La famiglia di Leonardo Calcina accoglie con profondo senso di responsabilità la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di quattro giovani nell’ambito delle indagini sulla sua morte. Le ipotesi di reato contestate riguardano gli atti persecutori e l’istigazione al suicidio.
Si tratta delle stesse persone che, fin dall’inizio, la famiglia e il suo legale avevano indicato come centrali per l’accertamento dei fatti, chiedendo con determinazione che venissero svolti tutti gli approfondimenti necessari. L’iscrizione nel registro degli indagati non rappresenta un giudizio di colpevolezza, ma costituisce un passaggio processuale significativo, che conferma la necessità di verificare ogni elemento emerso.
Per mesi abbiamo chiesto che venisse ascoltata la voce di Leonardo e che fossero approfondite le responsabilità delle persone che avevamo sempre indicato. Oggi la giustizia compie un passo importante. Continueremo a batterci affinché la verità venga ricostruita integralmente.
Alla comunità rivolgiamo un appello: chi era presente, chi ha visto, chi ha letto messaggi, chi ha assistito a episodi di umiliazione, isolamento o violenza psicologica, chi finora ha avuto paura di parlare. Questo è il momento di farlo.
Il silenzio protegge solo i dubbi. La verità, invece, protegge la memoria di Leonardo, restituisce dignità alla giustizia e contribuisce a costruire un mondo migliore per i nostri figli. Nessuno deve temere di raccontare ciò che sa: ogni testimonianza può aiutare ad accertare i fatti e a evitare che tragedie simili possano ripetersi.
La famiglia Calcina rinnova l’invito a chiunque sia a conoscenza di circostanze rilevanti a rivolgersi agli investigatori o all’Autorità giudiziaria. Oggi più che mai, la verità ha bisogno del coraggio di chi decide di parlare.
Per Leonardo. Per la giustizia. Perché nessun altro ragazzo debba essere lasciato solo.
Pia Perricci
Chi era Leonardo Calcina e cosa è accaduto
Leonardo era un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Ancona. È morto il 2 marzo 2024, dopo essersi tolto la vita. La sua scomparsa ha scosso profondamente la comunità locale.
Fin da subito, la famiglia ha parlato di pressioni psicologiche, umiliazioni, isolamento e messaggi offensivi che Leonardo avrebbe subito da un gruppo di coetanei. Per questo ha chiesto che venissero approfondate tutte le possibili responsabilità.
Le indagini
Dopo mesi di accertamenti, la Procura ha iscritto quattro giovani nel registro degli indagati. Le ipotesi di reato contestate sono:
- Atti persecutori
- Istigazione al suicidio
L’iscrizione nel registro degli indagati non significa colpevolezza, ma indica che ci sono elementi da approfondire seriamente.
La posizione della famiglia
La famiglia, tramite la portavoce Pia Perricci, ha espresso soddisfazione per questo passo avanti, ribadendo che:
- da mesi chiedeva che venissero ascoltate le persone coinvolte;
- ritiene fondamentale ricostruire tutta la verità;
- invita chiunque sappia qualcosa a parlare con gli investigatori.
Il loro messaggio è chiaro:
“Il silenzio protegge i dubbi. La verità protegge la memoria di Leonardo.”
Nino Valangamani

