Il Comune di Pesaro sperimenta un nuovo macchinario “tappabuche”, per migliorare la manutenzione stradale

Nessuno mette in discussione l’importanza di investire in tecnologie moderne e più efficienti. Tuttavia, quando si parla di risorse pubbliche, l’innovazione deve sempre andare di pari passo con la sostenibilità economica e con una visione amministrativa chiara.

Dalle informazioni emerse, il costo del macchinario si attesterebbe intorno ai 6.000 euro al giorno. Un dato che non può essere ignorato e che impone una valutazione politica, prima ancora che tecnica.

Il confronto con altre realtà è inevitabile: a Terni, un mezzo analogo è stato acquistato per 171.804 euro, una cifra equivalente a circa 28 giorni di noleggio.

Di fronte a questi numeri, la domanda è semplice e profondamente politica:
è questa la scelta migliore per la collettività?

Perché se è vero che sperimentare è utile, è altrettanto vero che amministrare significa scegliere con responsabilità, programmare nel lungo periodo e garantire il miglior utilizzo possibile delle risorse dei cittadini.

Non si tratta solo di tappare le buche, ma di evitare di aprirne altre nei bilanci pubblici.

Serve quindi chiarezza:

  • sui costi complessivi dell’operazione;
  • sulle prospettive future (acquisto o ulteriore noleggio?);
  • sui benefici reali rispetto alle tecnologie già in uso.

La politica non può limitarsi ad annunciare soluzioni “innovative”: deve dimostrare che sono anche convenienti, sostenibili e giustificate.

I cittadini meritano risposte, non slogan.

Perché amministrare bene significa spendere meglio.

Pia Perricci

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