La Giunta ha approvato una importante delibera per la tutela dei consumatori e del nostro patrimonio agroalimentare. «Attualmente – spiegano il vice sindaco Daniele Vimini e l’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti – le norme europee stabiliscono che un alimento possa essere considerato originario di un Paese anche solo perché lì ha subito l’ultima trasformazione sostanziale. Questo significa, in concreto, che prodotti realizzati con materie prime provenienti dall’estero possono essere etichettati come “Made in Italy” se lavorati nel nostro Paese, anche quando questa lavorazione è limitata. È un meccanismo che rischia di generare confusione nei consumatori e di penalizzare le produzioni realmente legate al territorio, oltre a esporre il nostro sistema agroalimentare a rischi economici e di reputazione».
Con la delibera approvata, il Comune quindi prende una posizione chiara: «chiediamo una revisione delle regole europee sull’origine dei prodotti, in particolare per quanto riguarda gli alimenti», continua Conti. L’obiettivo è semplice ma fondamentale: «fare in modo che venga indicato in modo trasparente il luogo di reale provenienza delle materie prime, così da garantire ai cittadini informazioni corrette e consapevoli. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una scelta di tutela e responsabilità verso i consumatori e verso le nostre filiere produttive locali, che ogni giorno lavorano con qualità e autenticità».
Come amministrazione, «ci impegniamo a portare avanti questa richiesta nelle sedi istituzionali competenti, coinvolgendo ANCI, i rappresentanti italiani al Parlamento europeo e la Regione, affinché si facciano promotori di una modifica della normativa vigente. Vogliamo un sistema più chiaro, più giusto e più trasparente, che valorizzi davvero l’origine dei prodotti e consenta a ciascuno di fare scelte informate».
Parallelamente il Comune è già al lavoro per sostenere una proposta fatta dalla rete dei gas Nazionali per gli OGM. «una presa di posizione che unisce tutela ambientale, difesa degli agricoltori locali e diritto dei cittadini a essere informati, cercando anche di influenzare le scelte politiche a livelli più alti». E spiega Conti: «Questa proposta di delibera che stiamo preparando, in sostanza, servirà a prendere una posizione chiara sull’uso delle nuove tecniche genetiche (i cosiddetti nuovi OGM) sul territorio di un Comune o di una Regione. Non vogliamo che questi organismi vengano coltivati, sperimentati o diffusi nel nostro territorio. Non è solo una dichiarazione simbolica: è anche un modo per dire alle istituzioni nazionali ed europee che, secondo quel territorio, queste tecnologie devono restare soggette a regole severe, con controlli, etichette chiare e possibilità di tracciarle». E ancora: «La proposta insiste molto sulla protezione dell’agricoltura locale, soprattutto quella biologica o senza OGM». Un altro punto importante riguarda i consumatori: «le persone devono poter sapere cosa mangiano. Quindi vogliamo che venga difeso il diritto ad avere etichette chiare e informazioni trasparenti sugli alimenti».
Comune di Pesaro

