Tra focolai localizzati e allerta internazionale, l’OMS e i centri europei di controllo monitorano due patogeni ad alta pericolosità. In Italia il rischio resta basso, ma la sorveglianza è attiva.
Negli ultimi mesi l’attenzione della comunità scientifica internazionale si è concentrata su due virus che, per motivi diversi, destano preoccupazione: Nipah e Hantavirus. Nonostante alcuni titoli allarmistici, gli esperti chiariscono che non siamo di fronte a un nuovo Covid, ma a patogeni che richiedono monitoraggio costante e sistemi sanitari pronti a intervenire.
Nipah: alta letalità, bassa diffusione
Il virus Nipah, individuato per la prima volta negli anni ’90, è tornato sotto i riflettori dopo un nuovo focolaio registrato nel Kerala, in India. La sua caratteristica più temuta è la letalità elevatissima, che può raggiungere il 70–75%. A questo si aggiunge l’assenza di un vaccino e di una terapia specifica.
Il contagio avviene principalmente tramite pipistrelli della frutta, con possibili passaggi a maiali e altri animali domestici. La trasmissione tra esseri umani è possibile, ma richiede contatti stretti, motivo per cui i focolai restano generalmente circoscritti.
Gli scienziati sottolineano che, pur essendo un virus pericoloso, Nipah non ha la capacità di diffusione del Covid. Tuttavia, la sua letalità lo rende un sorvegliato speciale dell’OMS.
Hantavirus: il caso della nave da crociera e la trasmissione interumana
Diverso il discorso per l’Hantavirus, un gruppo di virus trasmessi principalmente dai roditori. Nel 2026 l’attenzione si è concentrata in particolare sull’Andes Hantavirus, l’unico della famiglia in grado di trasmettersi anche tra persone.
Il focolaio più significativo è avvenuto a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove si sono registrati tre decessi e diversi casi sospetti. Una passeggera infetta è salita per pochi minuti su un volo KLM a Johannesburg, prima di essere fatta scendere per il rapido peggioramento delle sue condizioni. A bordo erano presenti anche quattro cittadini italiani, posti in quarantena precauzionale.
L’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha classificato il rischio per l’Europa come molto basso, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato protocolli di sorveglianza in quattro regioni.
Il ministro Schillaci ha ribadito che “non è il Covid”: l’Hantavirus non si diffonde per via aerea come i coronavirus e richiede contatti molto più stretti.
Possono diventare una nuova pandemia?
Secondo gli esperti, no. I motivi sono diversi:
- Nipah è molto letale ma poco contagioso.
- Hantavirus ha una trasmissione limitata e non sostenuta nella popolazione generale.
- I focolai osservati finora sono stati contenuti rapidamente.
Ciò non significa che il rischio sia nullo: entrambi i virus richiedono sistemi sanitari vigili, sorveglianza genomica e protocolli di risposta rapidi.
Cosa sappiamo finora
- Nipah: letalità elevata, trasmissione limitata, nessun caso in Europa.
- Hantavirus: focolaio sulla nave Hondius, trasmissione interumana possibile ma rara.
- Italia: rischio basso, sorveglianza attiva.
- OMS ed ECDC: monitoraggio costante, nessun allarme pandemico.
Rosalba Angiuli


Legenda
- Nipah virus → Paramyxovirus zoonotico trasmesso dai pipistrelli della frutta. Struttura: particelle sferiche con envelope lipidico e glicoproteine superficiali. Effetti: encefalite acuta, febbre alta, insufficienza respiratoria. Rischio: letalità fino al 75%, ma contagio limitato.
- Hantavirus (Andes strain) → Bunyavirus trasmesso da roditori o fluidi biologici. Struttura: particelle rotonde con superficie spiculata e RNA segmentato. Effetti: sindrome polmonare e febbre emorragica. Rischio: trasmissione interumana rara, ma possibile.
