«Pronto soccorso al limite: la denuncia di Pia Perricci dopo un incidente»

L’avvocata racconta la propria esperienza in codice giallo: “Personale straordinario, ma costretto a lavorare in condizioni non più sostenibili”

L’esperienza in ospedale dopo l’incidente

Dopo essere stata coinvolta in un incidente stradale e trasportata in ospedale in codice giallo, l’avvocata Pia Perricci ha deciso di raccontare pubblicamente ciò che ha visto nel pronto soccorso: una situazione che definisce “al limite della dignità”, nonostante l’impegno costante del personale sanitario.

Secondo Perricci, la criticità non riguarda soltanto la carenza di posti letto, ma anche la mancanza di strumenti adeguati e condizioni di lavoro sicure. “Barelle sfrenate, sponde rotte, corridoi trasformati in reparti improvvisati: tutto questo mette a rischio pazienti e operatori”, afferma.

Il ruolo del personale sanitario

Nonostante le difficoltà, Perricci sottolinea la professionalità di medici, infermieri e OSS, che “continuano a lavorare senza pause, con una pressione fisica e psicologica enorme”. Un impegno che, secondo lei, merita maggiore riconoscimento e investimenti strutturali.

L’uso improprio del pronto soccorso

Durante l’attesa, Perricci racconta di aver assistito anche a casi di accesso improprio al pronto soccorso: persone con problemi non urgenti, come una zecca o un mal di gola, che avrebbero potuto rivolgersi al medico di base o alla guardia medica.

“Il pronto soccorso non è un ambulatorio sostitutivo”, ribadisce. “È il luogo dove si salvano vite. Abusarne rallenta le cure per chi ne ha davvero bisogno”.

L’appello: più investimenti e più responsabilità

Perricci chiede un intervento immediato su più fronti:

  • più personale
  • più posti letto
  • strumenti adeguati e sicuri
  • condizioni di lavoro dignitose

E invita anche i cittadini a un uso più consapevole del servizio di emergenza.

“Il pronto soccorso va rispettato. È un presidio fondamentale e va utilizzato con coscienza”, conclude.

Avv. Pia Perricci

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