Rinnovi contrattuali, il sindaco Biancani: «Giusti e doverosi, ma al Comune di Pesaro costano oltre 3,2 milioni di euro all’anno. Il Governo esulta senza investirci un soldo, lasciando soli noi comuni»

Oltre 3,2 milioni di euro di maggiori costi strutturali ogni anno. È l’impatto che il Comune di Pesaro dovrà sostenere a seguito dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e del personale delle cooperative che gestiscono numerosi servizi comunali. «È come se il comune, da un giorno all’altro, assumesse nuovi 80 dipendenti. Siamo i primi a dire che i rinnovi contrattuali sono giusti e doverosi, perché riconoscono il valore del lavoro dei dipendenti pubblici e degli operatori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini. Quello che contestiamo è che il Governo abbia deciso di non coprire questi maggiori costi, lasciando i Comuni da soli a sostenerli», dichiara il sindaco Andrea Biancani.

Il sindaco entra quindi nel dettaglio delle cifre. «Il rinnovo contrattuale del 2024, che ha riguardato sia il pubblico impiego sia il personale delle cooperative che gestiscono numerosi servizi comunali – in particolare quelli educativi e sociali -, ha comportato un aumento strutturale della spesa di oltre 2,1 milioni di euro all’anno. A questo si aggiunge il rinnovo del contratto dei dipendenti comunali del 2026, che determina un ulteriore incremento stabile di circa 1,1 milioni di euro annui. In appena 24 mesi il Comune di Pesaro deve quindi sostenere 3,2 milioni di euro di maggiori costi ogni anno senza aver ricevuto le conseguenti risorse aggiuntive. È una cifra enorme per un ente locale. Stiamo cercando di farvi fronte con una razionalizzazione della spesa, la riduzione degli affitti, l’ottimizzazione dell’organizzazione comunale e l’efficientamento della macchina amministrativa. Con l’obiettivo di continuare a garantire gli stessi livelli di qualità dei servizi, ma diventa sempre più difficile».

Biancani ricorda di aver portato il tema all’attenzione delle principali associazioni dei Comuni fin dall’inizio della discussione sui rinnovi contrattuali. «Abbiamo segnalato subito questa criticità ad ANCI –  anche attraverso l’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi – e ad ALI, perché era evidente che gli enti locali non avrebbero potuto sostenere da soli un incremento di spesa di queste dimensioni. Anche le associazioni nazionali dei Comuni stanno chiedendo con forza al Governo di prevedere risorse adeguate. Se lo Stato decide, giustamente, di riconoscere aumenti salariali ai lavoratori pubblici, deve anche garantire le coperture economiche agli enti che quei contratti sono chiamati ad applicarli».

Il sindaco conclude con un appello al Governo: «I Comuni non possono essere il bancomat dello Stato. Siamo l’istituzione più vicina ai cittadini e ogni giorno garantiamo servizi fondamentali: dal sociale alle scuole, dalle manutenzioni alla cultura, fino allo sport e alla sicurezza urbana. Continuare ad aumentare i costi senza prevedere trasferimenti adeguati significa mettere a rischio la capacità degli enti locali di mantenere gli stessi standard di servizio. Per questo chiediamo al Governo un intervento concreto e tempestivo».

Comune di Pesaro

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