Pandolfi: «Presidio sanitario e sociale fondamentale. Regione e Ast garantiscano la soluzione e diano la giusta attenzione alle periferie»
L’assessore alla Salute a tutela del presidio
«Il medico di medicina generale è un presidio sanitario e sociale fondamentale per le comunità, soprattutto nei quartieri e nelle aree più periferiche. Un tema su cui la competenza è in capo alla Regione, chiamata a garantire risposte efficaci, ma che vede il Comune di Pesaro attivo nel rappresentare le esigenze del territorio, a partire dalle segnalazioni dei quartieri periferici, come quella sottoposta da “Borgo Santa Maria – Case Bruciate”» così l’assessore alla Salute Luca Pandolfi che ha voluto evidenziare la necessità presentata al Comune di Pesaro, anche dal Q8, rappresentato dal presidente Fabio Zaffini presenziando davanti alla sede “dismessa” del medico di base in strada delle Case Bruciate.
Negli ultimi anni si è registrato -come emerso anche durante la Conferenza dei sindaci provinciali- una riduzione dei numeri dei medici di medicina generale e una loro distribuzione non omogenea sul territorio provinciale, che ha portato alla conseguente chiusura di presidi periferici. È un tema che seguiamo da tempo e, insieme ad altri amministratori del territorio, è stato segnalato anche in Conferenza dei sindaci provinciale alla Regione e all’Ast, competenti in materia, la grave criticità, sentita localmente anche dai quartieri che confermano, con le loro continue segnalazioni, il disservizio».
L’assessore evidenzia come, a fronte di una riforma sanitaria regionale avviata nel 2022, «l’assetto delle nuove forme organizzative delle cure primarie, viene di fatto definito a partire dal Dgr 403 del 2025, quindi in pesante ritardo rispetto alle esigenze territoriali e per altro con una modalità non condivisa con il territorio».
«Quello che manca – prosegue Pandolfi – è un confronto strutturato sui temi della programmazione sanitaria a livello territoriale. Le scelte che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini devono essere condivise con gli amministratori locali, che conoscono bisogni e criticità delle comunità».
Nel frattempo, il Comune si è attivato su più livelli istituzionali. «Siamo entrati nell’organismo di rappresentanza della Conferenza dei sindaci – spiega – e porteremo anche in quella sede le istanze che arrivano dal territorio provinciale, a partire da quella di una distribuzione più equa dei medici di base».
L’Amministrazione ha inoltre richiesto da settimane un incontro con l’Azienda sanitaria territoriale, «al quale siamo ancora in attesa di riscontro», per affrontare in modo diretto il tema della copertura del servizio.
Uno dei nodi principali riguarda proprio i criteri di assegnazione dei medici. «Le zone carenti vengono individuate attraverso algoritmi – osserva Pandolfi – ma questo approccio non è sufficiente considerate le segnalazioni che ci giungono dai cittadini. Occorre tenere conto di una popolazione anziana, fragile, diffusa anche nelle aree periferiche in un territorio la cui estensione può rappresentare un problema nella erogazione di un servizio che deve essere garantito equo per tutti i cittadini. La concentrazione dei medici nelle zone già servite non garantisce equità».
Da qui la posizione dell’Amministrazione: «Condividiamo le istanze che arrivano dal Quartiere 8 e da altri territori. È necessario aprire una riflessione vera su come garantire una copertura omogenea del prezioso servizio svolto dai Medici di Medicina Generale: sono il primo presidio “sul campo” a diretto contatto con i cittadini e svolgono un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento della sanità territoriale».
L’obiettivo, ribadisce infine l’assessore, è chiaro: «Assicurare a tutti i cittadini lo stesso diritto all’assistenza sanitaria di base, indipendentemente da dove vivono. Su questo continueremo a insistere in ogni sede istituzionale».
Comune di Pesaro


