Disabilità: i progetti finanziati dal Comune non bastano. Le famiglie fragili restano sole

Il Comune di Pesaro ha assegnato 20mila euro a 18 associazioni del territorio per progetti dedicati alla disabilità. Un investimento importante, che sulla carta rafforza la rete solidale cittadina. Ma fuori dai comunicati, fuori dalle foto ufficiali, fuori dalle conferenze, la realtà delle famiglie fragili è spesso molto diversa.

Molte associazioni ricevono contributi pubblici, presentano progetti, organizzano attività, ma quando una famiglia vive una situazione complessa — economica, sanitaria, psicologica — l’aiuto concreto è scarso o inesistente.

«Le associazioni ricevono soldi, ma non aiutano davvero» raccontano diverse famiglie pesaresi. «Il CeIS manda uno psicologo un’ora alla settimana: si siede, parla un po’, e poi se ne va. Non è sostegno, non è presenza, non è aiuto reale».

Il caso non è isolato. Chi vive la disabilità in casa sa che:

  • le spese mediche sono altissime
  • le bollette diventano insostenibili
  • il caldo estivo senza condizionatori è un rischio per la salute
  • la solitudine pesa più di tutto
  • la burocrazia è un ostacolo continuo
  • i servizi arrivano in ritardo o non arrivano affatto

E mentre le associazioni presentano progetti di sport inclusivo, creatività, laboratori e incontri, molte famiglie continuano a non ricevere supporto concreto: nessun aiuto economico, nessun intervento pratico, nessuna presenza continuativa.

Il Comune sostiene la rete del Terzo settore, e questo è un valore. Ma la domanda che molte famiglie pongono è semplice: chi sostiene noi?

Perché la disabilità non è un progetto, non è un evento, non è una foto. È una condizione quotidiana, fatta di fatica, di fragilità, di bisogni reali.

E quando l’aiuto si riduce a un’ora di colloquio alla settimana, senza interventi pratici, senza sostegno economico, senza continuità, la distanza tra i progetti finanziati e la vita delle famiglie diventa evidente.

Pesaro è una città solidale, ricca di associazioni e volontari. Ma la solidarietà vera non è nei bandi: è nella presenza, nella concretezza, nella vicinanza reale a chi vive la disabilità ogni giorno.

Rosalba Angiuli

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