La semplificazione della burocrazia, il giusto riconoscimento economico del lavoro degli agricoltori e il rafforzamento della filiera corta, anche attraverso i mercati a chilometro zero come quelli recentemente promossi dall’Amministrazione comunale. Sono questi i temi sui quali si è concentrato il sindaco Andrea Biancani durante l’intervento in occasione di AgroFutura organizzato per il 140 anni de Il Resto Del Carlino.
«Oggi i piccoli produttori vivono una situazione di grande difficoltà: sono schiacciati dalla concorrenza delle grandi realtà e, troppo spesso, i prezzi riconosciuti non coprono nemmeno i costi di produzione. Per questo è indispensabile puntare sulla qualità e su un’attività di educazione ai consumatori che valorizzi le produzioni locali. Gli accordi di filiera, inoltre, rappresentano un’opportunità che garantisce un prezzo più equo, soprattutto anche quando si riesce a trasformare da materia prima a prodotto finito. Ma resta fondamentale affrontare il tema del giusto prezzo, perché oggi chi produce è spesso l’anello della catena che guadagna meno, mentre sono troppi gli intermediari che incidono sul valore finale del prodotto».
Da qui la scelta del Comune di sostenere la vendita diretta attraverso i mercatini a chilometro zero nei quartieri, che consentono agli agricoltori di vendere direttamente ai cittadini, riducendo i passaggi commerciali e garantendo maggiore redditività alle aziende agricole e prezzi più equi ai consumatori. «Un esempio è il mercato del Centro Benelli, quello Ortofrutticolo in via Lombardia, quello alle Cinque Torri, in via della Liberazioni etc… – spiega -, nato proprio con l’obiettivo di favorire l’incontro diretto tra produttori e cittadini e valorizzare le eccellenze del territorio».
Accanto alle potenzialità, permangono però criticità, che il sindaco ha ricordato: «Le aziende agricole della costa spesso non riescono ad accedere ai finanziamenti comunitari gestiti dalla Regione, perché gli attuali criteri favoriscono le aree interne. È giusto sostenere l’entroterra, ma occorre garantire pari opportunità anche alle imprese della costa».
A questo si aggiunge il peso della burocrazia. «Le procedure per accedere ai fondi europei del Programma di sviluppo rurale (PSR) sono spesso estremamente complesse e richiedono iter amministrativi e progettazioni tecniche molto onerose. Per molte piccole aziende i costi e la complessità delle pratiche rappresentano un ostacolo insormontabile, tanto da indurle, in diversi casi, a rinunciare alle opportunità di finanziamento».
Il territorio ha comunque fatto la sua parte, «investendo circa 20 milioni di euro nella condotta idrica dalla diga di Mercatale a Pesaro, un’infrastruttura strategica per assicurare l’acqua necessaria allo sviluppo agricolo. Ma le infrastrutture non bastano: servono strumenti di sostegno che consentano alle imprese di innovare e programmare il futuro».
Il sindaco ha poi ricordato la forte vocazione agricola del territorio, confermata anche dalla presenza dell’Istituto Agrario Cecchi, «punto di riferimento nazionale nella formazione delle competenze del futuro». Da anni, inoltre, il territorio investe «su un’agricoltura sostenibile, attraverso il biologico e il Patto d’Area, uno degli undici presenti in Italia, che coinvolge gli agricoltori nell’adozione di pratiche ecosostenibili secondo i disciplinari regionali».
«L’esperienza della filiera della pesca di Montelabbate, ad esempio, dimostra come fare rete, valorizzare il territorio e creare massa critica possa generare nuove opportunità di crescita».
Infine: «Importante ricordare che oggi molti imprenditori agricoli hanno un’età avanzata. Per garantire un futuro alle imprese agricole è fondamentale favorire il ricambio generazionale e sostenere i giovani che desiderano avviare un’azienda agricola, ma che spesso rinunciano a causa della scarsa redditività del settore».
Comune di Pesaro

