Al Congresso Internazionale Manufacturing Renaissance uno sguardo sul futuro dell’industria manifatturiera, tra trasformazioni e opportunità

Nelle Marche sono presenti 15.475 imprese manifatturiere attive che occupano più di 143.800 addetti. Pesaro e Urbino, Macerata e Ancona le province più dinamiche

Al Manufacturing Renaissance si confrontano protagonisti autorevoli del panorama industriale, accademico e istituzionale italiano e internazionale, per esplorare i settori manifatturieri ad altissimo potenziale di crescita: Aerospace, Automotive, Marine e le tecnologie che stanno ridefinendo i processi produttivi

Bologna, 18 giugno 2026 — L’industria manifatturiera italiana non si ferma. In uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, transizione energetica e accelerazione tecnologica, il comparto manifatturiero nazionale dimostra una buona capacità di tenuta. Secondo i dati divulgati in occasione del Congresso Internazionale Manufacturing Renaissance, che si è svolto ieri al Tecnopolo DAMA di Bologna, nel 2026 il fatturato dell’industria manifatturiera italiana raggiungerà 1.168 miliardi di euro, mantenendosi stabile a prezzi costanti (+0,2%), con un moderato aumento a prezzi correnti (+3,8%)[1], e che tra il 2027 e il 2030 potrebbe crescere dell’1% medio annuo a prezzi costanti.

A dare sostanza a questi numeri è un tessuto produttivo di straordinaria densità: in Italia nel I trimestre 2026 sono attive  423.588 imprese manifatturiere, che occupano quasi 4 milioni di addetti[2]. Nelle Marche sono attive 15.475 aziende, che occupano 143.828 addetti. A livello territoriale, Pesaro e Urbino è la prima provincia con 3.749 imprese manifatturiere del settore, seguita da Macerata (3.527), Ancona (3.510), Fermo (2.877), Ascoli Piceno (1.812). Un sistema distribuito sul territorio, capace di esprimere eccellenza in segmenti diversi e complementari.

Ma quali sono le opportunità per l’industria manifatturiera? E quali i rischi da non sottovalutare? È attorno a queste domande che nasce Manufacturing Renaissance. Il Congresso Internazionale, rivolto a CEO, CTO, innovatori e investitori, si propone come una piattaforma di incontro e confronto, pensata per interpretare le trasformazioni e decifrare le opportunità nascoste, anche in ottica di digital transformation. Settori come Aerospace, Automotive, Marine non seguono oggi traiettorie prevedibili, ma si stanno imponendo come i motori trainanti della prossima rivoluzione economica globale, spinti da geopolitica, intelligenza artificiale, transizione energetica e mercati emergenti.

“Manufacturing Renaissance nasce dalla volontà di offrire all’industria manifatturiera italiana non solo un momento di confronto, ma una piattaforma concreta di visione, relazione e crescita. – dichiara Ivo A. Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf. – Il manifatturiero è uno degli assi portanti dell’economia del Paese e oggi più che mai ha bisogno di luoghi in cui imprese, istituzioni, ricerca e competenze possano dialogare per affrontare insieme le grandi trasformazioni in corso: dalla fabbrica digitale all’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica all’apertura verso nuovi mercati internazionali. Come Gruppo Tecniche Nuove e Senaf, da sempre al fianco delle filiere produttive, sentiamo la responsabilità di contribuire a costruire connessioni di valore e strumenti utili per accompagnare le imprese in questa continua fase di sviluppo”.

“La piattaforma Magma e il suo congresso Manufacturing Renaissance hanno segnato un momento utile per l’industria manifatturiera italiana. I nostri imprenditori stanno affrontando un periodo molto difficile, dove i cambiamenti repentini delle dinamiche di mercato e gli insostenibili costi energetici ammazzano qualsiasi possibilità di essere competitivi sui mercati internazionali – afferma Alessandro Garnero, Direttore Editoriale della Divisione Manufacturing di Tecniche Nuove – Grazie a Manufacturing Renaissance e agli importanti relatori che abbiamo coinvolto, siamo riusciti a portare una ventata di ottimismo e di visione sulle opportunità di business che ancora si possono cogliere”.

IL PROGRAMMA DEL CONGRESSO

La giornata è stata strutturata in tre blocchi tematici: scenari geopolitici ed economici, mercati e opportunità, innovazione e formazione, con interventi autorevoli, tavole rotonde istituzionali e ampi spazi dedicati al networking di alto livello. La scelta di Bologna non è casuale. Cuore pulsante di uno dei tessuti industriali più densi d’Europa, la città ospita il Tecnopolo DAMA, un hub di innovazione che incarna la contaminazione tra ricerca, impresa e tecnologia che Manufacturing Renaissance intende promuovere.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Ivo A. Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf, e di Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. La sessione inaugurale è stata affidata a Nathalie Tocci, Docente John Hopkins SAIS e Senior Fellow Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi, una delle voci più autorevoli in Europa sulle politiche estere e le relazioni transatlantiche. A seguire, Lucio Poma, Capo economista di Nomisma, è intervenuto sulle aziende che guidano il Paese.

La mattinata è proseguita con un panel dedicato a una domanda che ancora divide: i finanziamenti europei servono ancora all’industria manifatturiera italiana? Al confronto hanno partecipato Marco Belardi, Direttore tecnico di Magma e consulente MIMIT, Raffaele Spallone, Dirigente della Divisione Digitalizzazione delle Imprese, Innovazione e Analisi dei Settori Produttivi del MIMIT, Davide Polotto, Business Development Manager di MADE Competence Center, Stefano Cattorini, CEO di BI-REX Competence Center, e Paolo Bulleri, Partner Service Line Global Investment and Innovation Incentives di STS Deloitte. A seguire, un panel sull’importanza della formazione delle persone per l’industria manifatturiera e la visione di quattro imprenditori e manager come Guido Celada, Presidente di RF Celada, Massimo Giudici, Managing Director di Bosch Rexroth Italy, Mauro Corona, Sales Director di Dematic, e Paolo Campo, Fondatore di Nicim. Il panel è stato moderato da Alessandro Garnero, Direttore editoriale della divisione manufacturing di Tecniche Nuove.

Il pomeriggio si è aperto con uno sguardo verso i mercati e i settori ad alto potenziale. Tommaso Ghidini, Head of the Mechanical Department dell’European Space Agency (ESA), ha illustrato le opportunità del mercato aerospace, mentre Franco Orsogna, Responsabile del settore Automotive di Deloitte Central Mediterranean, ha analizzato come sta cambiando il comparto dell’automotive. A seguire, un panel dedicato all’industria nautica, moderato da Pietro Angelini, Direttore Generale del Consorzio Navigo e Direttore tecnico di Nautech, con Lorenzo Gasperini, Titolare di Mobilart Yacht Furniture, e Cristiano Nicolella, Direttore del Consorzio Polo Tecnologico Magona. Ha chiuso la sessione un confronto sui mercati di sbocco internazionali, moderato da Stefania Gamberini, Responsabile Internazionalizzazione, Produzione e Fashion di CNA Industria e CNA Impresa Donna in CNA Emilia-Romagna, con Stefano Colletta, Vicepresidente di MS DESK Italy e Italian Saudi Business Chamber, e Federico Vasoli, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Vietnam (ICHAM) e Managing Partner di DMTV Global, oltre al coinvolgimento dei rappresentanti delle camere di commercio di India, Arabia Saudita, Vietnam, Singapore e Malta.

A concludere la giornata, le tecnologie che stanno cambiando i processi produttivi: Claudio Arlandini, Team e Project Manager di CINECA ed esperto di High Performance Computing e Intelligenza Artificiale, ha presentato le opportunità concrete di AI, supercalcolo e quantum computing per il manifatturiero. Fabrizio Dallari, Professore Ordinario di Logistica e Supply Chain Management alla LIUC Università Cattaneo, ha argomentato perché l’automazione della logistica non è più un’opzione. Ha concluso Gianni Simonato, Fractional Manager con esperienza internazionale come CEO e General Manager in contesti industriali, con una riflessione sul gap invisibile che rallenta le organizzazioni.

ProvinciaImprese attive Attività manifatturiere – I trim. 2026Num. Addetti Attività manifatturiere – I trim. 2026
PS3.749 
MC3.527 
AN3.510 
FM2.877 
AP1.812 
TOTALE MARCHE15.475143.828
RegioneNum. Imprese attive Attività manifatturiere – I trim. 2026Num. Imprese attive Attività manifatturiere regione / totale nazionaleNum. Addetti Attività manifatturiere – I trim. 2026
LOMBARDIA79.62018,8%1.013.816
VENETO44.95610,6%544.113
TOSCANA40.2569,5%300.764
EMILIA-ROMAGNA37.9389,0%455.552
CAMPANIA35.6348,4%188.013
PIEMONTE32.3977,6%375.423
SICILIA25.5396,0%96.944
LAZIO22.9385,4%193.639
PUGLIA22.0285,2%133.601
MARCHE15.4753,7%143.828
ABRUZZO10.4562,5%73.774
CALABRIA10.3472,4%31.631
LIGURIA9.1602,2%54.650
SARDEGNA8.9432,1%33.951
FRIULI-VENEZIA GIULIA8.2521,9%112.712
TRENTINO-ALTO ADIGE6.9461,6%77.593
UMBRIA6.7811,6%57.730
BASILICATA3.3060,8%15.652
MOLISE1.9270,5%8.406
VALLE D’AOSTA6890,2%5.485
TOTALE ITALIA423.588 3.917.277

Fonte: dati del Registro Imprese delle Camere di Commercio a fine marzo 2026

Per maggiori informazioni: www.magma-magazine.it/manufacturing-renaissance

Ufficio stampa – MY PR:

Roberto Grattagliano

Mariagiovanna Monzo


[1] Rapporto Analisi dei Settori Industriali, maggio 2026, Prometeia – Intesa Sanpaolo

[2] Fonte: dati del Registro Imprese delle Camere di Commercio a fine marzo 2026

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