Il sito n. 4104400011 resta nell’elenco regionale dei siti contaminati. Il Comitato Futuro Nazionale chiede chiarezza
Pesaro – Ventitré anni. Tanto è trascorso dalla prima segnalazione ufficiale di contaminazione delle acque sotterranee nell’area dei pozzi Borgheria. Eppure, nel 2026, il sito contaminato n. 4104400011 continua a figurare nell’Allegato A dei siti contaminati della Regione Marche
Dalle analisi del 2003 ai monitoraggi recenti
La vicenda nasce nel marzo 2003, quando ARPAM rilevò la presenza di solventi clorurati – tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE) – in diversi pozzi destinati all’approvvigionamento idropotabile del territorio pesarese. Le concentrazioni superavano i limiti previsti dal DM 471/99, con valori fino a 4 µg/l in zona Paganini.
I pozzi interessati erano quelli di Borgheria 3 e 4, Villa San Martino, Villa Fastiggi, Mattatoio, Campania e Paganini, tutti collocati nella fascia urbana e produttiva lungo la valle del Foglia.
La Regione: “Stato chimico buono”
Secondo la Regione Marche, non risultano criticità recenti per l’utilizzo potabile delle acque. Nei cicli di monitoraggio 2009‑2023, lo stato chimico delle acque sotterranee è stato classificato come “buono”. Una valutazione rassicurante, ma che apre interrogativi: se la falda è in buone condizioni, perché il sito resta classificato come contaminato?
Le possibili origini della contaminazione
I contaminanti rilevati – TCE e PCE – non derivano da carburanti, ma da solventi industriali usati in:
- lavorazioni metalmeccaniche
- sgrassaggio dei metalli
- produzioni manifatturiere
La piana del Foglia, dove si trovano i campi pozzi dell’acquedotto cittadino, è stata per decenni uno dei principali poli produttivi del territorio. Comprendere quali attività siano state indagate e quali responsabilità ambientali accertate è oggi essenziale per ricostruire la storia della contaminazione.
Un’area strategica e sensibile
Molte captazioni idropotabili si trovano tra Tombaccia, Villa San Martino, Villa Fastiggi e la valle del Foglia, zone storicamente industriali. È legittimo chiedersi quali verifiche siano state effettuate e con quali risultati.
Le richieste del Comitato Futuro Nazionale Pesaro
Il Comitato Futuro Nazionale Pesaro chiede alla Regione Marche, ad ARPAM, al Comune di Pesaro e al gestore del servizio idrico di rendere pubblica una relazione organica sull’intera vicenda del sito 4104400011.
«Dopo ventitré anni, il tempo delle domande è finito. È il momento delle risposte», afferma il Comitato.
Una questione di trasparenza
La vicenda dei pozzi Borgheria non riguarda solo il passato, ma la tutela di una risorsa strategica come l’acqua potabile e il diritto dei cittadini a conoscere cosa sia realmente accaduto.
Fonte
Ufficio stampa – Comitato Futuro Nazionale Pesaro

