Terminato al terzo posto il campionato di serie A dei kiwi giallorossi, ora occhi puntati su cadetta e giovanili
Si è chiuso con il 3° posto il campionato di Serie A 2025/2026 della Fiorini Pesaro Rugby. La vittoria con Badia non è bastata alla formazione pesarese per raggiungere il secondo gradino, complice la contemporanea vittoria di Casale. Per i kiwi giallorossi una stagione positiva, con alti e bassi, terminata con una bella festa insieme al suo pubblico. Nell’ultima giornata, infatti, i kiwi hanno salutato il mediano di mischia, Nicola Boccarossa, che ha deciso di lasciare il rugby giocato.
«Una giornata molto emozionante – racconta Boccarossa – Sono contento di aver iniziato e finito la carriera a Pesaro, che è casa mia. Mi ha formato dal mini-rugby e poi mi ha portato in Seniores. Ho fatto qualche esperienza fuori, ma sono tornato e sono stato molto contento di rivestire questa maglia, che alla fine non mi si è mai tolta di dosso. È stato un saluto molto emozionante, soprattutto vedendo il calore del pubblico, è una cosa che non mi aspettavo. È un giorno che vivo con gioia, sono contento di tutto quello che ho fatto».
Hai chiuso con una bella vittoria arrivata dopo un primo tempo altalenante, cosa ti è piaciuto di questa partita? «Inizialmente si era messa male. Temevo che i miei compagni mi facessero uno scherzetto facendomi chiudere così. Però le impressioni da dentro erano positive. Non riuscivamo a ingranare ma alla fine siamo riusciti a portarla a casa. Sono contento di aver chiuso con una vittoria. È stato un ottimo campionato, tirando le somme.
È stato un bellissimo anno, sia dentro il campo che fuori. Si sono unite al gruppo persone fondamentali, fantastiche, dai team manager a tutta la squadra, da un allenatore fantastico, che si è riconfermato, ad un Richard Paletta che è passato da giocatore a vice allenatore. È stato un insieme di cose che hanno funzionato».
La stagione si è chiusa con un 3° posto, ti aspettavi questo finale? «Siamo partiti con obiettivi molto molto alti, è una mentalità che ci è stata trasmessa dall’allenatore. È una cosa molto positiva.
Sono due anni che Pesaro comincia a stare “antipatica” alle squadre venete, non ci danno per scontati e vengono qui sapendo di faticare a portare a casa qualche punto. Ci siamo guadagnati il rispetto delle altre squadre del girone già l’anno scorso. Quest’anno erano più agguerriti, sapevano contro chi si sarebbero scontrati, è una cosa che fa piacere. Siamo cresciuti, miglioriamo ogni anno. L’obiettivo iniziale era ambizioso, ma giustamente se dobbiamo giocare lo facciamo con un sogno ben preciso e alto. Non andiamo in campo a perdere tempo. Quest’anno non l’abbiamo centrato, però c’è stata una crescita molto positiva. Abbiamo inserito tantissimi giovani dall’under 18, è un bel segnale sul lavoro che sta facendo la società, un ottimo prospetto per Pesaro. Sia per il presente che per il futuro. Sono molto fiducioso».
Un saluto al rugby giocato, ma non al mondo della palla ovale: «Il rugby è un po’ come un virus, una malattia. Quando ce l’hai è difficile starne alla larga – scherza Boccarossa – Adesso si chiude dal punto di vista di giocatore, più avanti vedremo. È una scelta che non ho preso a causa di acciacchi fisici ma di impegni, è stata una scelta molto pensata e molto difficile. Ho tantissimi progetti e non escludo di non continuare a far parte del gruppo in altro modo. Ho i colori giallorossi nel cuore, non declinerò mai qualsiasi proposta che possa arrivare dalla società».
Che voto daresti a questa stagione? «Difficile, l’obiettivo non è stato centrato, siamo terzi e ci siamo giocati fino all’ultimo il secondo posto, che in un campionato di Serie A non è mai scontato. Abbiamo scelto il girone Veneto sapendo che è il più difficile, ci piace confrontarci con squadre nate dove si è fatta la storia del rugby e quindi il Veneto. Chiudiamo al terzo posto per il secondo anno di fila, ci siamo confermati, ma sono sicuro che le soddisfazioni arriveranno. Stiamo lavorando bene».
E alla tua carriera rugbistica? «Sono soddisfatto. Sono cresciuto tanto, sono andato via di casa. Ho conosciuto tantissime persone. Ho stretto legami veramente solidi con persone con cui mi sento ancora, nonostante la distanza. Devo ringraziare mia mamma che mi ha sempre seguito anche facendo tantissimi chilometri per venire alle partite, mi è sempre stata vicina. Anche tutti gli amici con cui sono partito. È stata una strada molto positiva, mi ha lasciato tanto e ha condizionato tutta la vita, sia nella mentalità che nei rapporti. È una cosa che farà sempre parte di me. Adesso esco dal campo ma rimango vicino alla squadra, sia a questa che alle future». Non solo serie A. Domenica positiva per l’under 18 della Fiorini Pesaro Rugby che, per il campionato interregionale 2, ha battuto i pari età del Rugby Parma 1931 per 40-22. Giornata no, invece, per giovani kiwi under 16, impegnati nel campionato interregionale 2, che sono usciti sconfitti per 45-12 dal campo dei Cavali
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