Press tour Marche: la replica della Regione conferma lo sgarbo istituzionale

La mancanza di una spiegazione chiara e puntuale, da parte della sottosegretaria alla Presidenza della Giunta Regionale Chiara Luconi sull’esclusione di Pesaro dal press tour, crea inevitabilmente un “vuoto narrativo” che viene ancor più percepito come uno sgarbo istituzionale. Se si guarda ai fatti, l’esclusione appare difficile da giustificare in modo convincente. Pesaro non è solo la seconda città delle Marche, ma ha anche un profilo internazionale consolidato: Capitale italiana della cultura 2024, città creativa UNESCO per la musica, col sigillo del Rossini Opera Festival apprezzato in tutto il mondo, inoltre modello di mobilità sostenibile con i suoi 100 chilometri di Bicipolitana. In un’iniziativa che punta su autenticità e sostenibilità, la sua presenza sarebbe stata perfettamente coerente. Il problema principale, però, sembra essere la gestione della comunicazione e la risposta di Chiara Luconi (che non conferma, non smentisce, rinvia le responsabilità tra Regione e ATIM) e il silenzio o la debolezza istituzionale attribuita al Presidente Francesco Acquaroli, rafforzano l’idea di una decisione poco ponderata o quantomeno mal spiegata. Anche la replica secondo cui Pesaro sarebbe già stata inclusa in altri tour è fragile: non risponde alla domanda specifica (perché esclusa da questo?) non tiene conto della coerenza del messaggio verso mercati diversi (USA vs Nord Europa). Il confronto con Urbino, inclusa in entrambi i tour e parte dello stesso territorio provinciale, accentua ulteriormente la percezione di incoerenza, e scindere le due città non è stato utile al precorso di candidatura a Capitale Europea della cultura 2033 che il Presidente Acquaroli si è impegnato a sostenere. Più che una scelta strategica chiara, percepiamo leggerezza organizzativa, comunicazione istituzionale poco efficace e la mancanza di visione unitaria nella promozione territoriale Se l’obiettivo fosse stato quello di valorizzare un’immagine credibile e sostenibile delle Marche, l’episodio rischia di ottenere l’effetto opposto: mettere in evidenza disallineamenti interni più che eccellenze territoriali. Pesaro avrebbe segnato anche uno splendido passaggio di consegna del titolo di Capitale della cultura verso la città di Ancona, valorizzando ancor più le eccellenze della nostra Regione. Peccato. Si è persa una grande occasione.

Consiglieri di maggioranza della Commissione Cultura

Anna Maria Mattioli – Simonetta Drago – Lorenzo Montesi – Evelina Anniballi – Tomas Nobili

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