Gabicce: associazionismo, albergatori e turismo
Che a Gabicce ci siano contrasti e vedute diverse tra gli albergatori è un fatto noto, anche se parlare di faide mi sembra esagerato: è una parola grossa e neppure troppo lusinghiera per la categoria. Non credo possa essere accostata agli albergatori di Gabicce. Certamente è una parola che non fa parte del mio sentire personale: battagliero sì, polemico pure quando serve, schietto sempre; ma il termine faida non fa per me. Per quanto mi riguarda, avversari ce ne possono essere, nemici no.
L’Associazione Albergatori di Gabicce ha fatto le elezioni (su cui forse si potrebbe anche discutere, ma non ha grande importanza) e ha eletto il nuovo presidente: Paolo Amadei.
Il sottoscritto si era offerto di rendersi utile nella transizione, per un breve periodo predeterminato, vista la propria esperienza ma anche la propria storia di imprenditore in quel di Gabicce, per poi lasciare giustamente il posto al vice presidente designato, avendo già chiarito di non volerla guidare oltre. Ciò non è stato possibile per diversità di vedute, forse anche di interessi e per contrasti tra associati. Tant’è che, con diversi altri albergatori, abbiamo costituito una nuova associazione APS denominata “Albergatori per il Turismo”.
Questa nuova associazione, già oggi, ha circa il triplo degli associati di quella presieduta da Amadei. E il sottoscritto ne è stato eletto, momentaneamente, presidente. Siamo quindi certi che a Gabicce gli albergatori archiviano Serra?
Dunque, a Gabicce attualmente ci sono tre associazioni albergatori: Albergatori per il Turismo, Welcome To Gabicce e quella presieduta da Amadei, che è la meno rappresentata. Anche se tutte e tre hanno una loro dignità e ragione d’essere, non è certo una situazione ottimale e penso che vada fatto ogni sforzo, da parte di ciascuno, per superare e comporre questa divisione. Il presupposto non può che essere quello di un’attiva partecipazione di tutti i soci, altrimenti accadrà che pochi saranno costretti, loro malgrado, a gestire le associazioni, sicuramente in buona fede, ma senza il giusto e necessario coinvolgimento degli altri: occorre confrontarsi e chiarirsi, tutti.
Come ho detto qualche tempo fa, penso di aver dato negli anni il mio contributo a questa città, sia personale che economico. E come tutti gli imprenditori che si rispettino, ho preso e ho dato, perché un imprenditore deve saper prendere ma anche dare. E penso, pur con i limiti che ogni persona ha, di non aver dato poco a questa bella e a noi tutti cara cittadina.
In ogni caso, non va dimenticato che a Gabicce esiste già una realtà che unisce, anzi che deve o dovrebbe unire tanti se non tutti: è la società GAM Srl. I servizi che la società offre sono e dovranno continuare a rappresentare un vantaggio per tutti gli albergatori interessati, indipendentemente dalle vedute, dai contrasti e dalle diverse appartenenze associative. GAM vuole continuare a rappresentare uno dei fiori all’occhiello dell’economia della nostra città, uno strumento di sviluppo della locale economia alberghiera che, chiunque volesse, potrebbe utilizzare al meglio, in base ai propri interessi.
A margine di questo mio commento, parliamo anche di Varotti. Diversi associati ci segnalano la confusione creata dal nome della sua associazione con l’Itinerario della Bellezza. Altri evidenziano una concorrenza sleale nel suo comportamento. Altri esclamano che così facendo Varotti dimostra scarsa riconoscenza verso la Confcommercio. Che dire? Siamo consapevoli che, forse, potremmo muoverci per vie legali, ma preferiamo restare alla finestra, per il momento. Siamo la Confcommercio e riteniamo sia questa la via maestra.
D’altronde capita che anche i più duraturi rapporti contrattuali si interrompano, per varie ragioni tra cui quella di fare spazio, giustamente, ai giovani, altrimenti facciamo tanti bei discorsi che poi restano sulla carta. Il sottoscritto, pur essendo imprenditore privato, è consapevole dell’importanza che ha il giusto ricambio generazionale, anche per sé stesso. La Dott.ssa Agnese Trufelli ha tutte le carte in regola per seguire in modo brillante l’Itinerario della Bellezza: volontà, tenacia, capacità unita ad una sana modestia, empatia, capacità di ascolto e di confronto. Ha tutto il diritto di provarci e Confcommercio confida molto sulla sua giovane collaboratrice, ed è giusto che sia così.
Ancora una parola sull’Itinerario della Bellezza: idea nata anni fa quando Varotti era direttore (stipendiato in quanto tale), ma progetto esclusivo di Confcommercio, attuato grazie al nome e agli investimenti di Confcommercio e alla collaborazione di tanti nostri dipendenti. Ribadisco: progetto e marchio di Confcommercio, tant’è che Varotti, anche se soltanto dopo formale diffida, ha dovuto rinunciare alla già effettuata registrazione del marchio.
Angelo Serra

