Ultimo saluto a Giampaoli; il sindaco Biancani alle esequie: «La sua eredità di impegno civile e istituzionale appartiene alla storia della nostra comunità»

Pesaro ha dato oggi l’ultimo saluto a Rodolfo Giampaoli, protagonista della vita politica e istituzionale marchigiana. Il sindaco Andrea Biancani ha partecipato alle esequie celebrate nel Duomo, rendendo omaggio a una «figura che ha attraversato da protagonista una lunga stagione della vita politica e istituzionale del territorio, dedicando gran parte della propria esistenza al servizio delle istituzioni con competenza, passione e senso dello Stato» ha sottolineato Biancani che ha poi tratteggiato il percorso politico-istituzionale di Giampaoli: «Nato a Pesaro nel 1939, laureato in Giurisprudenza, ha iniziato il suo impegno politico giovanissimo, all’interno della Democrazia Cristiana. Un percorso non semplice né scontato, segnato da un forte spirito di autonomia e da un confronto anche acceso nella stagione del movimento giovanile, dove si affermò grazie al radicamento nei territori e nei piccoli comuni della provincia».

Fu l’inizio di un cammino che lo portò a essere eletto consigliere provinciale nel 1965, consigliere regionale nelle legislature del 1975, 1980, 1985 e 1990, e consigliere comunale di Pesaro nel 1990. «Un percorso lungo, continuo, sempre legato alla sua città e al territorio della provincia». Nel corso della sua esperienza istituzionale ricoprì incarichi di primo piano: fu Presidente del Consiglio regionale delle Marche per un lungo periodo, tra il 1980 e il 1990, e successivamente Presidente della Giunta regionale dal 1990 al 1993».

Figura di primo piano del panorama politico pesarese e marchigiano, «Rodolfo Giampaoli è stato riconosciuto come un politico di grande leadership e forte carisma personale. Dotato di notevoli capacità oratorie, sapeva imporre la propria presenza politica e farsi ascoltare, interpretando un modo di fare politica fondato sul rapporto diretto con le persone, sulla presenza costante nei territori, sull’incontro e sul dialogo continuo con i cittadini. Il suo era un modo di vivere la politica che passava dalle piazze, dagli incontri pubblici, dal confronto diretto, e che oggi, in forme diverse, rappresenta anche il mio modo di intendere l’impegno politico e in cui è bello ritrovarsi» ha detto il sindaco per poi continuare: «Pesaro è una città che ha espresso nel tempo figure di grande rilievo per la vita delle istituzioni repubblicane, come Arnaldo Forlani, anch’egli esponente della Democrazia Cristiana. In questo stesso solco, e anche nella stessa corrente “moderata”, appunto la “forlaniana”, che in quegli anni era la principale nella Dc delle Marche, si inserisce anche la figura di Rodolfo Giampaoli, interprete di una stagione politica in cui il legame tra territorio e istituzioni era profondo e strutturante».

«Il mio rapporto personale con Rodolfo Giampaoli è stato sempre sereno, aperto, di rispetto e collaborazione – ha ricordato Biancani -. Non mancavano i suoi passaggi in ufficio, i confronti diretti. Era un rapporto umano prima ancora che politico, fatto di ascolto e di vicinanza istituzionale. E anche in occasione della mia elezione a sindaco di Pesaro, mi scrisse parole che conservo con grande piacere e rispetto. Sono parole che oggi assumono un valore ancora più profondo e che restituiscono il tratto umano di una persona capace di riconoscere il lavoro e l’impegno al di là delle appartenenze».

Nel ricordarlo, «non si può non richiamare anche il suo modo di intendere la politica e le istituzioni. Giampaoli ha più volte sottolineato il ruolo centrale del Consiglio come luogo di rappresentanza e di sintesi delle istanze dei territori, e la necessità di un’azione di governo sempre ancorata al confronto democratico e al rispetto delle istituzioni. Ha attraversato anni complessi, segnati da grandi cambiamenti politici e sociali, mantenendo sempre un forte senso della responsabilità istituzionale e della funzione pubblica».

Infine il pensiero alla famiglia: «Alla moglie Eugenia, ai figli Alessandro, Jacopo e Isabella, alla sorella Maria Grazia. In questo momento di dolore, resta il vuoto di una presenza importante, ma anche la consapevolezza di una vita vissuta con intensità, coerenza e dedizione».

«Rodolfo Giampaoli lascia un’eredità di impegno civile e istituzionale che appartiene alla storia della nostra comunità. Sta a noi, oggi, raccoglierne il senso più profondo e conservarne la memoria» ha concluso il sindaco.

Comune di Pesaro

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