Per la conclusione di Teatroltre, alla Sala della Repubblica, Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri in un progetto teatrale che vuole riscoprire la città come per la prima volta, con uno sguardo satirico, beffardo e irridente.
La ventiduesima edizione di TeatrOltre si conclude domenica 7 giugno alle 21 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, autori, attori e registi tra i più apprezzati del panorama nazionale. Al termine di una residenza di allestimento, presentano in forma di “cantiere aperto” Scemi del villaggio, un progetto teatrale che vuole riscoprire la città come per la prima volta, con uno sguardo satirico, beffardo e irridente.
Tra le realtà teatrali giovani più apprezzate sul panorama nazionale, i lavori di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri vengono rappresentati e prodotti da importanti realtà teatrali. Attraverso un uso dinamico del corpo e un’atletica agitata della parola, portano in scena con drammaticità e graffiante ironia i temi più scomodi del contemporaneo dando voce sulla scena ai conflitti politici di una generazione oppressa e sfruttata, per riaccendere nel pubblico la rabbia rivoluzionaria.
In Scemi del villaggio, protagonista è il territorio e il nostro rapporto conflittuale con i diversi spazi sociali, i paesi di provincia, le metropoli, i luoghi di villeggiatura. Ci proponiamo come scemi del villaggio, come aedi non richiesti che cantano le nevrosi del vivere cittadino, cantori pellegrini di città che in tutto il mondo tendono sempre più ad assomigliarsi e ad omologarsi secondo i dictat del mercato e del turismo. Con feroce ingenuità ci interroghiamo sul significato di “spazio pubblico” e su come in concreto esso si realizzi nelle nostre città. Come “stiamo insieme” nelle nostre città? Male, ci stiamo molto male. Nell’attuale contesto sociale, siamo tutti più insoddisfatti e psicolabili, ossessionati dall’idea di dover fuggire, di dover prenderci del tempo per noi, di dover viaggiare in ogni capo del mondo per accrescere il nostro capitale esperenziale, mentre il concetto di viaggio perde ogni anelito rivoluzionario o ribelle e diventa routine consumistica. In una serie di quadri comico-picareschi raccontiamo questa nevrosi che ci pervade, che ci rende tutti goffi, disadattati al vivere cittadino, sempre nervosi, in preda ad ansie e paranoie urbane di vario genere. Tutto intorno a noi si gentrifica e abbiamo il terrore che l’unico modo di sopravvivere sia aprire una gelateria tipica in un centro storico tipico di un paese tipico. Le città sono infatti sempre più inabitabili. I diversi spazi urbani tendono tutti a farsi non-luogo, luoghi di passaggio, luoghi della prevedibilità videosorvegliata in cui è impossibile incontrare uno sconosciuto, spazi comuni organizzati per stare da soli. La relazionalità, il dibattito, sono esclusi dai luoghi pubblici. L’Altro è diventato un altro solo privato, privatistico, confinato nella sfera dell’intimo, nelle chat personali su Whatsapp. La strada, la piazza, non sono più luoghi per incontrarsi ma posti dove spendere soldi, comprare l’ennesimo prodotto inutile e al massimo farsi un selfie fugace. L’urbanistica sviluppa sempre più l’idea di una città a misura di cartellone pubblicitario, a misura di McDonald’s, al massimo a misura di turista, che è sempre in massa e nota soltanto ciò che luccica di più. Nelle città lo spazio pubblico tende progressivamente a scomparire. I DDL Sicurezza intanto sfrattano gli occupatori abusivi, pure fossero donne incinte. La casa non è contemplata tra i diritti dell’uomo. Scompaiono persino le panchine, sradicate dai decreti sul decoro urbano. Sempre più convintamente siamo tutti devoti alla proprietà privata e il termine “comunità” ci fa in fondo un po’ imbarazzo, ci sembra buono solo per il voucher delle programmazioni teatrali. Lo spazio urbano sta andando alla malora, perde vitalità, si fa anonimo, grigio, e tutti noi, in ambienti urbanisticamente così depressi, ci scopriamo più smorti. Ci chiediamo se, morendo, le nostre città siano almeno ancora in grado di un ultimo grido.
7 GIUGNO ore 21
SALA DELLA REPUBBLICA/TEATRO ROSSINI
NICCOLÒ FETTARAPPA CANTIERE APERTO PER “SCEMI DEL VILLAGGIO”
[RESIDENZA DI ALLESTIMENTO]
progetto teatrale, interpretazione e regia Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri
drammaturgia Niccolò Fettarappa
aiuto regia Maria Chiara Arrighini
contributo intellettuale di Christian Raimo
produzione Agidi
con il sostegno di MiC e SIAE
nell’ambito del programma Per Chi Crea 2024
residenza di allestimento realizzata nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane
progetto finanziato da Regione Marche e MiC
in collaborazione con Comune di Pesaro e AMAT
posto unico €8
info 0721 387548 biglietteria Teatro Sperimentale, fino al 6 giugno mercoledì-sabato 17-19.30; dal 10 giugno mercoledì-sabato 17-19
vendita online www.vivaticket.com
Comune di Pesaro

