Venerdì 26 giugno, alle ore 18,30 all’Alexander Museum Palace Hotel inaugura la mostra:

Materia Prima: Ivo Stazio

Poetica gestuale ed informale, ispirata al paesaggio rurale

PESARO – Venerdì 26 giugno, alle ore 18,30 presso la GALLERIA DEGLI SPECCHI dell’Alexander Museum Palace Hotel sarà inaugurata la mostra monografica del pittore bolognese Ivo STAZIO dal titolo “Materia Prima”. Alla serata saranno presenti, oltre all’artista, il curatore Lorenzo Fattori, il conte Alessandro Marcucci Pinoli di Valfesina padrone di casa (per gli amici semplicemente Nani)e l’artista Leonardo Nobili che introdurranno l’esposizione. Stazio torna a Pesaro alla Galleria degli Specchi dopo quindici anni: nel 2024 l’ultima sua presenza nel nostro territorio con una monografica a Palazzo Bracci Pagani a Fano ma ha al suo attivo numerose partecipazioni a collettive e monografiche, tra le quali ricordiamo quella di Venezia a Palazzo Zenobio nel 2012 e di Napoli a Castel dell’Ovo nel 2014.

Ivo Stazio ha iniziato a dipingere da bambino. Lui stesso afferma: “da bambino ammiravo mio padre dipingere la sera, mescolare quei colori e col pennello materializzare paesaggi tratti da antichi maestri. Amavo l’odore di quei materiali e come intingeva il pennello nei grumi di colore”. Non ha fatto studi accademici ma ha frequentato lo studio di Guido Bugli, un artista bolognese docente dell’Accademia, un artista poco conosciuto perché molto riservato e secondo alcuni duro. Ma Stazio afferma: “con me è sempre stato molto paterno ed incentivante, spronandomi a disegnare tutto quello che vedevo… Mi riempiva poi di oggetti e bottiglie impolverate che dovevo disegnare stando ben attento a non togliere quella preziosa polvere”.

Il maestro Bugli ha invitato Stazio a dipingere “en plain air” come i maestri impressionisti, poiché nel momento creativo del quadro si evidenziasse l’aspetto emozionale e non quello delle regole pittoriche. Per questo le composizioni di Stazio, pur essendo concepite dall’osservazione diretta della natura, sono poesie che si trasformano in canti astratti ed ammiccanti alla pittura gestuale. Stazio nella sua vita lavorativa ha fatto altro, ma nel tempo libero ha amato rifugiarsi nella pittura. Oltre alla pittura ama fare lunghe escursioni sulle belle colline bolognesi e non solo: ritiene che camminare sia un’occasione buona non solo per far movimento ma anche per ammirare come la bellezza del creato si intersechi con quella dell’ingegno degli uomini: castelli, ville, chiese, porti e fabbriche che spesso gli offrono uno spunto per le sue future opere.

Nel suo lungo percorso artistico Stazio ha sperimentato varie tecniche: olio, tempera, pastelli oleosi ed acquarello. Proprio agli inizi degli anni ’90 l’acquarello ha aperto in lui nuove visioni: prima, infatti, nei soggetti che dipingeva si soffermava sui dettagli in modo maniacale, con un figurativo pulito e preciso in cui non c’era spazio per la gestualità più istintiva e fugace. Naturalmente per ottenere questi risultati Stazio ha dovuto cambiare anche gli strumenti della pittura: “a fatica quindi ho messo da parte i miei pennelli per usare uno strumento per me totalmente nuovo ed ostico: la spatola… ho cominciato a lavorare ed a spalmare masse di colore, a seconda di come veniva posizionata la tela, se di dorso o di taglio, potevo creare quelle forme prima tanto ricercate: era quasi come partire dalla fine perché sulla tela bianca non c’erano tracce di disegno anche se il disegno era comunque sempre presente”.

La mostra pesarese “Materia Prima” propone una selezione di opere nelle quali è protagonista questa pittura poetica gestuale ed informale, ispirata alla annotazione e rielaborazione del paesaggio rurale in cui Stazio restituisce un distillato della sua lunga carriera pittorica. I colori sono forti e squillanti e le composizioni catturano l’attenzione del visitatore invitandolo a fare dei viaggi onirici. In contemporanea a questa esposizione esce un bellissimo catalogo, a cura della prof.ssa Marilena Pasquali, che racconta trent’anni d’attività pittorica (1996-2026). La prof.ssa Pasquali definisce così la pittura di Stazio: “la strada scelta da Ivo Stazio è quella del colore, anzi di una materia nutrita, ispessita, quasi ubriaca di colore; di una pennellata “senza rete” che si butta a corpo morto in accostamenti cromatici spesso audaci e provocatori”.

La mostra è un fuori programma della rassegna d’arte CandelarArte 2026”, giunta quest’anno alla XVI. edizione. L’evento è promosso dalla Pro Loco di Candelara, Accademia AIIA ed Alexander Museum Palace Hotel, con il patrocinio non oneroso del Consiglio Regionale delle Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, e del Consiglio di Quartiere n. 3 delle Colline e dei Castelli.

La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile fino a venerdì 10 luglio 2026.

Lorenzo Fattori
(Direttore Artistico CandelarArte
e Pro Loco di Candelara)

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