Sciopero dei rider a Pesaro: lo stop di due ore svela i meccanismi dell’algoritmo. Compensi schizzati da 3 a 17 euro durante la protesta

Nidil e Filt CGIL: «Un primo passo importante, ma la battaglia per diritti e dignità continua»

Pesaro, 3 agosto 2026 – A poco più  settimana dalla mobilitazione dei lavoratori delle consegne a domicilio a Pesaro con presidio promosso da Nidil CGIL e Filt CGIL davanti al McDonald’s di Pesaro, si ritiene importante restituire alla cittadinanza gli esiti di questa protesta che è stata una vera e propria riappropriazione di dignità da parte di lavoratori troppo spesso invisibili, che operano in condizioni estreme, coprendo turni fino a 11 ore quotidiane e sfidando il caldo torrido di questi giorni, oltre i 38 gradi.

Nella giornata del 25 luglio, i rider di Pesaro si sono fermati per due ore di sciopero: un blocco delle consegne che ha reso visibile, in tempo reale, il meccanismo cinico su cui si basano le piattaforme di delivery e il modo in cui il “caporale digitale” gestisce le paghe dei lavoratori. Dopo appena 30 minuti dall’inizio dello stop, con i lavoratori disconnessi dall’applicazione, i compensi sono schizzati verso l’alto: le tariffe per una singola consegna, che in condizioni normali si aggirano intorno ai 3 euro, hanno raggiunto cifre comprese tra i 15 e i 17 euro. Un segnale che smentisce la narrazione dell’ineluttabilità degli algoritmi e dimostra quanto il lavoro dei rider sia essenziale e che il profitto delle piattaforme si basi sul loro sfruttamento.

Questo balzo dimostra un fatto semplice: senza i rider, le piattaforme non possono esistere. Quando viene a mancare la disponibilità di una flotta costantemente connessa, il sistema è perfettamente in grado di alzare le tariffe. Nonostante il richiamo di queste paghe eccezionali, i lavoratori non hanno ceduto: i rider in sciopero hanno dimostrato compattezza, rinunciando ai guadagni immediati e mantenendo il blocco fino allo scadere delle due ore previste. La riprova finale di come le piattaforme giochino con il costo del lavoro si è avuta alla fine della protesta: non appena lo sciopero è terminato e i fattorini sono tornati online, l’algoritmo ha ricalcolato al ribasso la disponibilità di manodopera e le tariffe si sono immediatamente sgonfiate, tornando ai livelli minimi abituali.

Nel territorio provinciale si stimano circa 200 rider attivi nel food delivery e nella grande distribuzione, una platea frammentata e difficile da quantificare con esattezza, segnata da una profonda precarietà: guadagni risicati (spesso tra i 40 e i 50 euro al giorno per centinaia di chilometri percorsi in scooter), totale assenza di tutele in caso di infortunio o malattia e stipendi che non permettono una vita dignitosa. Le testimonianze raccolte durante la manifestazione raccontano di sacrifici enormi, di incidenti stradali che azzerano il reddito dall’oggi al domani e di condizioni di lavoro deteriorate negli anni.

Il valore politico della giornata va ben oltre il singolo incremento tariffario registrato sul campo. La massiccia adesione e la presenza compatta dei vertici del sindacato testimoniano che la CGIL è e sarà sempre al fianco dei lavoratori più fragili ed esposti.

Al presidio, insieme alla Segretaria Generale di Nidil CGIL Pesaro Urbino, Sarah Salmouti, e a Matteo Franceschetti per la Filt CGIL Pesaro Urbino, hanno partecipato portando il proprio sostegno diretto anche il Segretario Generale della CGIL di Pesaro Urbino, Roberto Rossini, e la Segretaria Nazionale della CGIL, Daniela Barbaresi (nella foto)

«La risposta di oggi dimostra che quando i lavoratori si uniscono e incrociano le braccia, anche le grandi piattaforme multinazionali sono costrette ad ascoltare», si evidenzia dal sindacato. «Vedere le tariffe salire fino a cinque volte durante la protesta è la prova provata che le risorse ci sono e che le condizioni attuali sono frutto solo di scelte aziendali precarizzanti. La nostra battaglia non finisce qui: la giornata del 25 luglio è solo il primo passo verso un contratto vero, tutele piene su salute e sicurezza, e un compenso equo e garantito che restituisca rispetto a chi lavora strada per strada, ogni giorno».

Marina Druda, C.G.I.L.

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