Pesaro «città-modello nei servizi educativi delle Marche e non solo»; Biancani e Murgia: «Azzerate le liste d’attesa nei nidi e nelle scuole dell’infanzia e 40 milioni di euro per costruire il futuro dei bambini con programmazione, visione e investimenti»

Sindaco e assessora: «Oggi Pesaro offre alle famiglie un sistema educativo pubblico forte e capace di rispondere ai nuovi bisogni»

Pesaro entra nel nuovo anno scolastico 2026/2027 «con un sistema educativo comunale più forte, con più posti disponibili e con le liste d’attesa ai nidi praticamente azzerate; zero liste d’attesa anche nelle scuole dell’infanzia. Risultati che, come Amministrazione, abbiamo ottenuto con programmazione, visione e investimenti». È la fotografia scattata dal sindaco Andrea Biancani e dall’assessora alle Politiche educative Camilla Murgia, che racconta una città che investe 40 milioni di euro per costruire il futuro dei bambini e delle famiglie.

«Questi numeri raccontano una scelta precisa: mettere gli educativi al centro delle politiche della città – spiegano il sindaco Biancani e l’assessora Murgia –. Abbiamo investito risorse importanti, ma soprattutto abbiamo costruito una visione e una programmazione dei servizi, aggiornando il modello per renderlo più vicino ai bisogni reali delle famiglie. Oggi possiamo dire che le promesse fatte sono state mantenute: Pesaro ha un sistema 0-6 più capace di accogliere, più flessibile e pronto ad affrontare le sfide dei prossimi anni. È quello di una città-modello delle Marche e non solo».

Il percorso di riorganizzazione del sistema educativo nasce anche da una lettura attenta dei ruoli, delle competenze, della denatalità e soprattutto delle richieste delle famiglie. La fascia 3-6 anni (di competenza principale dello Stato), negli anni è stata aggiornata dal sistema comunale. A fronte di una presenza di posti non completamente utilizzati sia nelle scuole statali sia nei servizi comunali, l’Amministrazione ha scelto di riprogrammare le risorse disponibili, ampliando in particolare la fascia 0-3 anni, che rappresenta la competenza esclusiva del Comune e uno dei bisogni più sentiti dalle famiglie, e riequilibrando quella 3-6 anni.

Una scelta che oggi permette a Pesaro di avere un’offerta educativa equilibrata per entrambe le fasce d’età, costruita attraverso la collaborazione tra servizi comunali, scuole statali, scuole paritarie e servizi privati, valorizzando le diverse professionalità educative presenti sul territorio «che ringraziamo assieme a tutto il personale del “mondo scuola” compreso quello del coordinamento pedagogico e degli uffici comunali» sottolineano sindaco e assessora.

Nel dettaglio, per la parte delle risorse, il Comune destina oltre 10 milioni di euro ogni anno ai servizi educativi, una cifra che, insieme a quella destinata ai servizi sociali, rappresenta circa un terzo del bilancio del Comune. A questa si aggiungono 30 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica: nuove scuole e poli educativi, riqualificazione degli edifici esistenti, manutenzioni e adeguamento degli spazi alle esigenze delle nuove generazioni.

Una grande stagione di interventi che ha già portato alla realizzazione di importanti opere, tra cui la mensa della scuola Pirandello, la palestra di Pantano, “Il Faro” di Soria, il nido Mary Poppins di Colombarone (che a settembre sarà inaugurato come secondo Polo 0-6 della città), il polo “L’Arca delle colline” di Santa Maria dell’Arzilla, la scuola Leopardi di Montegranaro, le primarie di via Fermi e Borgo Santa Maria, il servizio La Giostra di via Filzi e la scuola dell’infanzia Prato Fiorito. A settembre 2026 apriranno inoltre il nuovo nido di Torraccia, la scuola primaria di Monteciccardo, la primaria Anna Frank, il plesso di via Rigoni. Proseguiranno poi gli interventi per la scuola Manzoni di Villa San Martino e la Dante Alighieri di Soria.

Il risultato più significativo delle operazioni messe in campo dall’Amministrazione comunale riguarda i servizi per la fascia 0-3 anni. Nell’anno scolastico 2026/2027 a Pesaro sono presenti circa 1.500 bambine e bambini nella fascia interessata e circa il 48% delle famiglie ha presentato domanda per il nido. Delle 720 richieste complessive, 550 saranno accolte nei nidi comunali, pari al 76%, mentre 135 bambini troveranno risposta nella rete privata. Le liste d’attesa si fermano a 35 bambini, pari al 4,8%, un dato ormai residuale rispetto alle criticità registrate negli anni precedenti. Con l’apertura del nuovo nido di Torraccia, che dal 7 settembre accoglierà 21 bambine e bambini, il Comune raggiunge l’obiettivo di azzerare completamente le liste d’attesa.

«È un risultato che fino a pochi anni fa sembrava difficile da raggiungere – sottolineano Biancani e Murgia –. Nel 2020/2021 i posti nei nidi comunali erano 430, oggi sono 550: 120 posti in più, di cui 70 aggiunti solo nell’ultimo triennio. Questo significa aver saputo leggere i bisogni della città e aver trasformato le difficoltà in una nuova opportunità di crescita».

Pesaro raggiunge così il parametro europeo che indica come obiettivo minimo la disponibilità di servizi educativi per almeno il 33% dei bambini nella fascia 0-3 anni. Considerando l’offerta integrata dei servizi privati e convenzionati, la copertura cittadina arriva al 37,8%. Con il prossimo anno scolastico Pesaro sarà inoltre vicina al raggiungimento del nuovo obiettivo europeo fissato per il 2029, pari al 45% di copertura data dall’intera offerta degli educativi: «la città arriverà, già da settembre 2026, al 43%, un risultato che conferma la solidità del percorso intrapreso. L’Amministrazione continuerà a monitorare l’evoluzione dei bisogni e a programmare gli interventi futuri sulla base delle richieste delle famiglie avvicinandoci all’obiettivo indicato» precisa Murgia.

«La fotografia del nuovo anno scolastico ci restituisce l’immagine di una città che ha scelto di investire sull’infanzia – aggiunge Murgia –. Il sistema educativo comunale rappresenta una parte fondamentale dell’offerta cittadina, ma cresce anche grazie alla collaborazione con le scuole statali e con la rete dei servizi privati e convenzionati. Il nostro obiettivo è continuare a costruire un pensiero educativo condiviso, mettendo sempre al centro il bambino».

Negli ultimi anni è cambiato anche l’equilibrio dell’offerta educativa cittadina. Nel 2024/2025 il sistema presentava una situazione non più pienamente aderente ai bisogni delle famiglie: il servizio rivolto alla fascia 3-6 anni risultava sovradimensionato rispetto al numero dei bambini presenti, mentre quello dei nidi 0-3 anni non riusciva ancora a rispondere completamente alla domanda crescente delle famiglie. Il percorso di riprogrammazione avviato dall’Amministrazione ha permesso oggi di costruire un’offerta più equilibrata e coerente con i bisogni reali della città, sia per i nidi sia per le scuole dell’infanzia, «considerando la pluralità delle esperienze educative presenti sul territorio – evidenzia l’assessora -: i servizi comunali, le scuole statali, le paritarie e i servizi privati. Un sistema integrato che valorizza le diverse professionalità educative e garantisce alle famiglie una maggiore possibilità di scelta, mantenendo alta la qualità dell’offerta complessiva». Nel 2024/2025 i plessi comunali garantivano 677 posti, quelli statali 797 e quelli paritari 320; nel 2026/2027 il sistema vede 500 posti comunali, 994 statali e 340 paritari. Un cambiamento che non rappresenta una riduzione dell’offerta educativa, ma una sua riorganizzazione più efficace, costruita sulla base dei dati demografici e delle richieste delle famiglie.

«Pesaro oggi può contare su un sistema educativo pubblico forte, costruito attraverso programmazione, investimenti e capacità di adattamento – conclude il sindaco Biancani –. Questi risultati non arrivano per caso, ma sono il frutto di una scelta politica precisa: accompagnare la crescita dei bambini e sostenere concretamente le famiglie, perché una città che investe sull’educazione investe sul proprio futuro».

Comune di Pesaro

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