| INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE Il primo tema discusso dal Consiglio comunale nella seduta del 28 luglio l’“Utilizzo del vecchio sottopasso ferroviario di viale Trieste per il transito dei ciclomotori verso l’area dell’istituto Santa Marta” presentato tramite l’interrogazione a risposta orale a firma del consigliere Andreolli. A rispondere è stata l’assessora alla Viabilità Sara Mengucci, che ha detto: «L’Amministrazione comunale conferma l’obiettivo di aumentare i posti per i ciclomotori in viale Trieste e contrastare la sosta irregolare sui marciapiedi. Per questo ha incentivato l’utilizzo dell’area di sosta dell’Istituto Santa Marta, la cui sperimentazione estiva ha dato risultati positivi. La soluzione è temporanea, in attesa di un intervento definitivo. Tra le ipotesi allo studio vi sono la conversione di stalli auto in stalli per scooter, salvaguardando quelli per le persone con disabilità, e altre soluzioni già valutate ma non realizzate. Il percorso di accesso è stato ritenuto conforme grazie alle deroghe previste dalla normativa e alle misure di sicurezza adottate dal Servizio Infrastrutture Smart City, in accordo con la Polizia Locale, tra cui segnaletica, senso unico, new jersey e divieto di transito per pedoni e ciclisti. Trattandosi di un provvedimento estivo e temporaneo, non sono stati richiesti ulteriori pareri». Per soddisfazione, Andreolli: «Non sono soddisfatto della scelta fatta dall’Amministrazione, perchè non risolve nessuna delle buone intenzioni, condivise, che ha. Una scelta sbagliata, che crea insicurezza perchè va ad interrompere una ciclabile, frequentata da bambini, famiglie, pedoni e ciclisti». A rispondere alla seconda interrogazione, presentata dal gruppo consigliare di Fratelli d’Italia sull’“Utilizzo locali dell’Auditorium Scavolini lungo viale Marconi da parte delle Farmacie comunali di Pesaro”, è stato l’assessore alle Attività economiche Mattia Galeazzi: «Il completamento dei lavori non strutturali non è avvenuto nei termini inizialmente previsti, in quanto ASPES S.p.A. ha ritenuto opportuno sospendere gli interventi in attesa della definizione del contenzioso relativo alla revisione della pianta organica delle farmacie, che avrebbe potuto incidere sulla localizzazione della nuova farmacia comunale. Nel frattempo, sono state comunque eseguite alcune opere propedeutiche, tra cui l’installazione degli infissi esterni, la progettazione degli interni e alcuni lavori edili esterni. Con la nuova perimetrazione delle zone farmaceutiche approvata nel 2026, è stato possibile procedere con la localizzazione della nuova sede. Sotto il profilo economico, non è stata predisposta una specifica stima del valore delle attività, trattandosi di un intervento finalizzato alla localizzazione di una farmacia comunale e non alla realizzazione di un immobile destinato alla locazione commerciale. Sono state invece riconosciute, ai fini dello scomputo degli oneri, le spese effettivamente sostenute e documentate da ASPES S.p.A., pari a € 37.663,80 oltre IVA, per un totale di € 45.949,84, previa verifica della corretta esecuzione delle opere. Per quanto riguarda gli oneri a carico del Comune di Pesaro, non risultano costi relativi alla gestione del lotto, poiché il contratto di concessione prevede espressamente che le spese di manutenzione ordinaria e le utenze necessarie al funzionamento dell’immobile siano interamente a carico del concessionario». Il consigliere Redaelli: «La risposta non fa chiarezza su una situazione che l’assessore ha certamente ereditato, ma che continua a essere opaca. Dall’inizio del 2025 abbiamo presentato diverse interrogazioni e richieste di accesso agli atti, senza mai ottenere risposte esaustive. Per questo abbiamo ritenuto necessario presentare un’ulteriore interrogazione, questa volta orale. L’unico dato concreto che ci è stato fornito riguarda le spese sostenute nel 2024; mancano gli altri elementi necessari per fare chiarezza sulla vicenda». Sull’interrogazione a firma della consigliera Giulia Marchionni sugli “Indirizzi dell’Amministrazione comunale per la concessione del patrocinio legale agli amministratori e dipendenti comunali sottoposti a indagine o procedimento giudiziario con riferimento all’inchiesta sugli affidamenti pubblici comunali”, ha risposto l’assessore al Personale Riccardo Pozzi: «Esprimo un biasimo sul tenore letterale delle premesse fatte nell’interrogazione, diretta esclusivamente ad ottenere rassicurazioni sul fatto che nessuna somma sia stata erogata ai dipendenti a titolo di patrocinio legale. Nel merito, si evidenzia che la disciplina del patrocinio legale in favore dei dipendenti e dei dirigenti degli enti locali trova la propria fonte normativa nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di comparto e di area. In particolare, per il personale del comparto trova applicazione l’art. 59 del CCNL Funzioni Locali del 16 novembre 2022, mentre per i dirigenti e i segretari comunali e provinciali trova applicazione l’art. 24 del CCNL Area Funzioni Locali del 16 luglio 2024. Tali disposizioni disciplinano in maniera compiuta i presupposti, le condizioni e le modalità di riconoscimento del patrocinio legale, prevedendo, tra l’altro, quale requisito imprescindibile per l’assunzione degli oneri di difesa da parte dell’Ente, l’assenza di un conflitto di interessi, anche solo potenziale, tra il dipendente o dirigente e l’Amministrazione. Pertanto, la concessione del patrocinio legale è un istituto regolato direttamente dalla contrattazione collettiva nazionale e la cui applicazione deve essere effettuata caso per caso sulla base dei presupposti previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati». Con riferimento all’inchiesta in corso, ha riportato che «Sono state presentate richieste di patrocinio legale da parte di 12 dipendenti, tra dipendenti e dirigenti comunali. Le istanze sono state istruite e valutate dagli uffici competenti, dall’Ufficio Legale e dal Segretario Generale, nell’ambito delle rispettive competenze. All’esito delle istruttorie svolte, sono stati adottati, in questa fase, provvedimenti di diniego dell’ammissione al patrocinio legale a carico dell’Ente, in quanto è stata ravvisata la sussistenza di un potenziale conflitto di interessi con l’Amministrazione comunale, secondo quanto previsto dalle disposizioni contrattuali richiamate. I provvedimenti adottati hanno tuttavia espressamente dato atto della possibilità di procedere, ricorrendone i presupposti di legge e di contratto, al successivo rimborso delle spese legali sostenute dagli interessati qualora i procedimenti si concludano favorevolmente con sentenza definitiva di assoluzione ovvero con decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato o perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Non risultano, allo stato, importi impegnati o liquidati a titolo di patrocinio legale relativamente alle predette richieste, in ragione dei provvedimenti di diniego adottati. Con riferimento alla determinazione n. 1280 del 19 maggio 2026, si conferma che la stessa è stata adottata in relazione ad una richiesta di assistenza legale presentata da un dirigente comunale. Per ragioni connesse alla tutela della riservatezza e alla protezione dei dati personali degli interessati, non si ritiene tuttavia di rendere pubblici i nominativi dei soggetti che hanno presentato richieste di patrocinio legale, né ulteriori elementi idonei a consentirne l’identificazione. Resta fermo che i Consiglieri comunali possono avvalersi degli strumenti di conoscenza e controllo riconosciuti dall’ordinamento, ed in particolare delle prerogative previste dall’art. 43 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, mediante l’esercizio del diritto di accesso agli atti e alle informazioni utili all’espletamento del proprio mandato, nei limiti e secondo le modalità previste dalla normativa vigente». Sull’ultimo punto, collegato all’esistenza di una disciplina interna specifica in materia di patrocinio legale, «Si rappresenta che l’Amministrazione applica le disposizioni contenute nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e nella normativa vigente. Alla luce del carattere dettagliato e direttamente applicabile della disciplina contrattuale attualmente in vigore, non si ravvisa allo stato la necessità di adottare ulteriori atti di indirizzo o regolamenti specifici, ferma restando la facoltà dell’Amministrazione di valutare in futuro eventuali interventi organizzativi qualora emergano esigenze applicative che ne giustifichino l’adozione». Così la consigliera: «Il biasimo espresso in apertura è un commento privo di utilità rispetto a un’interrogazione nata per fare chiarezza, alla luce degli atti pubblicati sull’Albo pretorio e delle successive richieste di approfondimento. Il tema del conflitto di interessi è serio e va affrontato a tutela della stessa Amministrazione. Si tratta di una vicenda sulla quale restano ancora diversi aspetti da chiarire e di cui non conosciamo gli esiti. Per questo riteniamo che questa interrogazione sia stata fondamentale, nell’interesse della trasparenza e dei cittadini». La situazione dell’ex manicomio è stata al centro dell’attenzione dell’emiciclo con l’interrogazione dei consiglieri Anna Maria Mattioli e Lorenzo Montesi che hanno chiesto “Interventi urgenti di messa in sicurezza della porzione regionale del complesso dell’ex ospedale psichiatrico “San Benedetto”: tutela del bene, incolumità pubblica, competenze e cronoprogramma degli interventi”. A rispondere è stato il sindaco Andrea Biancani, che ha sottolineato: «Il Comune di Pesaro ha rispettato tutti gli impegni assunti nell’accordo sottoscritto con la Regione Marche nel 2021 e continua a investire con convinzione nel recupero del San Benedetto, un luogo che rappresenta una parte importante della storia, dell’identità e del patrimonio della nostra città. Abbiamo acquistato la porzione di immobile prevista dagli accordi, stiamo realizzando gli interventi di riqualificazione programmati e abbiamo già trasferito alla Regione circa 1,3 milioni di euro destinati agli interventi sulla parte di sua proprietà. Si tratta di un impegno concreto, che dimostra la volontà dell’Amministrazione comunale di dare un futuro a questo complesso e di restituirlo alla comunità. Purtroppo, però, a distanza di cinque anni dagli accordi, continuiamo a non vedere da parte della Regione Marche quel cambio di passo che ci saremmo aspettati. Ad oggi non esiste ancora un progetto complessivo di riqualificazione dell’intero complesso, non è stata definita una strategia organica di recupero e, soprattutto, non è stato chiarito quale sarà il futuro utilizzo della struttura. Gli unici interventi avviati riguardano aspetti legati alla messa in sicurezza, sicuramente necessari, ma che da soli non possono rappresentare una visione di rilancio di un bene così importante. Inoltre, non abbiamo alcuna certezza che questi interventi siano sufficienti a garantire la piena sicurezza e l’agibilità dell’area, con il rischio concreto di compromettere anche il lavoro che il Comune sta portando avanti sulla propria porzione di immobile. È un aspetto che ci preoccupa particolarmente, perché rischia di rallentare un percorso che invece dovrebbe procedere in maniera coordinata tra i due enti. A questo si aggiunge un’altra questione fondamentale: ancora oggi non è stata definita la destinazione dei servizi che dovranno trovare spazio negli immobili. Anche per i circa 700 metri quadrati che il Comune sta recuperando e che saranno messi a disposizione dell’AST, non esiste ancora una programmazione chiara sui servizi che verranno trasferiti. Se manca una pianificazione persino per gli spazi che saranno pronti entro il 2027, è evidente che non esiste ancora una visione per gli oltre 5 mila metri quadrati della restante proprietà regionale. Noi continueremo a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto, ma chiediamo con forza che anche la Regione si assuma le proprie responsabilità. Il recupero del San Benedetto non può essere affrontato attraverso interventi frammentari e senza una prospettiva complessiva. Serve una progettazione chiara, servono risorse adeguate, tempi certi e una precisa definizione delle funzioni che questo complesso dovrà svolgere. Solo così sarà possibile valorizzare uno dei luoghi più significativi della città ed evitare che gli sforzi e gli investimenti già sostenuti dal Comune vengano in parte vanificati. Il San Benedetto merita una prospettiva all’altezza della sua storia e del suo valore per l’intera comunità pesarese, e su questo continueremo a chiedere alla Regione risposte concrete e impegni altrettanto concreto». Per soddisfazione il consigliere Montesi: «Ringraziamo il Sindaco per la risposta, che risulta completa sotto il profilo formale. Tuttavia, non possiamo ritenerci soddisfatti dei contenuti emersi rispetto al futuro del complesso del San Benedetto. Nonostante gli impegni assunti con l’Accordo del 2021, non risultano atti formali, risorse stanziate né un cronoprogramma per il recupero della porzione di proprietà della Regione/AST 1. Mentre il Comune sta investendo risorse significative per la riqualificazione della propria parte dell’immobile, non emerge un analogo impegno da parte degli altri proprietari. Restano inoltre senza risposte chiare la messa in sicurezza della porzione dell’AST 1, il destino delle risorse derivanti dalla vendita dell’immobile, il progetto complessivo di recupero e la futura destinazione degli spazi, in particolare per il ritorno nel centro cittadino dei servizi di salute mentale e sanità territoriale. Per queste ragioni esprimiamo una valutazione negativa della risposta della Regione Marche e continueremo a chiedere impegni concreti, con atti formali, risorse certe e tempi definiti, affinché il recupero dell’intero complesso del San Benedetto diventi finalmente una realtà». COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE In apertura al Consiglio comunale, il presidente Enzo Belloni ha ricordato ai presenti che è stata fissata, in accordo con i famigliari, alle ore 8.30 di sabato 8 agosto, la cerimonia per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. La stessa prevede la messa e la deposizione della corona in memoria delle vittime come approvato anche dalla mozione approvata all’unanimità nell’ultimo Consiglio comunale fatta per ricordare la tragedia di Marcinelle e per ripristinare l’esposizione della corona d’alloro nel cimitero centrale. L’atto prevedeva anche l’intitolazione di un luogo cittadino a Giulio Pierani, tra i minatori della provincia morti nel disastro. PROPOSTE DI DELIBERE Prima di discutere le delibere, in aula ha chiesto la parola il consigliere Marco Lanzi per «esprimere solidarietà e vicinanza alle forze di polizia rimasti feriti negli ultimi giorni: circa 80 a Bologna il 20 luglio e altri 130, alcuni gravemente, il 26 luglio durante gli scontri legati alla protesta No Tav. Sono stati distrutti automezzi e lanciate pietre anche con l’uso di fionde. È fondamentale difendere il diritto a manifestare, ma quando gruppi organizzati e armati cercano deliberatamente lo scontro con le forze dell’ordine non si può più parlare di manifestazione. Per questo è importante che anche il nostro Comune esprima piena solidarietà agli agenti feriti, che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ordine pubblico». Il consigliere Riccardo Bernardi, sul tema, ha detto: «Esprimo, condividendo quanto detto da Lanzi, solidarietà agli agenti rimasti feriti durante le manifestazioni. Come maggioranza e come coalizione abbiamo sempre promosso manifestazioni pacifiche, perché il diritto al dissenso è uno degli strumenti fondamentali della democrazia. Allo stesso tempo, è giusto ricordare che gli agenti sono lavoratori che indossano una divisa anche per garantire il diritto di manifestare. Ogni volta che un appartenente alle forze dell’ordine rimane ferito è un fallimento dello Stato e del Ministero dell’Interno. Per questo è importante anche il richiamo fatto dal consigliere quando evidenzia che gli agenti non possono essere lasciati soli». La prima proposta discussa e votata (18 voti favorevoli, 10 contrari) è stata la “Variazione al Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 e aggiornamento Dup 2026-2028″ illustrata dall’assessore alle Nuove opere Riccardo Pozzi, che ha detto: «Si tratta dell’ennesimo aggiornamento del Piano delle opere pubbliche perché, dopo la straordinaria stagione del PNRR, questa Amministrazione non ha mai fermato la realizzazione di nuove opere, anche di fronte alle minori opportunità di partecipare a bandi e finanziamenti esterni. Continuiamo a sostenere lo sviluppo della città, rimarcando ancora una volta la centralità dell’edilizia scolastica. Partiamo infatti, in questa variazione, da ulteriori finanziamenti per la scuola Lubich, punto di riferimento per uno dei quartieri più popolosi della città. Avevamo scelto di candidare, insieme all’edificio di via Confalonieri, il progetto a un bando dedicato alla sicurezza degli edifici scolastici, che premiava i Comuni con una situazione di bilancio meno solida. La nostra candidatura è risultata idonea, ma non è stata finanziata. Per questo ci siamo subito attivati per reperire risorse interne al bilancio, mantenendo l’impegno preso con la scuola, le famiglie e il personale. Inseriamo quindi 500mila euro, tra il 2026 e il 2027, per avviare la progettazione e realizzare una serie di interventi di rifunzionalizzazione degli spazi esistenti – mensa, laboratori e aule – oltre agli interventi per migliorare la sicurezza dell’edificio, sia sotto il profilo antincendio sia dal punto di vista dell’adeguamento e del miglioramento sismico. Sappiamo quanto sia importante avere scuole più sicure, moderne e adeguate alle esigenze della didattica, ed è su questo che l’Amministrazione continua a investire, sia con la manutenzione ordinaria sia con quella straordinaria. Un’altra voce inserita nel Piano riguarda la progettazione della rotatoria di Case Badioli, un intervento che stiamo portando avanti insieme al sindaco di Pesaro, al primo cittadino di Gabicce Mare e all’assessora alla Viabilità di Pesaro Sara Mengucci. È una delle opere più attese dal Quartiere 6 e, più in generale, da tutta la città, perché interessa uno dei principali assi viari del territorio. Inseriamo l’intervento dal 2027 per proseguire, insieme al Comune di Gabicce Mare e ad Anas, il percorso progettuale finalizzato a migliorare la sicurezza della strada statale Adriatica in quel tratto». Montesi: «Questa variazione al piano triennale l’abbiamo affrontata in maniera serie a trasparente. Ci ha fatto piacere la sensibilità verso i servizi educativi». Marinucci: «Ringrazio il collega e l’amico Montesi per i complimenti, visto che dalla loro parte non capita spesso. Detto questo, anche in Commissione ho fatto emergere l’argomento, ovvero che un comune virtuoso venga un po’ penalizzato e questo dispiace. Ma vorrei dire alcune cose circa la rotatoria che mi auguro vada a buon fine. Finché non la vedo però non ci credo». Poi il consigliere, rivolgendosi all’assessore Pozzi, sottolinea: «Sul bando per lo stadio Benelli, mi chiedo perchè illudere le persone o creare false aspettative per un bando per il quale non avevamo i requisiti? Come anche sottolineato in un articolo dell’assessore Pozzi. Non mi sembra un atteggiamento corretto da parte dell’Amministrazione comunale». Bernardi: «La messa in sicurezza delle scuole e degli edifici scolastici è una priorità, per gli studenti e per le loro famiglie. Come sinistra investiamo nell’istruzione perché ci crediamo profondamente. Riteniamo che ciò che qualcuno liquida come semplice ideologia abbia, in realtà, risvolti estremamente politici e concreti. Investire risorse significative per rispondere ai bisogni delle famiglie è certamente una scelta politica, ma è soprattutto una risposta pratica ai problemi reali delle persone. Per questo vorremmo vedere la stessa concretezza da parte di chi, in campagna elettorale per le elezioni politiche, aveva promesso asili nido gratuiti per tutti. Oggi, però, i fatti dimostrano che quella promessa non è stata mantenuta». Biancani: «Davvero non capisco come questa variazione del Piano delle opere pubbliche stia passando in sordina, quando in realtà dà seguito a un impegno preciso che avevamo assunto con i cittadini del quartiere Pantano: partecipare ai bandi pubblici e, qualora non avessero avuto esito positivo, mettere a disposizione risorse comunali per realizzare comunque gli interventi necessari. Complessivamente, destiniamo circa 840mila euro agli edifici scolastici: 500mila euro per la Lubich, 120mila euro per il nido di Torraccia, 30mila euro per il cantiere della scuola Anna Frank, 100mila euro per la Dante Alighieri e ulteriori 80mila euro per gli interventi di manutenzione nelle scuole. Spesso questi investimenti vengono dati per scontati, ma non lo sono affatto. Dietro a queste risorse c’è una precisa scelta politica e la volontà di mantenere gli impegni presi con i cittadini, continuando a investire sulla qualità delle nostre scuole e dei servizi educativi». Corsini: «In merito allo stanziamento di 500 mila euro per la scuola Lubich, va ricordato che nella passata legislatura era stato previsto il polo scolastico di Pantano. Quel progetto aveva preso avvio con la realizzazione della nuova scuola Brancati e della palestra, mentre era prevista anche la ricostruzione della scuola Manzi, così da completare un vero polo scolastico. Con l’attuale amministrazione, però, si è deciso di cambiare impostazione: si è ritenuto che l’edificio della Manzi non fosse più recuperabile e si è scelto di puntare sulla riqualificazione della scuola Lubich. Di fatto, il progetto del polo scolastico di Pantano è stato accantonato. La scuola Lubich risale alla metà degli anni Settanta e presenta, probabilmente, anche alcune criticità dal punto di vista strutturale. Per questo motivo, uno stanziamento di 500 mila euro destinato all’efficientamento energetico appare insufficiente: è una goccia d’acqua nel mare rispetto agli interventi di cui l’edificio avrebbe realmente bisogno». Dominici: «Questa Amministrazione continua a dimostrare di ascoltare il territorio, intervenire sulle emergenze e pianificare il futuro della città con una visione strategica e d’insieme. Stanziamo risorse concrete per aprire cantieri e realizzare interventi che migliorano l’edilizia scolastica e, di conseguenza, il benessere delle bambine e dei bambini, della scuola e delle famiglie. A inizio settembre 2025 era stato indetto un bando che però non ha avuto buon esito. L’Amministrazione avrebbe potuto rimandare l’intervento o scegliere di trovare comunque le risorse necessarie. Ha scelto questa seconda strada, destinando 500mila euro alla scuola Lubich per garantire spazi più idonei al plesso di Pantano, che aveva accolto con grande generosità gli studenti della scuola di via Confalonieri. Gli interventi saranno definiti insieme alla dirigenza scolastica, individuando le priorità per migliorare gli spazi e il benessere della comunità scolastica. L’attenzione della variazione riguarda anche altre risorse importanti per completare i “grandi cantieri” della scuola: 10mila euro per il nido della Torraccia, che si aggiungono ai 120mila euro già previsti per gli arredi, 30mila euro per la scuola Anna Frank, 100mila euro per la scuola Dante Alighieri. Ci sono anche gli 82mila euro per la manutenzione delle altre scuole. E c’è un altro dato importante: nonostante i tagli dello Stato e della Regione sui servizi educativi e sul welfare in particolare, non sono state previste riduzioni dei servizi. Significa che tutte le risorse sono state ottimizzate e che i bilanci sono stati fatti quadrare senza arretrare di un millimetro sulla qualità dei servizi. Questo è il filo conduttore della variazione: i 500mila euro per la scuola Lubich si inseriscono in una strategia più ampia che comprende piano asfalti, marciapiedi, viabilità, parcheggi, nuove rotatorie, manutenzione del territorio e messa in sicurezza degli impianti sportivi». Marchionni: «Sarei partita dagli 840mila euro destinati alle scuole: un dato importante, frutto di un decennio di scelte miopi e di una programmazione portata avanti dalla giunta precedente, non dall’attuale sindaco, che all’epoca non ricopriva questo ruolo. Destinare quelle risorse alle scuole attraverso una variazione di bilancio significa riconoscere che per anni il settore non ha ricevuto l’attenzione adeguata. Ricordo l’intervento del consigliere Briglia, che, pur trovandosi su un fronte politico diverso all’interno dell’aula, aveva riconosciuto e condiviso la necessità di maggiori investimenti sulle scuole. Se per anni si rinuncia a programmare interventi di manutenzione sugli edifici scolastici, prima o poi arriva il momento di affrontarne le conseguenze. Fortunatamente, in gran parte, questa situazione è stata recuperata sotto diversi aspetti: ne parleremo anche nei consigli comunali di settembre, quando entreremo nel merito di come queste risorse verranno utilizzate. Ogni estate vengono comunque effettuati gli interventi di manutenzione necessari per garantire che gli istituti possano riaprire a settembre in condizioni adeguate e salubri. Avrei espresso queste considerazioni già nel mio intervento, soprattutto dopo essere stato citata da alcuni colleghi di maggioranza, anche se senza fare esplicito riferimento al mio nome. Aggiungo però una cosa: sentirmi parlare di senso di responsabilità è per me motivo di orgoglio, ma anche un onere. Ricoprire questo ruolo significa avere il dovere di approfondire, verificare e confrontarsi sui dati prima di intervenire, soprattutto quando si parla di temi importanti come la scuola». Poi sulla Rodari: «Il 14 luglio l’assessora ci aveva comunicato che i lavori necessari per consentire il regolare avvio dell’anno scolastico erano già iniziati e che, in particolare, sarebbero stati conclusi entro settembre. Questa dichiarazione, però, non coincide con quanto emerso dalla risposta scritta ricevuta dagli uffici in seguito alla mia richiesta di accesso agli atti, con la quale avevo chiesto di visionare i capitolati, i computi e gli allegati relativi agli affidamenti dei lavori indicati dall’assessora durante la seduta consiliare. La risposta fornita dagli uffici riportava una situazione differente: al momento della richiesta, infatti, i lavori non risultavano ancora iniziati. Il senso di responsabilità che ci viene richiesto deve essere innanzitutto verso quest’aula e tutti i cittadini: significa fornire informazioni corrette». Poi, ribadendo di non aver mai detto di aver effettuato un sopralluogo insieme alla dirigente scolastica della Rodari, ha continuato: «Credo sia importante dare risposte concrete ed essere consapevoli che situazioni di questo tipo sono il risultato di mancanze che derivano da scelte sbagliate compiute negli anni precedenti. Non possiamo far finta che nulla sia accaduto. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere chiari: gli 840mila euro sono una risorsa importante, ma nemmeno lontanamente sufficiente a garantire che episodi come quello verificatosi alla Rodari, con problemi di infiltrazioni, non si ripetano in futuro. Se una situazione come quella – con liquami fuoriusciti dai muri e la presenza di macchie nere — fosse accaduta in un altro edificio pubblico o in una scuola paritaria, probabilmente il giorno successivo ne avremmo parlato sulle tv e giornali nazionali, vista la gravità». Bernardi per mozione d’ordine per sottolineare «la “leggera” mancanza di senso istituzionale della consigliera nel rivolgersi in questo modo al presidente del Consiglio comunale». Poi: «La variazione racconta un impegno preso e a cui si è dato seguito. Bellissimo come quando costruiamo scuole ci dicono che sono troppe e dobbiamo statalizzarle; quando le mettiamo a posto ci dicono che dovremmo costruirne altre. Grazie al lavoro della Giunta per la promessa mantenuta in particolare per cittadini del Quartiere». L’assessora alle Politiche educative Camilla Murgia: «Destinare circa 1 milione di euro di variazione al Piano all’interno del patrimonio scolastico significa dimostrare una grande programmazione e lungimiranza, che arriva da lontano. Questa Amministrazione ha sempre dimostrato un’attenzione particolare alle scuole, a partire dalla programmazione del sistema 0-6 anni fino alla gestione dell’articolato patrimonio composto da circa 50 edifici pubblici adibiti a plessi scolastici. Tutto ciò significa una grande responsabilità, che affrontiamo ottimizzando le spese, senza inventare fondi, ma valutando ogni strada possibile, dalla partecipazione ai bandi pubblici alla ricerca di tutte le opportunità disponibili. In una città come Pesaro, dove pesano anche i tagli sistematici del Governo, destinare circa 1 milione di euro all’edilizia scolastica e alla manutenzione è una scelta precisa. Sono interventi che programmiamo durante l’anno insieme all’assessora Della Dora, confrontandoci con i dirigenti scolastici per individuare le priorità. Avere questa visione significa mettere i servizi educativi tra i pilastri del welfare della città, con lungimiranza e responsabilità verso famiglie e personale scolastico. Nessuna scuola è messa in dubbio per la riapertura di quest’anno, nonostante un patrimonio scolastico in parte datato e risalente agli anni Settanta. Con la stessa attenzione stiamo affrontando le modifiche e gli interventi necessari. È chiaro che il Comune sta investendo una parte importante delle proprie risorse su questo tema, ma senza il coinvolgimento degli altri enti competenti, Regione e Stato, questa programmazione diventa più complessa. Ci aspettiamo che nei prossimi mesi, anche con la conclusione dei lavori PNRR, si possa lavorare insieme affinché le priorità siano condivise. Continuiamo a lavorare con concretezza e tempestività: queste certezze e queste determinazioni ci porteranno a settembre a inaugurare nuovi plessi». Bartolomei: «Preciso solo il voto, contrario». A seguire, lo stesso assessore Pozzi, con anche delega al Bilancio, ha illustrato la proposta di delibera relativa alla “Tassa rifiuti (TARI) – Presa d’atto del Piano Economico Finanziario – PEF 2026-2029 e approvazione delle tariffe per l’anno 2026”, che ha ottenuto 18 voti favorevoli e 10 contrari. «Questa delibera – ha detto Pozzi – recepisce un percorso sul quale, purtroppo, negli anni il Consiglio comunale ha progressivamente ridotto le proprie funzioni a seguito dell’applicazione delle normative sul tema e delle direttive Arera. Non è un caso che la delibera si chiami infatti “presa d’atto”. Il percorso nasce dalla trasmissione della rendicontazione dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti, elaborata dal gestore e trasmessa ad Arera e ad Ata, l’assemblea dei sindaci dell’ambito, che prende atto dell’incremento dei costi di gestione, legati in parte all’aumento dei carburanti, ai contratti collettivi dei dipendenti e agli altri costi connessi alla gestione del servizio rifiuti, cresciuti costantemente negli ultimi anni. La normativa prevede inoltre che la TARI debba coprire integralmente il costo del servizio. Qualche settimana fa l’assemblea d’ambito dei sindaci di Ata ci ha comunicato le risultanze di questo metodo di calcolo, complesso ma definito dalla normativa, che per Pesaro determina un incremento del PEF di quasi 1 milione di euro, con un conseguente adeguamento delle tariffe TARI del 4,1%. Si tratta della soglia minima prevista, oltre la quale i Comuni possono eventualmente decidere ulteriori incrementi. Come Amministrazione abbiamo limitato l’adeguamento al minimo possibile. È una percentuale di cui non siamo soddisfatti, ma dimostra il tentativo di proseguire il percorso avviato lo scorso anno, quando riuscimmo ad azzerare l’incremento della TARI con un’operazione che portò, per la generalità delle utenze domestiche e non domestiche, a una variazione pari a zero. Quest’anno non c’erano però i presupposti per non applicare le risultanze approvate dall’assemblea Ata. Occorre continuare ad accompagnare questo adeguamento con un progressivo miglioramento della qualità del servizio e con investimenti su un sistema di raccolta sempre più efficiente. È un impegno che stiamo portando avanti insieme all’assessora all’Ambiente e a tutta la Giunta». Redaelli: «Prendiamo atto che a Pesaro, ancora una volta, aumentano le tasse, ed è questo il vero tema. Un aumento dovuto certamente ai maggiori costi, ma anche alla scarsa capacità di questa Amministrazione di programmare e investire. Il nostro obiettivo è ridurre la Tari attraverso l’introduzione della tariffazione puntuale. È un modello che richiede investimenti e un percorso strutturato, ma è necessario iniziare a lavorarci. Al contrario, questa Amministrazione non sembra avere alcuna intenzione di farlo e, nel frattempo, i costi continuano a crescere, così come la pressione fiscale sui cittadini. L’unico segnale positivo è rappresentato dalle isole ecologiche nel centro storico, un progetto sul quale, come centrodestra, abbiamo collaborato con spirito costruttivo. Era stato promesso che questo sistema sarebbe stato esteso anche ad altri quartieri, ma ad oggi non è ancora accaduto. Basti pensare che a Baia Flaminia questa Amministrazione fatica persino a installare due nuovi cassonetti destinati ai commercianti. È questo il livello dei servizi e dei continui disagi che i cittadini sono costretti a subire. Al di là delle tante promesse rimaste disattese, ci sono poi altri due aspetti che riteniamo fondamentali. Il primo riguarda la difficoltà dell’Amministrazione ad ascoltare le criticità che abbiamo più volte evidenziato, in particolare quelle relative al regolamento della Tari e ai suoi malfunzionamenti. Il secondo riguarda la riscossione del tributo: ogni anno i revisori dei conti richiamano l’Amministrazione a migliorare questo aspetto. Credo che non ci sia consigliere che non sia stato contattato da cittadini in cerca di chiarimenti o informazioni sulla Tari. Questo dimostra che manca ancora sufficiente chiarezza da parte dell’Amministrazione nella gestione e nella comunicazione di questo servizio». Infine, conclude: «Questa Amministrazione continua a dimostrare una totale incapacità nel rapporto con le società partecipate, considerate non come strumenti strategici per lo sviluppo della città, ma come un grande salvadanaio da cui attingere per riequilibrare i conti e coprire le esigenze di bilancio». Rocchi: «Non stiamo decidendo se aumentare o meno la Tari, ma stiamo recependo un Piano economico finanziario che il Comune non approva né determina: recepisce senza stabilire il costo del servizio. Come ha già spiegato l’assessore, i costi vengono definiti secondo il metodo tariffario stabilito da Arera e validati dall’ATA, l’ente territorialmente competente. La legge impone che la Tari copra integralmente il costo del servizio, dalla raccolta allo smaltimento dei rifiuti. L’Amministrazione ha scelto di applicare l’incremento minimo possibile, che, come già detto, si attesta intorno al 4,14%, distribuendolo in maniera equa tra utenze domestiche e non domestiche, senza scaricare il peso dell’aumento su specifiche categorie. Il confronto con altri territori dimostra inoltre che Pesaro non rappresenta un’eccezione». Il sindaco Andrea Biancani: «Quanto sta accadendo nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino è anche il motivo per cui, in questi anni, sono stato attaccato da molti. L’incapacità di compiere scelte sull’impiantistica e sulle modalità di raccolta dei rifiuti porterà inevitabilmente, nei prossimi anni, a un aumento significativo della Tari. Tengo però a sottolineare che Pesaro potrà dire di aver fatto tutto il possibile per evitarlo, perché ci siamo sempre battuti affinché venissero prese decisioni coraggiose e lungimiranti. L’aumento del 4,1% che registriamo oggi è tra i più contenuti del territorio ed è il risultato del lavoro svolto da questa Amministrazione, che in questi anni ha modificato, monitorato e gestito con attenzione il sistema, cercando di limitare il più possibile l’impatto sui cittadini». Poi, replicando al consigliere Redaelli, aggiunge: «Il passaggio dalla raccolta porta a porta alle isole ecologiche è stata una scelta di questa Amministrazione e della sua maggioranza, non del centrodestra. Una scelta che consentirà a Pesaro di affrontare i prossimi anni con aumenti molto più contenuti rispetto ai Comuni che non hanno avuto il coraggio di intraprendere questo percorso. Oggi stiamo ancora ammortizzando i costi dell’investimento, ma una volta conclusa questa fase il nostro sistema sarà ancora più competitivo e garantirà tariffe inferiori rispetto ad altri territori. Oggi l’ATA è governata dal centrodestra e, di conseguenza, le decisioni e gli eventuali aumenti futuri saranno riconducibili a quella maggioranza, così come alla Regione Marche – con governo di destra – che, dopo sei anni, non ha ancora approvato il Piano regionale dei rifiuti. Continuare a rinviare le scelte sugli impianti significa aumentare inevitabilmente i costi di gestione. Inoltre, le società ci hanno già comunicato che non raccoglieranno più la plastica e sono curioso di conoscere quale sarà la risposta dell’ATA di fronte a questa situazione. Senza impianti e senza una programmazione adeguata, il costo del servizio non potrà che continuare a crescere e sono curioso di cosa dirà la destra, adesso che non più dare colpa a noi». Andreolli «Se c’è una cosa che non posso imputare al sindaco e alla giunta è la quota di aumento della Tari, derivata da un metodo tariffario nazionale. Ma non possiamo pensare di usare questo come un alibi: ci sono questioni sulle quali le responsabilità politiche di questa amministrazione sono evidenti. In primis, la qualità del servizio: i cittadini pagano una Tari sempre più elevata per finanziare un servizio di raccolta dei rifiuti che, tuttavia, lascia Pesaro ancora indietro. I risultati e i dati ISPRA lo dimostrano: la raccolta differenziata non cresce. Nel 2021 era al 68,52%, mentre nel 2024 è scesa al 67,16%. Il problema non sono i cittadini, ma il sistema. Le isole intelligenti sono pochissime e manca un piano organico. La tariffa puntuale è diventata l’eterna promessa. Il secondo tema riguarda l’igiene urbana, una situazione sotto gli occhi di tutti: ci sono strade sporche, cestini pieni, presenza di topi e piccioni e fenomeni di degrado nei parchi. Il terzo elemento è la gestione amministrativa, affrontata con una superficialità disarmante. Il quarto riguarda la politica industriale, e anche in questo caso i risultati si sono visti», ha detto riferendosi alla vicenda di Riceci. Tommasoli: «Sulla raccolta differenziata ho sentito parlare di dati negativi per Pesaro, ma è importante ricordare i numeri reali. Secondo i dati ISPRA 2024, Pesaro si attesta al 73,86%, Ancona al 71,11%, Macerata al 73,62%, Ascoli Piceno al 68,27% e Fermo al 70,50%, mentre la media regionale delle Marche è del 71,84%. C’è una grande ipocrisia politica che negli anni ha portato spesso a rimandare le scelte, scaricando le responsabilità sul Governo centrale o sulla Regione. Come ha detto il sindaco, invece, bisogna avere il coraggio delle scelte, la realtà e la vita quotidiana ce lo impongono. Tutti parlano, ma oggi dobbiamo avere un approccio concreto: cercare di affrontare i problemi come persone normali, con l’obiettivo di trovare soluzioni. Se devo assistere a una partita di ping pong, preferisco guardare Sinner in televisione». Bernardi: «Un testo bellissimo, quello consegnato oggi dalla minoranza. Quello a cui assistiamo è una narrazione portata avanti dalla Lega e dal centrodestra che descrive la nostra città attraverso immagini di degrado estremo: cadaveri di topi e piccioni in ogni strada, assenza di salubrità pubblica e una situazione rappresentata come fuori controllo. È una narrazione utilizzata anche per alcuni quartieri, come nel caso di Piazza Redi, arrivando persino a definirla un “Bronx”. Una rappresentazione smentita dagli stessi commercianti della zona, che vivono quotidianamente quel quartiere e ne raccontano una realtà diversa. La città ha bisogno di meno propaganda e più responsabilità, di meno narrazioni costruite sul degrado e più lavoro concreto per affrontare i problemi reali. Consiglio alla destra di evitare di parlare della nostra unità». Marinucci: «Ho apprezzato e ammirato l’intervento appassionato del sindaco, ma su alcune questioni ho delle riserve. Una collega ha ricordato che è Arera a definire il quadro delle tariffe, stabilendo che i ricavi debbano coprire integralmente i costi del servizio. È tutto corretto, ma la domanda è: qualcuno ha mai pensato anche a ridurre questi costi? In una commissione, un dirigente di Marche Multiservizi ha evidenziato come sul fronte dell’ottimizzazione dei costi ci siano ancora margini di miglioramento. Su Pesaro concordo sul fatto che gli aumenti siano tra i più contenuti, ma è importante ricordare che i dati presentati riguardano gli ultimi due anni». Fabbri: «Ringrazio il dottor Marinucci che mi ha citata, lui è comparabile alla TARI in questo momento; ha delle finalità che alla fine sono buone. Ma direi che l’obiettivo è capire dove mettere la plastica». Mariani: «Il sindaco ha parlato di progettazione, ma credo che oggi il vero problema sia proprio questo: non progettiamo abbastanza. Se vogliamo capire come gestire e valorizzare materiali da smaltire, come la plastica, dobbiamo iniziare a guardare alle tecnologie più innovative oggi disponibili. Negli ultimi anni sono state sviluppate soluzioni sempre più avanzate che consentono di recuperare questi materiali e riportarli alla loro composizione originaria, trasformandoli nuovamente in carburanti o derivati del petrolio. È su queste opportunità che dobbiamo investire, facendo ricerca e costruendo progetti concreti. Nel nostro territorio abbiamo imprese e competenze importanti: è arrivato il momento di valorizzarle e metterle nelle condizioni di contribuire concretamente allo sviluppo di un sistema più innovativo ed efficiente nella gestione dei rifiuti». Marchionni: «Riporto alcune delle segnalazioni ricevute in queste settimane, che raccontano la confusione vissuta da molti cittadini pesaresi. Una situazione che deriva da scelte politiche sbagliate e incoerenti, assunte in questa e nelle precedenti legislature. Segnalo due aspetti. Il primo riguarda le modifiche al Regolamento TARI: qualche mese fa ho presentato diversi emendamenti per sostenere e attenuare gli effetti dell’andamento del PEF, sul quale però non potevamo intervenire in questa aula. Si poteva ragionare solo sul Regolamento. Qualcosa è stato accolto, anche grazie alle sollecitazioni mie e dei colleghi, mentre altro è rimasto inevaso. In particolare, avevo proposto una modifica all’articolo 25, comma 2, dell’allegato A, per consentire agli esercizi con attività all’esterno di individuare le aree scoperte non operative e quelle adibite a uso stagionale (entro i 183 giorni), così da prevedere un piccolo sgravio e rendere la tariffa più equa. Un altro tema affrontato in commissione riguarda l’articolo 17, alla base di molta della confusione nelle bollette: riguarda gli occupanti delle utenze domestiche e dimostra, a mio avviso, come questa tariffa rischi di essere legata più alla proprietà dell’immobile che alla reale produzione dei rifiuti. Sulle seconde case il messaggio che arriva è preoccupante: chi frequenta Pesaro da anni, si è innamorato della città e ha scelto di acquistare un piccolo immobile, magari di 60 metri quadrati nella zona mare, dove soggiorna un mese all’anno per il ROF, si trova a pagare quasi 400 euro di TARI per un servizio fruito per un periodo limitato. Una città di mare dovrebbe invece incentivare queste presenze. Ragionare la tariffa come un aggravio per chi investe sulla città, invece che come corrispettivo di un servizio, non è la strada giusta». Gambini: «Oggi emergono due elementi significativi. Il primo è che un’amica della consigliera Marchionni, nonostante i topi, i piccioni morti e il degrado che, a suo dire, caratterizzerebbero la città, si è comunque innamorata di Pesaro. Evidentemente, quindi, la situazione non è così disastrosa come viene descritta. Il secondo riguarda la proposta della consigliera Marchionni che, di fatto, comporterebbe una riduzione della Tari per i proprietari delle seconde case, con il conseguente aumento del tributo a carico dei residenti pesaresi. Questo è il punto e credo sia giusto dirlo con chiarezza. Noi, infatti, non possiamo intervenire sull’ammontare complessivo dei costi del servizio, che è già determinato, ma possiamo decidere soltanto come ripartirli tra le diverse categorie di utenza. Se scegliamo di ridurre il carico fiscale per chi utilizza la casa solo per poche settimane all’anno, inevitabilmente quel costo dovrà essere sostenuto dagli altri contribuenti. Possiamo certamente lavorare per migliorare il servizio e renderlo più efficiente, ma dobbiamo anche prendere atto dell’aumento dei costi che il sistema di gestione dei rifiuti sta registrando» Canciani: «Gli allegati alla delibera comprendono diversi documenti che, a mio avviso, risultano essenziali per una corretta valutazione dell’atto. Ritengo che discutere la delibera senza avere piena conoscenza e disponibilità di tutta la documentazione di supporto possa risultare limitante e non consenta ai consiglieri presenti in aula di esprimere pareri consapevoli e adeguatamente motivati su quanto si è chiamati a deliberare. Tra gli allegati assumono particolare rilevanza anche le relazioni di accompagnamento, in quanto forniscono elementi utili alla comprensione di motivazioni, presupposti e finalità della delibera». Andreolli: «Naturalmente voterò contro questa delibera e mi dispiace che, negli interventi che mi hanno preceduto, nessuno abbia fornito risposte puntuali alle questioni che abbiamo sollevato.» Rivolgendosi poi al consigliere Bernardi, aggiunge: «Non la contesto per la sua giovane età, ma per ciò che dice». Infine, conclude: «Voi che siete molto presenti sui social, vedete cosa pubblicano ogni giorno i cittadini? Vi consiglio di fare un giro alle sette del mattino per verificare le condizioni in cui si trovano molti cassonetti e diverse strade della città. Nessuno ha mai proposto di rinunciare agli utili, perché questo significherebbe creare un indebitamento per il futuro. Quello che chiediamo è di affrontare seriamente il tema, senza limitarci alla demagogia, ma cercando soluzioni concrete ai problemi evidenziati dai cittadini». Malandrino: «Oggi ho ricevuto un messaggio, con tono ironico, in cui mi veniva chiesto se Marche Multiservizi fosse in sciopero, visto lo stato di degrado in cui versano alcuni viali del lungomare. Non è una valutazione che faccio solo io: vedo una città nella quale il degrado è aumentato negli anni. Come centrodestra da tempo proponiamo che gli utili di Marche Multiservizi, come previsto anche dall’amministratore delegato della società, possano essere destinati alla spesa corrente. Quando però si parla di investimenti e ammodernamento delle reti occorre fare un esame di coscienza: se la società ci chiede come utilizzare gli utili e noi scegliamo di destinarli ad altro invece che al potenziamento e all’efficientamento dei servizi, poi i risultati sono quelli che vediamo. Sulla tariffa è Arera a definire il quadro e va riconosciuto che è stato scelto l’aumento minimo possibile, un aspetto di cui do atto. Ma non si può sostenere che la responsabilità sia sempre di scelte non fatte altrove: anche il Comune di Pesaro ha le proprie responsabilità. Si è parlato di porta a porta, poi di raccolta con cassonetti intelligenti, ma il sistema non è stato realmente efficientato e non sono state portate a terra tutte le soluzioni annunciate. Nel frattempo, si perde tempo e si arriva alle criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti». Il sindaco Biancani è intervenuto prima sulla situazione segnalata da Malandrino in zona mare:«Ho manifestato il mio disappunto per un disservizio dovuto a una serie di fatti concomitanti che si sono protratti. È vero: per 3-4 giorni non è stato garantito il servizio necessario. Per questo ho contattato subito Marche Multiservizi per chiedere informazioni e da questa mattina il servizio di igiene urbana è ripartito, ma concordo sul fatto che per chi viveva in quelle vie la situazione fosse incredibile. Come Amministrazione abbiamo sollecitato l’azienda a intervenire e continueremo a farlo». Poi sul merito degli utili di MMS: «Sugli utili, vorrei porre una domanda: le altre società pubbliche fanno questa scelta? Fano, ad esempio, ha utili? Ne ha molti più di noi. È una società pubblica e, seguendo questa logica secondo voi dell’opposizione, dovrebbe destinare tutto agli investimenti: il tema, quindi, non può essere attribuito semplicemente alla volontà del pubblico di non investire. La questione è un’altra: gli investimenti nel servizio rifiuti si fanno attraverso la tariffa. Sono inseriti nel Piano economico finanziario e incidono sul costo del servizio attraverso gli ammortamenti. Continuare a sostenere il contrario significa dire cose non corrette. Perché ATA aumenta le tariffe? Perché dentro ci sono anche gli ammortamenti legati agli investimenti necessari per il servizio. È la normativa che stabilisce questo meccanismo e prevede che siano i cittadini, attraverso la tariffa, a coprire il costo complessivo del servizio. Pongo allora un’altra domanda: se un Comune come Fano non avesse quei 3milioni di euro di utili, cosa dovrebbe fare? Dovrebbe tagliare i servizi. E allora chiedo: quali servizi dovremmo tagliare? Con 1,7 milioni di euro di maggiori costi, qualcuno ci dica quali servizi non dovremmo garantire nel 2027». Marchionni: «Il voto del nostro gruppo Pesaro Svolta sarà contrario a questa delibera. Mi permetta però, sindaco, di dire che al cittadino interessa poco la spiegazione tecnica: ciò che vede è la tariffa che arriva a casa. Oggi la Tari è sempre più legata alle caratteristiche dell’immobile che all’effettivo utilizzo del servizio e, proprio per questo, non può più essere considerata una tariffa realmente equa. Quando il servizio funziona, il cittadino è disposto a pagare e difficilmente si lamenta. Ma quando il servizio presenta criticità, anche un aumento di soli dieci euro rispetto all’anno precedente viene percepito come ingiustificato. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di introdurre una tariffazione puntuale, che garantirebbe maggiore equità, responsabilizzando anche i cittadini. Se ciascuno fosse incentivato a produrre meno rifiuti e a differenziare meglio, il sistema sarebbe più giusto e il costo del servizio verrebbe distribuito in modo più corretto». Lo stesso Pozzi ha illustrato anche la delibera successiva (approvata con 20 voti favorevoli, 11 contrari) sull’“Assestamento generale di Bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026 -Variazioni al Bilancio di previsione 2026/2028”. L’ha così presentata: «È un lavoro importante, per il quale ringrazio gli uffici, che ci ha portato a una delibera che fa una fotografia chiara dell’andamento dei conti fino ad oggi, che siamo a metà dell’anno finanziario, e della proiezione rispetto alla chiusura del bilancio. Emergono alcuni elementi importanti: non ci sono squilibri, non ci sono debiti fuori bilancio, la cassa è positiva, non viene utilizzata l’anticipazione di tesoreria e gli equilibri sono garantiti. Il secondo aspetto riguarda una scelta politica precisa: abbiamo deciso di non tenere fermo l’avanzo, il cosiddetto “tesoretto”, ma di utilizzarlo per investire sulla manutenzione e sulla cura del territorio. È però importante spiegare il contesto nel quale ci troviamo. Questa mattina si è svolta la direzione nazionale dell’ANCI, dalla quale è emersa una forte preoccupazione, condivisa da tutti gli enti locali e dai sindaci: l’impatto dell’aumento dei costi energetici, legato alle tensioni internazionali, inevitabilmente ricade sui bilanci dei Comuni. Il costo energetico è stato stimato, fino ad oggi, in circa 150milioni di euro per il primo semestre, a cui si prevede possa aggiungersi un ulteriore aggravio di addirittura 300milioni di euro per il secondo. Un impatto enorme che, analogamente, si riflette anche sui bilanci comunali. Per il Comune di Pesaro, questa variazione incorpora maggiori costi di circa 350mila euro per il gas e 50mila euro per l’energia elettrica: complessivamente 400mila euro di risorse comunali tolti ad altri servizi, come welfare, cultura, sociale e manutenzioni, ma devono essere utilizzate per coprire un aumento dei costi che non dipende dalle scelte dell’amministrazione comunale. Sono cifre tutt’altro che trascurabili, soprattutto considerando le leve di bilancio sempre più ridotte a disposizione degli enti locali per rispondere alle esigenze della città e continuare a costruire una comunità vivace e dinamica. Non sono queste, però, le uniche notizie rilevanti. Queste maggiori spese dovrebbero essere accompagnate da un maggiore trasferimento da parte dello Stato: in questi giorni si parla anche di un possibile bonus energia che auspichiamo possa essere destinato alle famiglie. E c’è un altro elemento: il secondo rinnovo contrattuale dei dipendenti degli enti locali. È un fatto positivo perché riduce la distanza retributiva tra chi lavora nei Comuni e gli altri lavoratori pubblici, a fronte di una mole di lavoro sostanzialmente equivalente. Oggi, infatti, un dipendente comunale percepisce mediamente dal 10 al 30% in meno rispetto ad altri lavoratori del settore pubblico. Questo rinnovo, però, ricade interamente sulle spalle dei Comuni. In questa variazione stanziamo 300mila euro aggiuntivi, che si sommano alle risorse già accantonate in previsione del rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei lavoratori dipendenti. Complessivamente, a regime, parliamo di oltre 3milioni di euro di maggiore spesa per il personale nell’arco di due anni e mezzo. È quindi una notizia positiva per i lavoratori, ma anche un elemento che inevitabilmente si riflette sulle risorse disponibili per i servizi. In questa variazione ci sono quindi tre elementi principali: il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti degli enti locali, che copriamo con risorse nostre; l’aumento dei costi energetici, a cui assolviamo sempre con risorse nostre; e, infine, la riduzione del Fondo di solidarietà comunale. Nonostante questo quadro, il Comune di Pesaro è riuscito a non lasciare fermo l’avanzo, in parte eroso dagli elementi che ho citato; ha scelto di investirlo sulla cura del territorio: nelle manutenzioni delle strade, delle scuole, degli impianti sportivi, dei contenitori della città e degli spazi pubblici». E ancora, non solo manutenzioni: «Un dato significativo per chi conosce lo storico del bilancio del Comune di Pesaro: i capitoli delle manutenzioni, solo per la parte corrente, raggiungono i 15,7milioni di euro, una cifra senza precedenti per Pesaro». Chiude, «Questa variazione trasforma la solidità del bilancio in quelle che sono interventi visibili nel territorio». Mattioli: «Per quanto riguarda l’adeguamento dei contratti di lavoro, vorrei capire se le risorse stanziate con questo assestamento saranno successivamente rimborsate dallo Stato oppure se sono previsti futuri finanziamenti destinati a coprire questo incremento di spesa, che rappresenta un onere particolarmente rilevante per il bilancio dell’ente». L’assessore Pozzi risponde: «Questo tema è stato affrontato anche nel corso della Direzione nazionale dell’ANCI. Purtroppo, ad oggi, non sono previsti trasferimenti statali destinati a coprire gli adeguamenti dei contratti di lavoro. Per questo abbiamo chiesto al Governo di intervenire, se non con una copertura integrale, almeno con un contributo parziale che consenta agli enti locali di sostenere questo significativo incremento dei costi del personale». Rocchi: «Quello che discutiamo oggi è un atto che viene spesso percepito come un semplice adempimento tecnico, ma che rappresenta in realtà uno dei provvedimenti più significativi dell’azione amministrativa. L’assestamento di bilancio certifica la solidità finanziaria del Comune e dimostra la capacità di questa Amministrazione di governare con responsabilità le risorse pubbliche. I numeri parlano con chiarezza: registriamo un fondo cassa di oltre 35 milioni di euro e una chiusura dell’esercizio con un risultato positivo. Questa manovra ci consente inoltre di applicare oltre 1,6 milioni di euro di avanzo di amministrazione senza ricorrere a nuovo indebitamento, confermando una gestione attenta ed equilibrata dei conti dell’ente. Un capitolo particolarmente importante riguarda gli investimenti: mettiamo in campo risorse per circa 1,27 milioni di euro, finanziando interventi diffusi su tutto il territorio comunale. Tra questi figurano 500mila euro per la scuola Lubich, 150mila euro per gli impianti sportivi, 110mila euro per i cimiteri e ulteriori risorse destinate alla manutenzione di asili, scuole, parchi, fontane, sottopassi, edifici comunali e del patrimonio pubblico. Si tratta di interventi concreti che migliorano la qualità dei servizi e degli spazi della città, senza compromettere gli equilibri di bilancio». Marinucci: «Ho ascoltato con attenzione l’intervento della consigliera Rocchi, ma su alcuni temi che conosco meglio non condivido il quadro così positivo che è stato descritto. Penso, ad esempio, allo sport e alle manutenzioni. Sul fronte sportivo vorrei ricordare che, da alcuni anni, è cambiato il regime fiscale per le associazioni calcistiche che stipulano contratti con i propri giocatori, una novità che ha comportato un incremento dei costi e che meriterebbe maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione. Per quanto riguarda invece le manutenzioni, basta guardare alla situazione dell’impianto sportivo di Santa Maria dell’Arzilla, che rappresenta uno degli esempi delle criticità ancora presenti e della necessità di intervenire con maggiore programmazione e tempestività». T. Nobili: «Vorrei ringraziare l’assessore Pozzi per aver illustrato con chiarezza una delibera complessa come quella dell’assestamento di bilancio. Si tratta di un provvedimento importante che mette in campo risorse significative per settori strategici della città, come asfalti, manutenzioni, scuole, impianti sportivi e turismo, confermando la volontà di questa Amministrazione di continuare a investire su quelli che rappresentano i pilastri dello sviluppo di Pesaro. In particolare, desidero sottolineare lo stanziamento di 6 milioni di euro destinato agli asfalti, un tema che i cittadini ci segnalano quotidianamente e che rappresenta una delle principali richieste del territorio. Anche nella scorsa legislatura avevamo dedicato grande attenzione a questo settore, pur dovendo fare i conti con un forte aumento dei costi dei materiali e degli interventi. Proprio per questo ritengo che lo sforzo economico messo in campo oggi sia ancora più significativo. Ringrazio quindi il sindaco e la Giunta per aver confermato questo impegno, destinando risorse concrete a interventi che avranno ricadute positive sulla qualità della vita dei cittadini e sulla cura della città». Palazzi: «Quando parliamo di scuola non parliamo solo di edifici, ma della spina dorsale della nostra comunità. La transizione demografica e crollo delle nascite non sono previsione astratte ma una priorità concreta con cui fare i conti ogni giorno. Continuare a gestire le strutture scolastiche, come si faceva 20 anni fa, non è sostenibile. Accorpare le scuole del primo ciclo e concentrare gli sforzi sui poli scolastici rappresenta il primo passo verso questa trasformazione: un investimento strategico sulla qualità». Andreolli: «Sono rimasto sorpreso dagli interventi dei consiglieri di maggioranza. In realtà stiamo discutendo una variazione di bilancio che, sotto il profilo economico, ha una portata decisamente più contenuta rispetto a quelle che siamo stati abituati ad affrontare in passato. Mi è stato però utile l’intervento della consigliera Palazzi, con la quale condivido una riflessione: dobbiamo orientare sempre di più il sistema verso una maggiore gestione pubblica dei servizi, in particolare nella fascia educativa 0-3 anni. Ritengo sia un percorso positivo e sono soddisfatto che, così come è avvenuto per altri servizi, si stia finalmente andando in questa direzione. Resta però il rammarico per aver perso, nel frattempo, una parte importante delle strutture presenti sul territorio. È una scelta che avremmo potuto e dovuto intraprendere molto prima, evitando di arrivare con così tanto ritardo». Anniballi: «Vorrei sottolineare due stanziamenti contenuti in questo assestamento di bilancio: il primo riguarda i 10mila euro per la copertura del mercato delle erbe, una richiesta che arriva dagli ambulanti. La seconda riguarda 30mila euro per gli eventi autunnali. Interventi minori, ma concreti». Bernardi: «Il consigliere Andreolli parlava di un ritardo, ma in realtà questo percorso è stato avviato molto prima rispetto a quanto accaduto in altre città. Vorrei inoltre chiarire che la nostra proposta non è una statalizzazione fine a sé stessa. Storicamente Pesaro è sempre stata riconosciuta per l’elevata qualità dei propri servizi educativi, un valore che nel tempo è stato riconosciuto anche dalle forze di opposizione. Siamo riusciti ad azzerare le liste d’attesa senza gravare sul bilancio comunale, un risultato che non tutti i Comuni possono vantare. Se si riconosce la qualità di questo modello, è giusto riconoscere anche che il percorso di statalizzazione è stato portato avanti mantenendo sempre al centro l’aspetto pedagogico. Ancora oggi questo modello conserva un’impostazione educativa che rappresenta un elemento distintivo e che fa la differenza tra un servizio di qualità e un’Amministrazione che si limita a rispondere alle emergenze. Vorrei inoltre sottolineare che siamo riusciti a garantire questo livello di servizio anche grazie agli investimenti fatti sulle strutture, che oggi ci consentono di offrire un sistema educativo adeguato ai bisogni della città. A mio avviso questo è il risultato di precise scelte politiche, assunte con coraggio. Naturalmente c’è sempre spazio per migliorare, ma per noi, che apparteniamo a una cultura politica di sinistra, investire nei servizi educativi è una scelta identitaria: continueremo a privilegiare anche le soluzioni più impegnative, se riteniamo che siano quelle migliori per sostenere i cittadini e le famiglie». Marchionni: «Credo che la situazione in cui oggi ci troviamo è grazie all’intervento del Consiglio comunale, senza fare distingui tra destra e sinistra, che hanno portato all’attenzione alcune situazioni. Ma non possiamo nasconderci che quelle risposte che oggi arrivano sono tardive, dovevano essere fornite almeno sei anni fa. Adesso dobbiamo ragionare sul grande dramma che ci troveremo ad affrontare tra qualche anno, assistenza anziani e risposta alle esigenze abitative». Fabbri: «Sottolineo il percorso dell’assessorato, che unisce rigore finanziario e visione strategica per il futuro della città, con un’attenzione concreta alle casse comunali. Un esempio è il rientro della gestione di gattile e canile: è stato attuato l’indirizzo politico ottenendo un risparmio netto di circa 70mila euro, senza variazioni di bilancio in aumento. Un risultato raggiunto grazie alla coprogettazione con il terzo settore, che ha consentito di azzerare l’Iva al 22% e introdurre un rimborso a rendicontazione dei soli costi reali. La sostenibilità della nostra Giunta si traduce in una visione di futuro. In questa cornice si inserisce il percorso del Parco della Salute, un vero e proprio polmone urbano della città. Un progetto importante che, grazie alla lungimiranza della Giunta e dell’Amministrazione, permetterà a Pesaro di dotarsi di uno dei principali strumenti in ottica One Health previsti dalla strategia FEVER. Sarà il principale rifugio climatico della città, dove concentrare socialità, attività ricreative e sostegno alle fragilità, sviluppando appieno il modello di coprogettazione portato avanti dall’assessorato. È la dimostrazione di quanto essere ambientalisti e lavorare per il bene comune significhi molto più che mettere delle bandierine: siamo ambientalisti perché crediamo in questi valori, al di là del colore politico che ci porteremo a casa». Mattioli: «Ho sentito parlare di mancanza di lungimiranza e di assenza di visione, ma credo sia doveroso ricordare che dal 2021 stiamo aspettando un finanziamento della Regione Marche per la riqualificazione del San Benedetto. La Regione non ha avuto nemmeno la lungimiranza di cogliere l’opportunità offerta dai fondi del PNRR per intervenire su un complesso così importante per la città. Per questo trovo paradossale sentir dire che questa Amministrazione non abbia saputo guardare al futuro, quando siamo riusciti ad azzerare le liste d’attesa dei nidi e continuiamo a investire nei servizi educativi. Purtroppo, non possiamo dire la stessa cosa delle liste d’attesa nella sanità, che rappresentano ancora oggi una delle principali criticità. Nei prossimi anni, se il Ministero non metterà in campo interventi strutturali e risorse adeguate, sarà sempre più difficile per gli enti locali sostenere questi servizi. Noi siamo un Comune virtuoso e, nonostante le difficoltà, riusciamo ancora a garantire investimenti importanti. Penso invece ai Comuni più piccoli, che avranno sempre maggiori difficoltà a far fronte a queste sfide. Sono molto orgogliosa del lavoro che questa Amministrazione ha portato avanti e credo sia significativo che, nonostante il contesto economico complesso, continuiamo a investire nell’educazione, nella cultura e nei servizi per la comunità». Il sindaco Andrea Biancani: «Ringrazio il Consiglio comunale e, in particolare, la maggioranza per aver valorizzato il lavoro che questa Amministrazione ha portato avanti in poco più di due anni. Da un certo punto di vista credo che anche gli interventi dell’opposizione abbiano riconosciuto alcuni risultati raggiunti. Probabilmente non sempre riusciamo a far percepire l’enorme lavoro che c’è dietro all’attività quotidiana dell’Amministrazione. In questi anni abbiamo affrontato temi fondamentali come la raccolta dei rifiuti, le politiche educative e sociali, la cultura, il turismo, con una programmazione continua di eventi e iniziative durante tutto l’anno. Abbiamo avviato il recupero del patrimonio storico della città, con interventi come quello di Corti Nuove, che sarà completato entro il 2028, e stiamo investendo anche nella candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale europea della Cultura 2033. Tutto questo è possibile grazie a una visione complessiva della città e a una gestione attenta delle risorse disponibili». Poi, soffermandosi sul tema del rinnovo dei contratti del personale, aggiunge: «Il fatto che il Governo non abbia previsto risorse per coprire gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali crea enormi difficoltà ai Comuni. Per il contratto del 2024, tra personale comunale e riferito alle politiche sociali, il costo aggiuntivo è stato di circa 2 milioni e 100mila euro. Il rinnovo relativo al 2026 comporta un ulteriore incremento di circa 650mila euro e, nel 2027, l’impatto sarà ancora maggiore, arrivando a oltre 3,2 milioni di euro di costi strutturali aggiuntivi ogni anno. Si tratta di rinnovi assolutamente legittimi e doverosi, ma chi amministra un Comune deve poi trovare le risorse necessarie per sostenerli. Questo significa dover rivedere l’organizzazione dei servizi, mantenere una visione complessiva della città e recuperare oltre 3 milioni di euro all’interno del bilancio, senza ridurre la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Sono soddisfatto che l’ANCI si sia attivata su questo tema, come avevo auspicato fin dall’inizio. Governare oggi significa proprio questo: riuscire a conciliare la necessità di rafforzare il personale nei servizi che sono in maggiore difficoltà con l’obbligo di mantenere in equilibrio i conti dell’ente, rivedendo complessivamente il sistema della spesa senza rinunciare agli investimenti e ai servizi essenziali». Per la giunta, l’assessora Camilla Murgia: «Intervengo dopo gli ultimi interventi dell’opposizione, che richiamano alcuni parametri che voglio riportare al centro. Innanzitutto, emerge una diversità di visione tra un’Amministrazione di centrosinistra e una di centrodestra. Pensare che il patrimonio integrato 0-6 anni e le linee integrate del 2017, indicate come modello virtuoso per molti Comuni italiani, siano ormai storia significa non comprendere quello che è il nostro patrimonio educativo, che si è articolato nel tempo e che negli ultimi anni ha visto anche una scelta coraggiosa di riorganizzazione e di adeguamento della capacità ricettiva. Una scelta portata avanti in primis dal sindaco, che ha messo mano a un servizio che necessitava di rispondere ai nuovi bisogni delle famiglie, profondamente cambiati da dopo il Covid. Questo percorso richiede ragionamento e confronto, anche con lo Stato, attraverso un dialogo costruttivo sull’idea di bambino e sulle nuove generazioni. Bambini che non vengono certamente indottrinati a scuola, ma accompagnati a sviluppare spirito critico, consapevolezza e autonomia fin dai primi anni: gli stessi valori che hanno contribuito a costruire la comunità che conosciamo da oltre 80 anni. Ci sono sfide enormi che ci attendono, ma riconoscere il valore educativo, sociale e culturale dei servizi significa riconoscere la città che vogliamo costruire oggi e nei prossimi anni. Una cosa è lavorare affinché il sistema educativo sia allineato e al passo con i cambiamenti delle famiglie; altro è ignorare dati importanti come quello della denatalità, che questa città sta affrontando in modo serio e responsabile, condividendo le analisi con tutto il mondo della scuola, una vera comunità educante che a Pesaro è realtà. Continuiamo a lavorare su questa linea: per una scuola libera e per un’educazione efficace, senza la quale non può esserci vera prevenzione della violenza. Ogni parola che va contro questa visione dimostra di non comprendere i valori che ci muovono e che, anche in questa variazione di bilancio, si trasformano in risposte concrete per la cittadinanza». Per dichiarazione di voto: Lugli: «Riconosciamo la solidità dell’impianto, nessun debito fuori bilancio, livello di manutenzioni mai raggiunto prima nella nostra città. Soprattutto condividiamo la scelta politica di non congelare l’avanzo, ma di reinvestirlo sul territorio. Annunciamo anche un impegno che scaturisce dalla lettura del documento. Sull’energia, le spese non possono essere assorbite, oglio lavorare con la Commissione Ambiente per trovare proposte in grado di efficientare consumo energetico e dare una mano ad abbassare la bolletta». Vastante: «La notizia più importante di oggi è che questa Amministrazione comunale è riuscita a intercettare risorse significative da destinare alla manutenzione della città, sia del patrimonio scolastico sia delle altre infrastrutture. Era uno degli impegni che avevamo assunto in campagna elettorale e rappresentava il nostro obiettivo principale. Queste risorse avrebbero potuto essere destinate ad altri interventi, ma abbiamo scelto di investire sul decoro urbano, sulla manutenzione e sulla cura della città, perché crediamo che siano priorità fondamentali per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Questa scelta conferma la visione che guida la nostra Amministrazione. L’obiettivo, ora, è continuare a intercettare nuovi finanziamenti, mantenendo sempre chiare le priorità. È un percorso che ci rende orgogliosi e che contribuirà a rendere Pesaro una città sempre più vivibile. Per queste ragioni il voto di Progetto Civico sarà favorevole». Marinucci: «Voto contrario da parte del gruppo di Forza Italia». Bernardi: «Voto favorevole da parte del Partito Democratico». Andreolli: «Voterò contrario». Il Consiglio comunale è proseguito con la discussione e voto delle proposte di delibere e degli ordini del giorno nelle ore serali. Comune di Pesaro |

