CNA Pesaro e Urbino solidale con i sindaci: “Parametri da rivedere subito”
PESARO – La nuova legge sulla classificazione dei Comuni montani, voluta dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, sta generando un’ondata di proteste in tutta Italia. Una contestazione che non è mancata nelle Marche, soprattutto in provincia di Pesaro e Urbino, dove diversi territori tradizionalmente riconosciuti come montani – in testa il Comune di Urbino – risultano esclusi dai nuovi parametri previsti dalla normativa.
Secondo i sindaci, la nuova classificazione rischia di produrre effetti pesantemente penalizzanti: minori risorse, riduzione dei servizi, perdita di opportunità legate ai fondi dedicati alle aree interne e montane, con ricadute dirette su cittadini, imprese e presidi territoriali già fragili. Una scelta che, denunciano gli amministratori, non tiene conto delle reali condizioni geomorfologiche, demografiche e infrastrutturali dei territori.
Il caso Urbino e gli altri Comuni esclusi
Tra i Comuni più colpiti spicca Urbino, città capoluogo di un’area interna complessa, caratterizzata da collegamenti difficili, calo demografico e un tessuto economico che vive anche grazie alle misure dedicate ai territori montani. Ma la lista degli esclusi comprende altri centri della provincia di Pesaro e Urbino, che ora temono un ulteriore indebolimento dei servizi essenziali: trasporti, sanità territoriale, istruzione, manutenzione delle strade, sostegno alle imprese.
I sindaci parlano di “una decisione incomprensibile”, “un errore tecnico e politico”, “un colpo ai territori che già soffrono”. E chiedono con forza una revisione immediata dei criteri adottati dal Governo.
CNA: “Solidarietà ai Comuni. La Regione Marche intervenga in Conferenza Stato-Regioni”
Accanto ai sindaci si schiera anche la CNA di Pesaro e Urbino, che esprime piena solidarietà ai Comuni esclusi e sottolinea come la nuova classificazione rischi di compromettere la tenuta economica e sociale delle aree interne.
“La montagna non si misura solo con l’altimetria – afferma il segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Antonio Bianchini – ma con la qualità e la difficoltà dei servizi, con la distanza dai centri maggiori, con la fragilità demografica e infrastrutturale. Escludere territori che da sempre rientrano nelle politiche montane significa indebolire imprese, famiglie e comunità”.
L’associazione invita la Regione Marche e il presidente Francesco Acquaroli a farsi portavoce delle istanze dei territori nella prossima Conferenza Stato-Regioni, chiedendo una revisione complessiva dei parametri e dell’impianto della legge.
Secondo CNA, infatti, la normativa così come formulata rischia di creare disparità ingiustificate tra territori contigui, con effetti distorsivi anche sulle politiche di sviluppo locale, sui fondi europei e sulle misure dedicate alle imprese artigiane e alle piccole attività economiche.
Un appello per salvaguardare le aree interne
La richiesta è chiara: riaprire il confronto, rivedere i criteri, ascoltare i territori. Perché la montagna – quella vera, fatta di comunità che resistono, imprese che tengono vivo il tessuto economico, servizi che faticano a rimanere in piedi – non può essere definita solo da un algoritmo o da un parametro altimetrico.
CNA, insieme ai sindaci, chiede che il Governo riconsideri l’intero impianto della legge, affinché nessun territorio venga lasciato indietro.
| Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione CNA Pesaro e Urbino |

