Le immagini dal 1910 al 1922 in mostra a Pesaro
Come tutti gli anni, torna Archivissima, il festival degli Archivi, e per l’occasione, il 5 giugno alle 18.30, all’Archivio di Stato di Pesaro si inaugura la mostra con gli oggetti ritrovati, riemersi dalle stratificazioni della storia. Il tema che guiderà il percorso di Archivissima 2026 è “Quello che non c’è”, un focus sul rapporto tra Storia e censura, e dunque tra Potere e Cultura, per rigettare luce, attraverso i documenti, su ciò che, nelle varie epoche, ha subito modifiche, manipolazioni o distruzioni.
Quest’anno ricorrono anche i 120 anni dalla fondazione della CGIL e il pensiero è corso subito alle origini della nostra storia, funestati dagli assalti fascisti del 1921 e il 1922 alle Camere del Lavoro. Alla Camera del Lavoro di Pesaro è toccato lo stesso destino: il 4 agosto 1922, in una violenta rappresaglia, giornali, documenti, e fotografie, che costituivano il cuore storico dell’organizzazione, andarono perduti nel rogo a cui li destinarono i fascisti. Ecco perché, per raccontare ‘quello che non c’è’, abbiamo dovuto immergerci negli archivi della città e metterci sulle tracce di quello che successe in quei primi anni del Novecento: una storia di lotte e fatica, che avevano voluto cancellare, ma che ritorna a parlarci attraverso fotografie, manifesti e ritagli di giornale sopravvissuti all’oblio e alla censura del regime.
In linea col tema di quest’anno, a chiudere la giornata, la CGIL propone al pubblico lo spettacolo “La vocazione degli Scopini” (alle 19.30). L’opera, a cura del Teatro CUST2000, nasce a partire dai materiali incompiuti di un film girato e mai realizzato da Pier Paolo Pasolini nel 1970 durante lo sciopero degli spazzini di Roma – anche in questo caso, un racconto che non c’è e che torna alla luce.
Marina Druda, Ufficio Stampa CGIL Pesaro Urbino

