L’analisi sui dati dell’Agenzia delle entrate. In città l’affitto si mangia in media il 36% dello stipendio. Il divario tra canoni e salari si allarga, siamo al 49esimo posto: la pressione abitativa frena crescita e occupazione
PESARO – Gli affitti continuano a correre, gli stipendi no. E per famiglie, giovani e imprese il costo della casa sta diventando un altro pesante macigno che si aggiunge ai rincari dell’energia, a quello delle materie prime e dei beni di consumo. A dirlo è una nuova analisi della CNA nazionale, elaborata sui dati dell’Agenzia delle Entrate, che fotografa un Paese dove vivere in affitto è sempre più difficile.
Affitti +50%, stipendi fermi: il divario che soffoca le città
Dal 2019 al 2025 i canoni di locazione nei principali capoluoghi italiani sono aumentati tra il 19% (Potenza) e quasi il 50%, mentre le retribuzioni nette sono cresciute appena tra il 7% e il 15%. Risultato: l’accesso alla casa diventa un ostacolo concreto per studenti, lavoratori e famiglie. Milano resta la città più cara d’Italia, seguita da Bologna, Firenze e Roma: nei centri più dinamici attrarre lavoratori e studenti è sempre più complicato.
Pesaro: +20% in cinque anni e case che non si trovano
A Pesaro, nel 2019 un appartamento di 70 mq costava in media 560 euro al mese. Oggi, ammesso di trovarlo, il canone sale a 670 euro (+20%), pari a 8.040 euro l’anno.
Con uno stipendio medio netto di 1.850 euro, l’affitto si mangia il 36% della busta paga. Un dato che colloca Pesaro al 49° posto nella classifica nazionale del rapporto affitto/stipendio (su 109 città). Meglio di Ancona (45°), ma peggio di Macerata (61°), Ascoli (69°) e Fermo (73°). All’estremo opposto, L’Aquila: qui l’affitto pesa “solo” il 30% dello stipendio.
Imprese in difficoltà: “Non troviamo lavoratori disposti a trasferirsi”
La scarsità di alloggi e i prezzi fuori controllo stanno colpendo anche il mondo produttivo. Le micro e piccole imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato disposto a trasferirsi in città. Il costo della casa diventa così un freno alla mobilità professionale e alla competitività dei territori.
CNA: “Non è più solo un problema sociale, ma economico”
«Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – avverte Dario Costantini, presidente nazionale CNA – ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale».
Sulla stessa linea Michele Matteucci, presidente CNA Pesaro e Urbino: «Servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e favorire la rigenerazione urbana».
Per Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino serve: «Un Piano casa efficace e incentivi adeguati alla riqualificazione immobiliare sono strumenti indispensabili. L’alternativa è avere città sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze fondamentali per la crescita del Paese».
| Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione CNA Pesaro e Urbino |


