La forma può sembrare “banale”, ma l’impatto psicologico è profondo. Ecco una spiegazione chiara, strutturata e utile anche in ottica giornalistica
Definizione essenziale
La denigrazione dell’aspetto fisico è una forma di violenza psicologica che consiste nel criticare o deridere una persona per caratteristiche corporee reali o percepite: peso, altezza, forma del corpo, pelle, capelli, cicatrici, disabilità visibili, età, tratti del volto.
È un comportamento che mira a far sentire l’altro inadeguato, sbagliato, inferiore.
Come si manifesta
Ogni punto è un possibile approfondimento con Guided Link:
- Commenti offensivi — battute, prese in giro, giudizi sul corpo.
- Pressioni estetiche — imporre un modello fisico come “giusto” o “accettabile”.
- Derisione pubblica o online — meme, foto, video, post denigratori.
- Micro-aggressioni — frasi “travestite” da consigli: «Dovresti dimagrire», «Con quei capelli non puoi uscire».
- Auto-body shaming — quando la persona interiorizza il giudizio e lo rivolge a sé stessa.
Perché è considerata una forma di violenza
Perché può provocare:
- calo dell’autostima
- ansia sociale
- isolamento
- disturbi alimentari
- depressione
- difficoltà relazionali
Gli studi psicologici mostrano che il body shaming, soprattutto in adolescenza, può lasciare segni emotivi duraturi.
Perché esiste una Giornata nazionale
La Giornata del 16 maggio nasce per:
- sensibilizzare sul problema
- educare al rispetto delle differenze
- contrastare stereotipi estetici dannosi
- proteggere i più giovani
- promuovere una cultura dell’inclusione
È un riconoscimento istituzionale del fatto che il corpo non deve essere un bersaglio.
Rosalba Angiuli

