Stime e confronti con gli anni precedenti elaborati da CNA Turismo e commercio
PESARO – L’Italia si prepara a vivere un’altra estate da record. Secondo una stima di CNA Turismo e Commercio, tra luglio e settembre si potrebbero superare i 224 milioni di presenze turistiche, generando una spesa diretta vicina ai 27 miliardi di euro e un impatto complessivo sull’economia compreso tra 43 e 48 miliardi di euro.
Anche la provincia di Pesaro e Urbino, che l’anno scorso aveva registrato un +2,5% di presenze in più rispetto al 2024 (anno della Capitale della cultura che già aveva fatto segnare complessivamente un record con un 23% di presenze in più rispetto al 2023), dovrebbe confermare il trend in crescita. Fine di giugno, luglio e agosto e i primi 15 giorni di settembre sono quelli in cui solitamente si registra il picco di vacanzieri. In totale un’ottantina di giorni che molto spesso decido una stagione intera.
Il confronto con l’ultima estate prima della pandemia fotografa con chiarezza la forza della ripresa. Nel trimestre luglio-settembre del 2019 le presenze turistiche si erano fermate a circa 215 milioni. Quest’anno potrebbero superare quota 224 milioni, con un incremento di oltre 9 milioni di pernottamenti rispetto al periodo pre-Covid. Anche il giro d’affari registra un deciso salto in avanti: dai circa 25,8 miliardi per l’estate 2019 agli oltre 27 miliardi previsti per quest’anno.
Un risultato ancora più significativo se si considera che nel 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria, le presenze estive erano precipitate sotto i 140 milioni. In sei anni il turismo italiano ha quindi recuperato oltre 80 milioni di pernottamenti, tornando ai massimi storici.
A sostenere la crescita sono diversi fattori. Continua ad aumentare la domanda internazionale verso l’Italia, alimentata dall’elevato interesse dei visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e dai mercati asiatici in forte ripresa. A questo si aggiungono il favorevole posizionamento dell’Italia nel turismo culturale ed esperienziale, la crescita del turismo enogastronomico, il richiamo del Giubileo e l’allungamento della stagione turistica, con settembre che negli ultimi anni sta registrando incrementi superiori ai mesi tradizionalmente più forti.
Le località più richieste si confermano la Costiera Amalfitana, il Salento, la Sardegna, la Sicilia, la Riviera Romagnola, il Lago di Garda e le Dolomiti. Tra le città d’arte continuano a trainare Roma, Firenze, Venezia, Napoli e Milano, mentre cresce il successo delle destinazioni minori che valorizzano identità territoriali, produzioni tipiche e artigianato.
Il turismo non è più soltanto un settore economico, ma una vera politica industriale diffusa. Dietro ogni presenza turistica ci sono alberghi, ristoranti, bar, taxi, noleggiatori, guide, attività commerciali, imprese artigiane e servizi alla persona. Quando cresce il turismo cresce una parte fondamentale dell’economia reale italiana.
Secondo CNA Turismo e Commercio il valore aggiunto del turismo va ben oltre le strutture ricettive. Una quota rilevante della spesa dei visitatori alimenta infatti il commercio di prossimità, l’artigianato artistico e tradizionale, la ristorazione, la mobilità, la manutenzione delle strutture e numerosi servizi locali.
L’Italia continua a essere una delle destinazioni più desiderate al mondo ma per trasformare questa domanda in crescita duratura servono infrastrutture efficienti, collegamenti adeguati, servizi pubblici all’altezza e politiche capaci di sostenere gli investimenti delle piccole imprese che costituiscono l’ossatura dell’offerta turistica nazionale.
Per CNA Turismo e Commercio il turismo rappresenta oggi una delle poche grandi filiere in grado di generare contemporaneamente occupazione, sviluppo territoriale, attrazione di risorse dall’estero, valorizzando l’autentico Made in Italy.
| Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione CNA Pesaro e Urbino |

