Pozzi idropotabili, documenti “irreperibili”: il Comitato denuncia gravi criticità nella gestione degli archivi comunali

Destano sconcerto e preoccupazione le risposte fornite dal Comune di Pesaro in merito alla richiesta di accesso agli atti sulla vicenda dei pozzi destinati all’approvvigionamento idropotabile, interessati – già nel 2003 – da segnalazioni di contaminazione da solventi clorurati.

A fronte di una formale richiesta di accesso civico, l’amministrazione ha comunicato di non essere attualmente in grado di reperire la documentazione richiesta, attribuendo tale impossibilità al lungo tempo trascorso, alla mancata digitalizzazione degli archivi dell’epoca e ai successivi trasferimenti degli uffici, che avrebbero determinato una frammentazione della documentazione cartacea.

Una risposta che appare incomprensibile, considerando la rilevanza pubblica della questione. I documenti richiesti riguardano infatti controlli e segnalazioni su pozzi utilizzati per l’acqua potabile della città, quindi una materia che coinvolge direttamente la tutela della salute dei cittadini e la sicurezza della risorsa idrica.

Documenti “irreperibili” dal Comune, ma disponibili presso altri enti

Ancora più sorprendente è la circostanza che la documentazione esista e sia stata reperita attraverso altri soggetti istituzionali. Tra gli atti emersi figurano comunicazioni ufficiali dell’ARPAM e dello stesso Comune di Pesaro, che attestano il superamento dei limiti di legge allora vigenti per sostanze come tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE) in diversi pozzi del territorio comunale.

Il fatto che documenti di tale importanza possano essere recuperati presso altri enti mentre risultano “irreperibili” presso l’amministrazione che ne era destinataria o mittente solleva interrogativi seri sulla gestione, sulla conservazione e sulla tracciabilità degli archivi pubblici.

Non è burocrazia: è trasparenza su un bene essenziale

Non si tratta di una questione meramente amministrativa. Quando si parla di contaminazione delle acque destinate al consumo umano, la trasparenza non è una facoltà, ma un dovere.

I cittadini hanno il diritto di conoscere:

  • tutti i fatti
  • le verifiche effettuate
  • gli interventi adottati
  • l’evoluzione della situazione nel corso degli anni

La mancanza di documenti ufficiali su un tema così delicato rappresenta un problema che va oltre la tecnica archivistica: riguarda la fiducia nelle istituzioni e la garanzia di un controllo effettivo sulla qualità dell’acqua potabile.

La richiesta del Comitato

Per queste ragioni, il Comitato Futuro Nazionale Pesaro chiede che venga avviata una ricerca approfondita e completa della documentazione mancante e che tutti gli atti relativi alla vicenda siano resi pubblicamente disponibili, così da ricostruire con chiarezza quanto accaduto e garantire la massima trasparenza su una questione che riguarda un bene essenziale come l’acqua.

La tutela della salute pubblica e il diritto dei cittadini all’informazione meritano risposte certe, non archivi scomparsi.

Ufficio stampa – Ufficio Comitato n. 250 Futuro Nazionale Pesaro

Lascia un commento