C’è una soglia, nel cuore del centro storico di Pesaro, che non è soltanto una porta. È una linea sottile tra due mondi: fuori il rumore, dentro il tempo che rallenta.
La bottega di Mauro Ballarini, conosciuto da tutti come Papoum, è uno di quei luoghi che oggi non dovrebbero più esistere. E invece resistono. Non per nostalgia, ma per scelta.
In un centro storico sempre più attraversato da vetrine veloci, serrande che cambiano identità e attività che nascono e muoiono nel giro di stagioni, la bottega di Papoum resta. Una delle poche. Forse una delle ultime.
Un luogo fuori dal tempo, dove ogni oggetto ha un’origine, un processo, una storia.
Questa non è solo un’intervista. È un attraversamento dentro la vita di un uomo che ha scelto di restare artigiano quando tutto intorno spingeva a diventare altro.
Chi è Mauro Ballarini, in arte Papoum

Nome e cognome, per chi ancora non ti conosce?
“Mauro Ballarini.”
Sorride, come chi sa che quella è solo una parte della verità.
“Papoum… quello lo conoscono tutti.”
E infatti basta vedere un suo lavoro – una cintura, un borsello, un portachiavi inciso a fuoco – per capire. Papoum non è un soprannome: è un’identità.
Il valore del lavoro artigianale oggi
Sei famoso, allora?
“Sì… ma se fossi meno fissato con la qualità, probabilmente sarei famoso lo stesso.”
Nel 2026 la fama passa dalla velocità, dall’esposizione, dalla quantità. Mauro Ballarini no. Lui rallenta. Cura. Costruisce per far durare.
E questa, oggi, è quasi una forma di resistenza.
Dalla meccanica al cuoio: una storia nata per caso
Come nasce il tuo amore per il cuoio?
“Per caso.”
Mauro nasce metalmeccanico.
“Da piccolo smontavo motori. Ho fatto scuola meccanica, fabbrica, ufficio tecnico…”
Una strada lineare. Ma non sua.
“Era il lavoro per cui avevo studiato… ma non mi piaceva.”
Poi la svolta: lavori stagionali, esperienze diverse, fino all’incontro con un laboratorio artigianale.
“Facevo cose per me, per gli amici.”
Fino al giorno in cui tutto cambia:
“Mi hanno lasciato tutto. Attrezzi, clienti, materiale. Mi hanno detto: ormai è roba tua.”
Aveva 29 anni. Nessun piano industriale. Solo mani e visione.

Cosa fa Papoum nella sua bottega artigiana
Che cosa fai concretamente nella tua bottega?
“Qualsiasi cosa con il cuoio.”
Borse, cinture, borselli, accessori per moto e barche, finimenti per cavalli, riparazioni di selle.
Si definisce correggiaio:
“Le corregge sono le redini.”
Un mestiere antico, fatto di ago, filo e tempo.
“Ho fatto anche scarponi con tecniche del 1300. Tutto a mano.”

Riparare invece di buttare: una scelta controcorrente
Oggi cosa funziona di più?
“Riparazioni.”
In un mondo che butta via, lui aggiusta.
“Una fibbia costa un euro. Io ci metto un’ora. Quanto vale quell’ora?”
È qui che si gioca tutto: nella percezione del valore.
L’artigiano resiste. Non cresce, ma resta.
Una filosofia di vita fuori dal tempo
Come fai a restare in piedi?
“Io sono fortunato. Non ho un euro. Ma sono contento da bestia.”
Non è una posa. È una scelta.
“Quando arrivo qui sono contento. Quando torno a casa ancora di più.”
Hai parlato di una seconda vita…
“Sì. Il lavoro è una cosa. La vita è un’altra.”
Se ti bastano pochi soldi, cambia tutto:
“Lavori un’ora. Il resto vivi.”
La bottega come luogo di incontro
La tua bottega è anche un luogo di incontro?
“Sì.”
Musicisti, amici, vino, cibo.
“La chiamiamo godiola.”
Non è un evento. È vita vera.

Giovani, futuro e radici
I giovani sono davvero persi?
“I miei figli sono meglio di me alla loro età.”
Una generazione più aperta, più connessa, più pronta di quanto si racconti.
Quanto è difficile fare artigianato a Pesaro oggi
Quanto è difficile portare avanti una bottega artigiana nel centro storico di Pesaro?
“È difficile.”
Non solo per i costi, ma per la comprensione del valore.
“Il cuoio che uso io non esiste quasi più.”
Gli ultimi artigiani del centro storico di Pesaro
Ti senti uno degli ultimi artigiani rimasti?
“Siamo gli ultimi perché nessuno si prende la briga.”
Non è solo economia. È cultura.
E allora Papoum diventa qualcosa di più: una presenza, una resistenza, una scelta politica nel senso più puro del termine.
Dove trovare Papoum a Pesaro
Se qualcuno vuole trovarti?
“Sono chiuso il lunedì.”
La bottega segue i suoi ritmi. Senza algoritmi. Senza compromessi.
📍 Via Castelfidardo 108, Pesaro
Papoum non è un mestiere. È una scelta
Uscendo dalla bottega di Mauro Ballarini resta una sensazione difficile da spiegare.
Non è nostalgia. Non è malinconia. È consapevolezza.
Che esiste ancora un modo diverso di stare al mondo.
Che si può lavorare senza rincorrere.
Che si può vivere senza accumulare.
Che si può creare senza tradire.
Nel cuore di Pesaro, una delle poche botteghe artigianali rimaste tiene acceso un fuoco lento.
Papoum non è solo un artigiano. È una resistenza silenziosa.
E forse, proprio per questo, oggi è necessario più che mai.
Danilo Billi

