Cinema&AI, la futura lotta tra autori e macchine

Stamattina il convegno organizzato da CNA Cinema e Audiovisivo Marche nell’ambito della 62esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

PESARO – L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano: è già entrata nei processi creativi, produttivi e organizzativi del cinema. Una trasformazione che entusiasma e inquieta, che apre possibilità ma impone nuove responsabilità. Da questa urgenza nasce il convegno “Immaginare il Futuro. Cinema & AI”, promosso da CNA Cinema e Audiovisivo Marche e ospitato questa mattina nella cornice dell’ex Chiesa della Maddalena, all’interno della 62esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

Creatività e tecnologia: un equilibrio da difendere

Al centro del dibattito, una domanda cruciale per l’intera filiera audiovisiva: come integrare l’AI senza sacrificare la creatività umana, quella che nasce dal talento, dalla sensibilità, dalla storia culturale di chi scrive, dirige, interpreta e produce cinema.

Autori, registi e attori condividono una preoccupazione comune: che l’automazione finisca per appiattire l’immaginario, omologando le opere ai database e ai cataloghi su cui gli algoritmi si addestrano. Perché, come emerso più volte nel confronto, l’AI può generare immagini, ma non emozioni; può accelerare processi, ma non sostituire l’elaborazione interiore che dà forma a una visione artistica.

Un approccio non solo etico, ma filosofico

L’AI sta già modificando la scrittura, la pre-visualizzazione, la gestione dei set, la post-produzione. Può ridurre tempi e costi, rendere accessibile la produzione anche a chi dispone di risorse limitate. Ma questa rivoluzione richiede un approccio che non sia soltanto tecnico o normativo: serve una riflessione filosofica sul senso stesso del creare, sul rapporto tra autore e macchina, su ciò che rende un’opera davvero “umana”.

Da qui l’esigenza, condivisa da tutti i relatori, di definire regole etiche chiare che tutelino il lavoro creativo e disciplinino l’uso dell’AI non solo nella fase ideativa, ma anche in quella esecutiva.

Attori virtuali, voci clonate, colonne sonore generate: le nuove frontiere

Il confronto ha toccato anche le tecnologie che stanno già ridefinendo il linguaggio audiovisivo: attori digitali e avatar realistici; voci clonate; doppiaggi frutto della sintesi; colonne sonore composte da algoritmi; sistemi text-to-video sempre più sofisticati

Insomma prodotti e strumenti che, da un lato, democratizzano la produzione; dall’altro, aprono una competizione inedita tra cinema tradizionale e contenuti generati artificialmente, con il rischio di una perdita di identità e di profondità emotiva.

Un panel tra istituzioni, ricerca e sperimentazione

Il convegno ha visto la partecipazione dell’assessore alla Cultura del Comune di Pesaro Daniele Vimini, che ha portato il saluto istituzionale a questa nuova iniziativa CNA – presente al Festival dal 2019 – e ha offerto spunti particolarmente stimolanti, frutto anche del suo recente viaggio in Cina, dove ha potuto osservare da vicino le nuove frontiere dei video generati dall’AI.

Accanto a lui, un panel straordinario che rappresenta il “gotha” con alcune delle voci italiane più autorevoli nel rapporto tra cinema e intelligenza artificiale: Pietro Lafiandra, dottore di ricerca in Film and Media Studies, analista cinematografico, docente di cinema e AI, critico per Film TV; Flavio Pizzorno, regista e AI artist, specializzato in algoritmi text‑to‑video; Francesco Frisari, autore, regista e produttore cinematografico; Andrea Agostini, presidente Fondazione Marche Cultura; Antonia Fotaras, attrice e madrina della Mostra del nuovo cinema; Pedro Armocida, direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

A introdurre i lavori è stato Alessandro Tarabelli, regista, autore e presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Marche, mentre il coordinamento è stato affidato a Davide Lomma, regista, produttore e presidente CNA Cinema e Audiovisivo Pesaro e Urbino.

L’avanguardia italiana del cinema con AI

Nel dibattito è emerso con forza il ruolo del trio Lafiandra – Pizzorno – Frisari, con i primi due membri del collettivo Hariel, considerati oggi tra le realtà più avanzate in Italia nella sperimentazione di un cinema realizzato con l’AI. Il loro lavoro rappresenta un laboratorio d’avanguardia, capace di esplorare le potenzialità della tecnologia senza rinunciare alla centralità dell’autore.

In un festival che ha fatto della cultura un tratto identitario e della Mostra un laboratorio permanente di linguaggi, il convegno – al quale era presente anche la regista Giuliana Gamba, presidente della Fondazione Mostra del nuovo cinema – ha rappresentato un momento di confronto aperto tra professionisti, studenti, istituzioni e pubblico. Un’occasione per mettere a fuoco scenari, responsabilità e possibilità di un cambiamento che riguarda tutti.

Perché il futuro del cinema non è una sfida tra uomo e macchina, ma la capacità di governare l’innovazione senza rinunciare all’essenza del gesto creativo.

 Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione   CNA Pesaro e Urbino  

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