata c’è già. Ora servono i fondi e i tempi per realizzarlo davvero.

Lorenzo Lugli

Movimento 5 Stelle – PESARO

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