Condannata Groupe Psa Italia a risarcire i proprietari Citroën per il richiamo degli airbag takata

La vicenda ha coinvolto circa 6000.000 proprietari di auto Citroen i quali hanno ricevuto nel maggio del 2024 o, in alcuni casi in altri mesi dello stesso anno, una comunicazione da parte della Groupe PSA Italia spa, attuale proprietaria della Citroen Italia spa, con cui si invitava i proprietari di alcuni modelli di auto a marchio Citroen di non usarle a causa della pericolosità per la presenza di un serio rischio per la sicurezza in quanto le sostanze chimiche contenute nei dispositivi di gonfiaggio degli airbag Takata potevano deteriorarsi nel tempo, soprattutto quando esposte a condizioni climatiche calde e umide e tutto questo poteva provocare, in caso di incidente con attivazione dell’airbag, la rottura di alcuni dispositivi con conseguenti lesioni gravi o addirittura mortali, nel peggiore dei casi. I veicoli con il livello di rischio più elevato sono soggetti a una misura di sospensione della guida. Il pericolo riguardava i modelli Citroën C3 Fase 2 (dal 24.09.2008 al 21.02.2017), Citroën C4 (dal 02.02.2010 al 20.05.2018), Citroën DS3 (dal 05.12.2008 al 30.05.2019), Citroën DS4 (dal 05.05.2010 al 03.02.2017), Citroën DS5 (dal 30.06.2010 al 09.02.2018), Citroën C Zéro (dal 10.2010 al 02.2017). Lo studio Legale Audere Semper di Bologna coni propri collaboratori, sparsi in tutta Italia, ha acquisito le prove da cui si evidenzia che la Groupe PSA Italia spa era a conoscenza da quasi due anni dell ‘esistenza di questo problema tant’è che ne aveva informato la Commissione Europea, ma solo poi nel corso del 2024 aveva informato i proprietari dell’auto della sua pericolosità. Non solo ma all’attivazione della campagna di richiamo delle auto si è dimostrata del tutto inadeguata comportando incettabili ritardi nella fissazione degli appuntamenti in officina per la sostituzione dell airbag pericoloso, sostituzione avvenuta in molti casi a distanza di mesi dalla lettera di allert inviata dalla Groupe PSA Italia spa, senza che venisse nel maggior parte dei casi fornita alcuna auto sostitutiva. Tutto questo giustifica una richiesta di risarcimento danni comprensiva sia del rimborso delle spese sostenute per sopperire all’impossibilità di usare l’auto pericolosa ( noleggio auto, acquisto di altre auto, abbonamento a mezzi pubblici ecc..) sia del risarcimento del disagio patito dai proprietari dell auto che spesso era l unico strumento per recarsi al lavoro o per recarsi ad usufruire di cure mediche o per portare i figli a svolgere attività sportiva o a scuola ecc.. ed ancora disagio ancor più grave per portatori di disabilità impossibilitati di recarsi in centro in zone a loro accessibili in quanto il permesso è collegato alla targa della auto ecc… Bene tutto questo è possibile ottenerlo in misura così rilevante e forse anche maggiore di quanto deciso con sentenza dall Ufficio del Guidice di Pace di Forlì in data 09.07.2026 Dott.sa Francesca Pallotti soltanto tramite azioni individuali per il cui avvio l unico costo è solo quello dei bolli da apporre sugli atti (marca fascicolo e contributo unificato da pagare allo Stato) in quanto, è necessario comprovare al Giudice in via documentale o per testimoni i singoli costi e disagi che il singolo proprietario dell’auto ha subito concretamente a causa dell impossibilità di usare un auto definita pericolosa dalla stessa Groupe PSA Italia spa, oltre alla prova di avere tempestivamente chiesto la riparazione della auto alla Groupe PSA Italia spa. Chi volesse agire in tal senso potrà chiamare da tutta Italia lo studio Audere Semper per attivare la propria azione individuale scrivendo a bruno.barbieri@studiolegaleauderesemper.it oppure a info@studiolegaleauderesemper.it oppure ancora chiamando al 051.38.05.40
Avv. Bruno Barbieri

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