Nel cuore della Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, domenica 17 maggio alle ore 18.30, il canto gregoriano tornerà a risuonare nella forma per cui è nato: una Messa solenne In Ascensione Domini, celebrata da S.E.R. Mons. Sandro Salvucci, Arcivescovo Metropolita di Pesaro e Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, e affidata alle voci del Coro Gregoriano del Conservatorio Rossini, che da oltre trent’anni, grazie all’impegno costante del M° Gabriele Gravagna, custodisce e rinnova una tradizione molto apprezzata dai pesaresi.
Se, come ha ricordato Leone XIV in occasione del Giubileo dei cori e delle corali, la musica liturgica è anzitutto un servizio alla preghiera comune e non una “esibizione” concertistica che riduce l’assemblea dei fedeli a semplice spettatrice, la scelta del gregoriano va proprio in questa direzione, sottolineando che il lavoro del coro non mira al protagonismo, ma a creare le condizioni perché la solennità religiosa ritrovi la dimensione di spiritualità e di raccoglimento che le è propria. Le melodie del canto antico liturgico, pensate per aderire al testo senza sovrastarlo, si caratterizzano per la linearità della scrittura vocale e per l’assenza di virtuosismo compiaciuto, creando un momento di ascolto che aiuta l’assemblea a entrare nel raccoglimento della celebrazione.
In questo senso, la messa sarà accompagnata da un ciclo di brani gregoriani tratti in gran parte dal repertorio medievale, distribuiti lungo i momenti principali della celebrazione. Tra questi, l’introito Viri Galilaei, con il caratteristico movimento ascendente della linea vocale che traduce in musica il tema dell’Ascensione, apre la celebrazione e introduce al clima spirituale della solennità; seguono alcuni canti del proprio e dell’ordinario della Messa e, in chiusura, l’Ave maris stella, proposta in alternanza tra la versione monodica e l’elaborazione polifonica di Guillaume Dufay, unica concessione a un tipo di musica indubbiamente più elaborata all’interno di un quadro sonoro complessivamente sobrio.
Il Coro Gregoriano del Conservatorio Rossini, diretto dal M° Gravagna, è da anni impegnato in un lavoro attento sul repertorio liturgico antico, affrontato non come semplice programma da concerto, ma come patrimonio religioso e culturale vivo. Ogni celebrazione diventa così occasione per i giovani cantori di intrecciare studio delle fonti, cura dell’interpretazione e attenzione al contesto liturgico, restituendo al gregoriano la sua piena identità storica e anche culturale.
Composto da studenti provenienti da nazioni diverse, il coro riunisce voci e sensibilità che spesso si accostano per la prima volta a questo genere musicale. Per molti di loro l’esecuzione di questi brani liturgici potrebbe restare un’esperienza unica: cantare il gregoriano non è quindi soltanto un esercizio stilistico, ma rappresenta l’occasione di incontro tra mondi diversi che apre uno spazio di conoscenza reciproca e di dialogo proprio sulle pagine di una musica tanto antica.
Le iniziative come questa rafforzano il legame del Conservatorio con le istituzioni del territorio. In particolare, l’Arcidiocesi ha accolto la collaborazione del Coro Gregoriano, riconoscendone il contributo alla celebrazione della solennità attraverso una proposta artistica di qualità, nella quale la musica sostiene e non sostituisce l’incontro con il mistero celebrato.
Per ulteriori informazioni: www.conservatoriorossini.it
Ufficio stampa del Conservatorio Rossini

