Al centro del dibattito dell’aula anche le linee di indirizzo per il futuro PUG della città
INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
In apertura del Consiglio l’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi ha risposto all’interrogazione “Infiltrazioni d’acqua presso l’Auditorium” presentata dal consigliere Andreolli. Ha precisato Pozzi: «Appena ricevuta la segnalazione abbiamo immediatamente attivato i dirigenti di Aspes e i tecnici del Comune competenti che, nel giro di circa un quarto d’ora, erano all’Auditorium Scavolini per una verifica sul posto. È stato constatato che, nonostante in quel momento stesse piovendo, all’interno della struttura non era presente alcuna infiltrazione d’acqua. All’interno dell’Auditorium erano inoltre presenti strumentazioni ed attrezzature elettroniche di valore che risultavano perfettamente asciutte e in sicurezza». L’assessore ha poi invitato alla prudenza nelle comunicazioni: «Non intendo mettere in discussione quanto riportato dal consigliere, ma è necessario fare attenzione alle parole utilizzate. Affermare che “piove dentro una struttura” come l’Auditorium, che ospita una programmazione importante e investimenti dell’Amministrazione, può generare preoccupazioni non supportate da riscontri oggettivi e soprattutto allarmismi con conseguenze di diverso genere». Pozzi ha quindi aggiunto: «Le cause di eventuali episodi vanno verificate sul momento, anche ipotizzando fenomeni localizzati come infiltrazioni nei bocchettoni dell’aria o da un luminello o per epidosi da approfondire». E ancora, «Nei giorni successivi a quello della denuncia del consigliere, in occasione di ulteriori precipitazioni, sono stati effettuati nuovi sopralluoghi da parte dell’Amministrazione e del gestore Aspes, senza che emergessero ulteriori criticità o riscontri di infiltrazioni». «Ad oggi – ha concluso l‘assessore – non risultano evidenze di problemi strutturali o infiltrazioni attive. Ringrazio comunque il consigliere per l’attenzione posta. In caso di nuovi episodi, l’intervento sarà immediato per verificare e risolvere eventuali problematiche».
Il consigliere Andreolli per soddisfazione: «Se non sono stati riscontrate problematiche o criticità relative a quanto a me riferito fa piacere. Quando ci vengono segnalati dei fatti abbiamo l’obbligo di verificare se siano veri. Ho presentato un’interrogazione per verificare le ragioni e dare un segnale tangibile, senza intento di fare un danno alla città. Mi sento di dire che non ho detto nessuna cosa falsa, l’ho riscontrato di persona».
Il consigliere Dario Andreolli ha chiesto “Dismissione dei defibrillatori (Dae) nelle palestre comunali e scolastiche e richiesta di sostituzione a carico delle società sportive” tramite un’interrogazione a cui ha risposto l’assessora allo Sport Mila Della Dora, che ha detto: «Prima di entrare nel merito tecnico della questione, è doveroso ricordare che il Comune di Pesaro rappresenta un esempio virtuoso a livello nazionale nella cardioprotezione urbana, grazie alla collaborazione con la Croce Rossa Italiana e al contributo di associazioni, privati e realtà del territorio. In città sono presenti oltre sessanta defibrillatori pubblici, monitorati e mantenuti costantemente, con costi di gestione interamente sostenuti dall’Amministrazione, che garantisce controlli periodici e interventi rapidi. Dal punto di vista normativo, la legge stabilisce che l’obbligo di dotarsi e mantenere i defibrillatori per le attività sportive spetti alle società e associazioni sportive dilettantistiche che utilizzano gli impianti, non al Comune. La comunicazione inviata a febbraio aveva proprio lo scopo di informare le società della necessità di sostituire alcuni dispositivi ormai giunti a fine vita (10 anni), per ragioni di sicurezza e responsabilità, a seguito di verifiche tecniche effettuate. Considerata l’obsolescenza di questi strumenti salvavita, è infatti fondamentale non fare affidamento su tecnologie non più garantite. Per questo motivo, l’Amministrazione ha proposto una soluzione pragmatica: un acquisto condiviso tra le società che utilizzano gli stessi impianti, così da ridurre i costi. Il Comune, dal canto suo, continuerà a occuparsi della manutenzione e della gestione, alleggerendo le società dagli oneri tecnici ed economici nel lungo periodo. Questa proposta ha trovato ampia adesione: circa trenta società sportive hanno partecipato, permettendo l’acquisto di venti nuovi defibrillatori per altrettante palestre, con sostituzione prevista a breve. In conclusione, non si è trattato di una mancanza di programmazione, ma della necessità di aggiornare dispositivi arrivati al termine del loro ciclo di vita, nel rispetto della normativa vigente. La stragrande maggioranza delle società sportive ha accolto con favore questa proposta, apprezzando il ruolo di coordinamento dell’Amministrazione comunale. Spiace rilevare che un’unica realtà sportiva abbia preferito sollevare polemiche, ignorando il quadro normativo nazionale che la vedrebbe, in realtà, come prima responsabile della tutela della salute dei propri atleti. L’obiettivo del Comune resta quello di garantire la massima sicurezza al minor costo possibile per il mondo dell’associazionismo; continueremo su questa strada di gestione condivisa e responsabile».
Il consigliere Andreolli per soddisfazione: «Il progetto rappresenta un merito e un vanto per la città, ma non possiamo negare che la vicenda sia stata gestita in modo poco chiaro. L’intervento del Comune è stato tardivo e oggi non sono ben chiare le linee guida del protocollo istituito tra Comune e società sportive».
“Piantumazione e sostituzione delle jacaranda in viale Trieste e aree limitrofe” è stato l’oggetto dell’interrogazione a firma Andreolli su cui è intervenuto l’assessora alle Manutenzioni Della Dora. «L’Amministrazione comunale – ha detto – nell’ambito del progetto di riqualificazione del lungomare per “Pesaro 2024”, ha intrapreso una scelta di rinnovamento del patrimonio arboreo dettata da una duplice necessità: sostituire le tamerici danneggiate da eventi estremi e adattare il verde urbano alle nuove sfide del cambiamento climatico». «La scelta della jacaranda non è stata un azzardo estetico, ma una decisione supportata da evidenze del CNR e dell’Università di Firenze, volta a introdurre specie più resilienti alle alte temperature e capaci di favorire la biodiversità urbana, in particolare gli impollinatori». Sullo stato delle piante, l’assessora ha precisato: «Aspes monitora l’attecchimento delle 155 piante messe a dimora. Ad oggi, la percentuale di successo è pari all’87%. In ambito agronomico, una mortalità del 10-15% nei primi due anni è considerata fisiologica, specie in contesti urbani complessi». «Le sostituzioni effettuate non sono frequenti e costanti, ma rientrano nella gestione ordinaria di un intervento di queste dimensioni». Della Dora ha fornito alcuni dati puntuali: «Gli esemplari sostituiti o da sostituire sono circa il 13% del totale, pari a circa 20 piante su 155». «Le criticità non sono diffuse, ma localizzate in tratti particolarmente esposti alla salsedine e alla bora. In queste aree le piante mostrano una fase di stasi vegetativa, con un maggiore sviluppo del tronco rispetto alla chioma, tipica dei processi di adattamento a un nuovo ambiente». «La mancata fioritura nel primo biennio è un fenomeno naturale: la pianta concentra le proprie energie nello sviluppo dell’apparato radicale, anche grazie all’impiego di polimeri idrici innovativi». Sul piano economico e contrattuale, l’assessora ha rassicurato il Consiglio: «L’operazione è tutelata sotto il profilo economico. Esiste un accordo con la ditta fornitrice che copre le sostituzioni, con un periodo di garanzia esteso proprio per la natura sperimentale dell’essenza in questo microclima. Le sostituzioni degli esemplari non attecchiti non comportano costi aggiuntivi per l’Amministrazione o per Aspes, in quanto rientrano nelle clausole contrattuali. Gli interventi di manutenzione rientrano nel canone ordinario di gestione del verde pubblico». Della Dora ha affermato: «L’Amministrazione non ignora le segnalazioni dei cittadini, ma invita a una valutazione basata sui tempi della natura, che non coincidono con quelli della comunicazione politica. La jacaranda a Pesaro è un progetto di resilienza urbana». «Con pragmatismo, in vista della progettazione del ‘WaterCityFront’ di viale Trieste – ha concluso – valuteremo insieme ad ASPES se confermare la jacaranda in ogni tratto o se integrare le zone più esposte con essenze più rustiche, per garantire il miglior risultato senza spreco di risorse pubbliche».
Il consigliere Andreolli: «Mi unisco a quanto detto dall’assessora. Il progetto della protezione cardiaca avviato a Pesaro è di merito e do massimo valore. Proprio per questo non si può negare che la vicenda non si stata trattata in modo adatto, non c’è stata programmazione».
È stato poi il sindaco Andrea Biancani a rispondere all’interrogazione presentata dalla consigliera Anna Maria Mattioli sulla “Realizzazione dell’uscita d’emergenza per la riapertura al grande pubblico di Rocca Costanza”. Biancani: «Ringrazio la consigliera Anna Maria Mattioli per aver portato questo tema all’attenzione del Consiglio. Questo spazio rappresenta un elemento centrale per la città dal punto di vista turistico e culturale. Rocca Costanza è un luogo simbolico di grande valore, con forte potenziale per mostre ed eventi, ma le criticità strutturali, soprattutto legate alla sicurezza e all’adeguamento normativo, ne impediscono il pieno utilizzo», ha spiegato il sindaco. «Nel 2024, grazie a un accordo con l’Agenzia del Demanio, la Rocca è stata aperta parzialmente alle visite guidate, esperienza confermata anche nel 2025 e prevista nel 2026 dopo il passaggio di competenze alla Direzione Regionale dei Musei. Nel 2023 il progetto presentato dal Demanio è stato giudicato non idoneo dalla Soprintendenza. Ora spetta alla Direzione Regionale dei Musei definire una nuova proposta. Il nodo principale resta la realizzazione delle uscite di sicurezza, indispensabili per eventi e spettacoli. Stiamo facendo il massimo, ma la gestione è statale e, nonostante i fondi, manca ancora un progetto completo», ha aggiunto. Il sindaco ha ribadito il valore identitario del monumento e il suo potenziale culturale, sottolineando però che le criticità tecniche e procedurali, non dipendenti dal Comune, non consentono di definire tempi certi. «Senza interventi risolutivi tutto rischia di restare sulla carta: servono passi concreti dagli enti competenti per rendere la Rocca finalmente fruibile», ha concluso.
La consigliera Mattioli: «Ringrazio il sindaco per essersi attivato e per aver interceduto presso gli enti competenti. Avere 7 milioni di euro disponibili e non riuscire a spenderli da sette anni rappresenta una situazione di estrema gravità, che penalizza fortemente la città e coinvolge diversi enti, in particolare quelli del Ministero della Cultura. In altre città interventi analoghi sono stati realizzati e gestiti con efficacia. Occorre una chiara volontà politica da parte del Demanio, ma soprattutto del Ministero della Cultura, della Soprintendenza e della Direzione Regionale Musei, per arrivare alla presentazione di un piano di ristrutturazione complessiva della Rocca Costanza».
L’assessore alle Attività economiche Mattia Galeazzi, ha dato informazioni in merito alla “Collocazione dello storico mercato delle erbe” come richiesto dall’interpellanza presentata dal gruppo consiliare Fratelli d’Italia. Galeazzi ha detto: «Il Mercato delle Erbe resterà in via Gavardini: è una scelta chiara che sarà accompagnata da interventi concreti per migliorare la situazione attuale. Vogliamo superare le soluzioni temporanee realizzando strutture più stabili, decorose e funzionali, così da garantire migliori condizioni di lavoro agli operatori e un’accoglienza più adeguata ai cittadini. Questa decisione si inserisce nel più ampio progetto di riqualificazione del complesso del San Domenico, che diventerà un polo universitario e uno spazio per eventi nel cuore della città. In queste settimane abbiamo dialogato con gli ambulanti, ascoltando le loro esigenze per arrivare a una soluzione condivisa. Il nostro obiettivo è consolidare la presenza del mercato in centro e migliorarne qualità, funzionalità e decoro».
Sulla soddisfazione, la consigliere Boresta: «Temo che questa Amministrazione non abbia colto il valore che questo mercato ha per la città e i cittadini. A marzo di quest’anno è stato comunicato –mentre si parlava degli interventi sul San Domenico – che non avrebbe più trovato posto dentro il complesso; come fosse una scelta di poco conto. Così non è; è un mercato nato nel 1861 e da 150 anni è stato sempre collocato nella corte del San Domenico, luogo di vitalità e incontro che valorizza anche la filiera corta».
PROPOSTE DI DELIBERAZIONE
L’emiciclo ha approvato (24 voti favorevoli e 3 astenuti) la delibera sull’“Approvazione modifica art.9 Regolamento di Polizia urbana” presentata dall’assessora alla Sicurezza Sara Mengucci: «C’era necessità di regolamentare orari dedicati per le attività di cantiere più rumorose nei mesi estivi in modo esplicito la “zona mare”, riconoscendone la specificità e la forte vocazione turistica. Con questa delibera stabiliamo che dal 1° giugno al 31 agosto, e nei giorni feriali, saranno consentite esclusivamente attività dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. Si tratta di un intervento mirato che introduce una disciplina più puntuale nelle aree a maggiore presenza turistica, per ridurre i disagi nelle fasce orarie più sensibili senza interrompere le attività dei cantieri. L’obiettivo è garantire un migliore equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle delle attività turistiche e ricettive. Il percorso è stato condiviso e improntato alla collaborazione con le associazioni di categoria, ascoltando le esigenze degli operatori per arrivare a una soluzione equilibrata tra sviluppo economico e qualità della vita».
Gli interventi
Corsini: «Come componente della Commissione, desidero ringraziare l’assessora Mengucci, la dottoressa Muzzini e tutta la Commissione per il lavoro svolto. C’è stata un’ampia condivisione e si sono susseguiti incontri con le associazioni di categoria, che inizialmente avevano posizioni anche divergenti tra loro, fino al raggiungimento di una sintesi condivisa. A ottobre è previsto un nuovo incontro e auspico che la Commissione possa essere nuovamente coinvolta. Mi pongo come obiettivo la fine dell’anno per la conclusione del percorso».
Anniballi: «Tema che riguarda direttamente l’identità e l’economia della città: la tutela della vocazione turistica e balneare di Pesaro. L’estate 2025 ha reso evidente una criticità concreta legata alla presenza di cantieri edili in zona mare, che ha interferito con le attività presenti. Il nuovo articolo 9 risponde a questa esigenza con norme calibrate sulle specificità del patrimonio costiero. In particolare, il comma 3-bis introduce una fascia di protezione di 100 metri intorno alle strutture ricettive-alberghiere, prevedendo che nel periodo estivo i lavori più impattanti siano consentiti solo in una finestra temporale ridotta. Si tratta di una norma di buonsenso, che va nella direzione di garantire la piena fruibilità della città nei mesi di maggiore presenza turistica, evitando interferenze tra cantieri e attività ricettive. Apprezzo il metodo seguito e il percorso che ha portato a questa sintesi, portato avanti in modo collaborativo dagli assessorati coinvolti e dalle associazioni di categoria, all’interno di un tavolo di confronto che ha saputo mettere insieme esigenze diverse».
Marinucci: «È evidente che gli interessi in campo sono diversi: da un lato gli albergatori, dall’altro le imprese e i costruttori. Trovare un equilibrio non è semplice. Importante sottolineare chi rischia di pagare il prezzo maggiore di queste scelte: gli operai edili. Lavoratori che svolgono un’attività con una pausa obbligatoria su cui non percepiscono retribuzione: persone che, tra il tempo di andata e ritorno dal lavoro e le limitazioni operative nei periodi estivi e invernali, vedono ridursi in modo significativo le ore effettivamente lavorate».
T. Nobili: «Il Regolamento, all’articolo 9, viene modificato all’art. 9 esclusivamente per la parte della zona mare e per interventi entro la distanza di 100 metri dalle strutture ricettive. Non si tratta quindi di una penalizzazione generalizzata di tutti i lavori nella zona mare, ma di una regolazione mirata alle attività che possono incidere sull’esperienza dei turisti. La modifica, di fatto, tutela sia gli albergatori sia i lavoratori edili, perché interviene in un ambito specifico e con regole chiare, evitando interferenze tra cantieri e attività turistiche nei periodi di maggiore affluenza. Ringrazio la dottoressa Muzzini e tutti i commissari per il lavoro di confronto e condivisione svolto».
Mattioli: «Portare avanti questa variazione è un passaggio importante. Le imprese, sapendo che in determinati periodi dell’anno non possono eseguire interventi, potranno programmare i lavori su mesi diversi, con l’obiettivo di concentrare l’attività nei periodi invernali e liberare quelli estivi, evitando interferenze con la stagione turistica. Si è arrivati a questa sintesi dopo un confronto non semplice, superando posizioni iniziali differenti, fino a un accordo condiviso e recepito con serietà e senso di responsabilità».
Perugini: «Questo tipo di delibere danno una risposta a un tema molto preciso, ma allo stesso tempo evidenziano elementi significativi. Non si interviene su un regolamento, che è un documento molto rigido, se non c’è un’esigenza concreta da regolamentare. E se oggi si rende necessario intervenire, anche nel contesto storico e geopolitico attuale, è perché esiste un equilibrio da tutelare, quello tra attività economiche, investimenti e turismo, in una città che ha una forte vocazione in questo senso. È un segnale positivo e incoraggiante. La delibera conferma che la strada finora intrapresa è quella giusta, quella degli investimenti sul lungomare che stanno dando risultati. Si tratta di un lavoro complesso che ha portato a una sintesi condivisa. Ringrazio l’assessora e la comandante Muzzini per il lavoro svolto».
A seguire, l’assise ha affrontato la discussione ad oggetto “Illustrazione quadro conoscitivo e stato di attuazione del procedimento per l’approvazione del Pug” con l’esame degli ordini del giorno presentati dai gruppi consiliari.
Il primo ad esser stato presentato è stato quello di Fratelli d’Italia (respinto con 17 voti contrari, 9 favorevoli) per la “Valorizzazione delle aree destinate alle attività produttive – valorizzazione delle strade vicinali e dei sentieri – disamina di ogni quartiere cittadino e realizzazione cassa di espansione del Torrente Genica nel Piano Urbanistico Generale (PUG)”. Il consigliere Corsini ha detto: «Questo nuovo PUG dovrà essere un’occasione per tutti per riappropriarsi della città, dei suoi quartieri e dei borghi, conoscendo i servizi presenti ma soprattutto quelli mancanti, e verificando la presenza dell’Amministrazione come funzione sociale sul territorio. Stiamo assistendo alla vendita di edifici pubblici, con una conseguente riduzione del presidio territoriale. Già dalla predisposizione del documento programmatico del PUG deve essere previsto un cambio di passo nelle modalità di attuazione e realizzazione delle opere, indispensabili per la valorizzazione, la salvaguardia della città e il suo sviluppo futuro. In passato, spesso, queste opere sono state legate all’intervento dei privati attraverso la formula dello sconto degli oneri accessori. Un modus operandi che, nei fatti, non ha funzionato: penso alla bretella di Santa Veneranda e al parcheggio a servizio del borgo di Fiorenzuola di Focara». Cosini è passato a parlare delle aree produttive-industriali: «Il nuovo PUG dovrà valorizzare le aree esistenti tramite flessibilizzazione e premialità; questo per riqualificare immobili in disuso e fatiscenti. L’obiettivo è rigenerare le aree esistenti senza consumo di suolo». Un concetto che, «Non può diventare ostacolo allo sviluppo della nostra imprenditoria» ha aggiunto Corsini prima di ricordare che «il PUG dovrà avere come punto centrale lo sviluppo futuro della mobilità sia interna sia esterna al centro abitato, questo sia per decongestionare il traffico, sia per ridurne l’impatto ambientale». Su tale tema «risulta quindi indispensabile pensare ad un’area da destinare ad interporto». Infine, «il nuovo PUG dovrà garantire interventi per la difesa del territorio con opere per la prevenzione e la mitigazione del rischio idraulico con interventi a protezione degli assi fluviali del Foglia e di alcuni torrenti».
È seguito l’odg per gli “Indirizzi per la realizzazione di un Bosco Urbano nel Comune di Pesaro e per l’introduzione di strumenti urbanistici finalizzati a governare il rapporto tra infrastrutture viarie e tessuto urbano” presentato da “Pesaro Svolta” (respinto con 16 voti contrari, 10 favorevoli, 1 astenuti). La consigliera Marchionnil’ha così presentata: «La riflessione che abbiamo svolto come gruppo consiliare si è focalizzata su due direttrici particolari: l’attenzione ambientale e le infrastrutture. Poniamo attenzione su un tema serio, quello del cambiamento climatico, che si riversa anche sulle infrastrutture: non è più pensabile che, ad esempio, tubazioni costruite negli anni ‘50 riescano a reggere il carico dei cambiamenti climatici che oggi viviamo». E ancora: «occorre ripensare a tutti quei territori che verranno “investiti” dalle infrastrutture stradali che vedranno la luce nei prossimi anni». La consigliera ha sottolineato anche l’importanza del «confronto con le città vicine, come Urbino e Fano», ancora «chiediamo di individuare aree per la realizzazione di uno o più boschi urbani nel territorio, chiediamo che venga promosso un piano organico per l’incremento della superficie alberata coinvolgendo la città, poi l’attivazione per ottenere fondi statali e regionali. In tema urbanistico chiediamo, tra le altre cose, che venga valutata l’introduzione di specifici strumenti finalizzati a governare il rapporto fra infrastrutture viarie e tessuto urbano». Infine: «crediamo che questo odg può dare un contributo realistico per migliorare il futuro ambientale della città».
A firma del consigliere della Lega, il terzo ordine del giorno sul PUG presentato per dare “Indirizzi strategici per la rigenerazione urbana,il rafforzamento dell’offerta turistica, il miglioramento delle connessioni urbane centro-mare e la tutela del territorio agricolo” (respinto con 17 voti contrari, 9 favorevoli, 1 astenuti). Andreolli ha detto: «L’ordine del giorno è stato presentato per evidenziare quattro situazioni che mi stanno a cuore e sulle quali chiedo all’assessore e ai tecnici che stanno redigendo il nuovo Piano di prestare particolare attenzione anche nelle impostazioni delle linee strategiche. Tre di queste tematiche hanno una componente omogenea, legata alla storicità e alla destinazione urbanistica della zona mare e del centro storico. Il Comune ha oggi una capacità di intervento limitata sul centro storico. Negli ultimi vent’anni, come in molti centri storici italiani, si è assistito a uno svuotamento progressivo dei residenti, con conseguenze sociali ed economiche rilevanti, tra cui la riduzione del commercio di prossimità e minori investimenti privati sul patrimonio immobiliare. I vecchi PRG erano molto rigidi e rendevano complessi gli interventi di riqualificazione e ristrutturazione. Oggi, invece, sono stati introdotti strumenti più flessibili, come le premialità per il recupero e la maggiore elasticità sulle superfici accessorie. Non condivido l’idea di trasformare i centri storici in dormitori notturni: sarebbe uno svuotamento della loro identità e del patrimonio urbanistico. Per evitare questo rischio è necessario dotarsi di strumenti flessibili, che consentano investimenti e la trasformazione degli alloggi in abitazioni moderne, prevedendo al tempo stesso un piano della mobilità integrato con parcheggi e autorimesse a servizio del centro storico». Sull’asse centro-mare e sulla mobilità, «Ricordo che esistono tre principali collegamenti tra centro e mare: viale Marconi, viale Zara e viale della Repubblica, tutti carrabili. A mio avviso si può valutare la pedonalizzazione parziale di alcuni tratti. In questo senso, viale della Repubblica rappresenta l’asse più adatto per sviluppare un progetto. Dovrà essere studiato in modo organico e integrato, non come fatto su viale Marconi, dove si è intervenuti in modo non pianificato provando tutte le soluzioni possibili in pochi mesi». Per quanto riguarda le strutture ricettive esistenti, «Sarà necessaria una maggiore flessibilità degli usi e degli spazi, senza ridurre la capacità ricettiva, può aprire nuove opportunità di investimento. Si tratta di un percorso che comporta anche dei rischi, ma è necessario creare condizioni favorevoli affinché i privati possano intervenire: senza sostenibilità economica gli investimenti non si realizzano». Infine, «Il punto che considero più rilevante riguarda il territorio agricolo. Negli ultimi anni si è consentito un impatto significativo legato agli impianti fotovoltaici. All’interno del PUG chiedo che, nei limiti delle normative vigenti, vengano introdotte forme di tutela del suolo agricolo e criteri urbanistici che limitino il consumo di suolo nelle aree agricole, salvaguardando le superfici produttive e il valore paesaggistico. È inoltre necessario definire indirizzi che privilegino l’installazione di impianti fotovoltaici su superfici già urbanizzate o compromesse, come aree produttive e parcheggi, estendendo tale principio anche alle aree produttive».
L’insieme di tutti i gruppi di maggioranza ha portato il quarto ordine del giorno, quello sugli “Indirizzi per la redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG)” (18 voti favorevoli, 9 contrari), illustrato dal consigliere Perugini: «Questa è un’occasione per fornire indirizzi chiari che ci permettano di costruire il PUG insieme» ha esordito il consigliere. «Il percorso che il PUG ci chiede di intraprendere – ha detto – e che questa Amministrazione ha già adottato come principio politico, è quello di privilegiare gli interventi su aree già urbanizzate. In passato ci sono stati numerosi interventi di conversione di terreni agricoli e previsioni edificatorie che, in molti casi, non si sono mai attuate. Questo non ha generato gli oneri previsti e dimostra che alcune scelte, a distanza di venti o trent’anni, non sono più attuali. Oggi, invece, andiamo nella direzione indicata dal PUG, più sostenibile e orientata alla valorizzazione di spazi e comparti sotto-utilizzati: una linea che deve essere rafforzata all’interno del Piano». «Abbiamo già a disposizione diversi strumenti che possono essere integrati e strutturati nel nuovo PUG. Penso agli interventi di riqualificazione pubblico-privata e ai grandi contenitori culturali a cui stiamo dando nuova vita, che stanno diventando veri moltiplicatori di rigenerazione urbana, capaci di innescare processi economici e sociali importanti. Su questo fronte è necessario soffermarsi su esperienze come il recupero e la rifunzionalizzazione di Palazzo San Domenico, Palazzo Ricci, dell’ex Bramante e di Villa Marina, che ospiteranno funzioni nuove di interesse collettivo, sociale e imprenditoriale». «La valorizzazione del centro storico va pensata con la stessa attenzione anche per le aree collinari e i borghi. Quando diciamo di rafforzare la qualità e la continuità della città pubblica, con più verde urbano, più spazi collettivi, percorsi sostenibili, attrezzature di quartiere e interventi diffusi anche nelle periferie, parliamo esattamente di questo modello di città». «Abbiamo inoltre strumenti come il PUMS e il PEBA, che potranno integrarsi nel PUG e contribuire a costruire una strategia più ampia di mobilità sostenibile e accessibile, rafforzando quanto già avviato». Infine, «Lo sviluppo urbano delle frazioni e delle aree periferiche deve diventare un principio centrale del PUG. È una richiesta che arriva dai cittadini, dai servizi e dalla storia stessa del territorio. Migliorare la qualità della vita nelle periferie significa rendere l’intera città più forte, più equilibrata e più capace di affrontare le sfide dello sviluppo e della qualità della vita».
L’ultimo ordine del giorno sul tema, porta la firma del consigliere Bartolomei e tratta del “PUG: una città che rigenera, connette, tutela e include” (approvati all’unanimità con 27 favorevoli). Ha detto: «Oggi non stiamo discutendo semplicemente di urbanistica: stiamo parlando di come vogliamo che sia Pesaro tra venti o trent’anni. Il Piano Urbanistico Generale non è solo un atto tecnico, ma una scelta politica nel senso più alto del termine: è la fotografia della città che siamo e, soprattutto, il disegno della città che vogliamo diventare. Da qui nasce una domanda semplice: che città vogliamo? Che continua ad espandersi o che sceglie di rigenerarsi? Negli ultimi decenni lo sviluppo è stato guidato dall’espansione e dal consumo di suolo. Oggi, però, il contesto è cambiato: sono cambiate l’economia, la società, le esigenze abitative e le condizioni climatiche. Continuare a usare le risposte di ieri per i problemi di oggi sarebbe un errore. Il futuro di Pesaro deve essere nella rigenerazione urbana: recuperare ciò che già esiste, valorizzare gli spazi inutilizzati, restituire vita a edifici e aree degradate, senza continuare a consumare nuovo suolo, che è una risorsa limitata e non riproducibile. Al centro di questa visione ci sono le persone. Il tema della casa è oggi cruciale: sempre più giovani e famiglie faticano a trovare soluzioni abitative accessibili. Il PUG deve quindi diventare anche uno strumento di politica abitativa, capace di promuovere edilizia accessibile, sociale e il recupero degli immobili esistenti, per garantire una città inclusiva e vivibile. Fondamentale è anche il ruolo del centro storico, che deve rimanere un luogo vissuto e non solo visitato, preservando l’equilibrio tra turismo, residenza e commercio di prossimità. Allo stesso modo, i quartieri devono essere rafforzati attraverso servizi, spazi pubblici e presidi di comunità, in una logica di città policentrica e di prossimità. La rigenerazione riguarda anche le aree produttive, che devono evolversi in chiave sostenibile e innovativa, sostenendo lo sviluppo economico senza nuovo consumo di suolo. Parallelamente, va tutelato il paesaggio, che rappresenta un valore identitario, culturale ed economico. Infine, il PUG deve affrontare con decisione la sfida climatica, promuovendo più verde urbano, efficienza energetica e una gestione sostenibile delle risorse. Accanto a tutto questo, servono regole chiare e tempi certi, per garantire trasparenza e fiducia. Questo ordine del giorno non entra nei dettagli tecnici, ma indica una visione: una Pesaro che rigenera, che tutela, che include e che guarda al futuro con responsabilità».
DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI 5 ODG
Il consigliere Malandrino ha sottolineato: «Siamo stati costretti ad assemblare in un unico ordine del giorno diverse tematiche; cercherò quindi di sintetizzare al massimo una questione fondamentale per la città di Pesaro. Chiediamo che il PUG prenda in considerazione anche la situazione del torrente Genica, un corso d’acqua classificato a rischio idraulico molto elevato (R4). Non si tratta di una definizione astratta, ma di una realtà che negli anni, anche recenti, ha causato esondazioni nelle zone di Muraglia e Loreto, con allagamenti, disagi economici e danni per famiglie e attività. Alla luce di questo quadro, riteniamo non sia più accettabile non prevedere la realizzazione della cassa di espansione tra il parco Scarpellini e il cimitero di Loreto: un intervento già pianificato e studiato, ma mai realizzato. Il vigente PRG prevede inoltre ulteriori possibilità edificatorie e il quartiere è destinato a crescere, con il rischio di aggravare la situazione se non si interviene in modo strutturale. Molte città italiane dimostrano che interventi di questo tipo sono possibili. Per questo chiediamo che venga inserita nel PUG la realizzazione della cassa di espansione del Genica, senza ulteriori rinvii».
Marinucci: «Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi, ma temo che si tratti di grandi promesse a cui seguiranno pochi risultati concreti. Nel 1980 Pesaro contava circa 90mila abitanti; dopo quasi mezzo secolo la crescita è stata limitata, intorno al 5-6%, ma nel frattempo è cambiato profondamente il modo di costruire, con una diffusione sempre maggiore di abitazioni a schiera, sia in città sia nei centri limitrofi. Si parla di ridurre il consumo di suolo, ma nei fatti si continua a intervenire su terreni agricoli e fertili, come avviene da anni. Questo è un elemento su cui dovremmo riflettere con maggiore coerenza». Il consigliere ha commentato anche la diffusione degli impianti fotovoltaici: «Sono in costante aumento ed è preoccupante vederli crescere senza una visione complessiva. Mi auguro di sbagliarmi, ma ho il timore che, nonostante le buone intenzioni, anche questo Piano regolatore possa non produrre i risultati attesi».
Boresta: «Queste linee di indirizzo rappresentano un primo, concreto passo verso la redazione del nuovo PUG. Si tratta di basi importanti, che delineano un orizzonte strategico per il futuro della nostra città, rendendola sempre più vivibile, moderna e sostenibile. Per questo motivo, come consiglieri di opposizione, abbiamo richiesto un momento di confronto in Consiglio comunale, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto in termini di proposte e idee. Il nuovo PUG non potrà prescindere da un percorso di rigenerazione architettonica, che dovrà comunque tenere conto dei tratti storici e identitari della città. È inoltre necessario prevedere strumenti capaci di favorire la nascita di strutture aggregative e presìdi territoriali, come ad esempio una fattoria didattica all’interno del Parco Miralfiore. In sintesi, il nuovo PUG rappresenta una grande occasione per valorizzare le bellezze del nostro territorio e, al tempo stesso, preservarne i valori storici».
Lugli sulla proposta dei Boschi urbani avanzata dalla consigliera Marchionni, «che approvo e sottoscrivo, evidenzio sia trovo troppo generica. Faccio alcune considerazioni che ritengo utili alla causa». «Quando parliamo di boschi urbani, a mio avviso manca una visione più ampia che includa anche le aree umide, indicate nella cosiddetta ottica di “città spugna”; sono strumenti capaci di contrastare gli effetti degli eventi climatici estremi. Si tratta di interventi che permettono di raccogliere l’acqua meteorica in eccesso, trattenerla e rilasciarla in modo graduale, creando allo stesso tempo spazi verdi di qualità e habitat per diverse specie faunistiche. Allo stesso modo, è importante valorizzare il tema delle pavimentazioni permeabili, già adottate in alcune recenti realizzazioni comunali: se diventassero un elemento strutturale del PUG, potrebbero esprimere al meglio la loro funzione . Infine, va considerato anche il tema dell’ombreggiatura dei parcheggi, un ambito su cui esiste già una sensibilità diffusa e conoscenze consolidate, da sviluppare all’interno del Piano».
Redaelli: «Sulle aree umide mi permetto di ironizzare sulle parole del collega Lugli che, in linea teorica, mi trovano anche d’accordo. Oggi, però, abbiamo già aree umide anche in contesti recenti, come nel nuovo polo “Il Faro” di Soria e nello sgambatoio realizzato nell’area del porto». Entrando poi nel merito della discussione, il consigliere ha aggiunto: «Gli aspetti su cui si potrebbe intervenire sono molti, ma parto da un elemento di base. Nell’ultimo Consiglio, durante l’illustrazione dello stato dei lavori, è stato presentato il corredo di planimetrie su cui si fonda lo studio del PUG, ed è proprio su questo che rilevo una criticità. Se ci si basa esclusivamente sui mappali e non su dati numerici, ad esempio quelli relativi ai flussi, diventa difficile prevedere l’evoluzione della città nel tempo. L’assenza di questi elementi limita la capacità di cogliere la dinamicità urbana e rappresenta, a mio avviso, un problema significativo. Per questo rivolgo un invito all’Amministrazione: siamo ancora in una fase iniziale ed è quindi il momento di dotarsi di strumenti aggiornati e adeguati. Un altro elemento che oggi manca è quello degli studi di settore verticali, necessari per comprendere in modo più approfondito i servizi e le infrastrutture connesse. In assenza di questi strumenti, il rischio è quello di non avere una visione completa e strutturata dello sviluppo della città. Mi soddisfa il fatto che il coinvolgimento sul PUG sia partito sin da subito; occorre però rendere strutturale questa modalità, attivando una forma permanente di progettazione urbanistica partecipata».
Bernardi: «Ringrazio il sindaco e l’assessore per aver attivato un percorso partecipato sul PUG, aperto a tutta la città, su un tema così rilevante. Abbiamo presentato un documento unitario che rappresenta la visione condivisa di tutti i gruppi di maggioranza: l’idea di una città che si rinnova senza perdere la propria identità. Una città con una forte vocazione sociale, che intendiamo tutelare e valorizzare attraverso un equilibrio tra interesse pubblico e privato, capace di garantire sviluppo economico e, allo stesso tempo, coesione tra le diverse componenti della comunità, insieme a politiche per l’abitare e un accesso sempre più equo ai servizi. In questa prospettiva è fondamentale lavorare sulla valorizzazione dell’identità di Pesaro, anche attraverso il recupero di spazi strategici come l’ex ospedale di Muraglia e altri edifici della città. L’obiettivo è costruire una città che metta al centro la qualità della vita dei cittadini, più sostenibile, più efficiente dal punto di vista energetico e più inclusiva. Ci sono inoltre battaglie che devono continuare a vederci impegnati, come quelle legate al PEBA: il tema dell’inclusività e dell’accessibilità deve restare una priorità costante».
Mariani: «Tutti gli interventi fatti sono giusti. Il territorio di Pesaro è vasto, la sfida deve essere trovare soluzioni per rendere omogenee queste aree. La città è partita da tanto tempo con la politica del costruire sul costruito, con delibere sulla flessibilità. Il Pug deve rendere più snelle queste procedure, per poter dare anche alle aree collinari la possibilità di recuperare manufatti».
Andreolli: «Ho letto con grande attenzione tutti gli ordini del giorno e devo dire che, in molte parti, mi trovo d’accordo, perché richiamano principi generali che meritano di essere affrontati. In particolare, emergono due questioni legate alle trasformazioni urbanistiche connesse ai due poli sanitari, quello nuovo e quello attuale, destinati rispettivamente a entrare in funzione e a svuotarsi. L’intera area di Muraglia sarà interessata da cambiamenti rilevanti. Si potrebbe, per certi aspetti, paragonare questa situazione a quella di Torrette, dove la presenza dell’ospedale ha contribuito alla nascita di un vero e proprio quartiere, con un significativo valore immobiliare e uno sviluppo residenziale ed economico. Nel caso di Muraglia, tuttavia, si interviene su un quartiere già consolidato. Per questo ritengo necessario avviare una riflessione complessiva finalizzata alla riqualificazione e valorizzazione dell’intera area». Il consigliere ha poi aggiunto: «Zone come il centro storico possono tornare ad essere abitate solo se adeguatamente dotate di parcheggi e garage, anche in funzione di una mobilità sostenibile, inclusa quella ciclabile. È quindi necessaria una riflessione approfondita, che garantisca una maggiore flessibilità negli utilizzi del suolo». Infine, sul tema dei collegamenti, ha osservato: «Può sembrare un aspetto secondario, ma non lo è. Nel corso degli anni è stato oggetto di studi e riflessioni, senza però arrivare a una visione realmente integrata. Viale della Repubblica è stato riqualificato intorno al 2008, l’area dell’Auditorium è stata oggetto di interventi più recenti, mentre piazzale Innocenti rappresenta oggi soprattutto una zona di transito, ma con grandi potenzialità. Per questo invito l’Amministrazione a ragionare su questi tre assi in modo coordinato ma soprattutto sarebbe opportuno ragionarci insieme».
Anniballi: «Il PUG ci pone davanti a una domanda fondamentale: che città vogliamo essere tra vent’anni? La risposta passa dal centro storico e dal rapporto con il mare. Pesaro ha una caratteristica rara: un asse che collega la città antica all’Adriatico, una risorsa straordinaria che va mantenuta viva, vissuta e attrattiva. Il PUG deve affrontare con decisione il tema dello spopolamento del centro: non possiamo accettare palazzi storici e negozi vuoti. Servono politiche concrete di rigenerazione urbana, che incentivino il recupero del costruito, un mix tra residenza e commercio di prossimità e una maggiore qualità degli spazi pubblici, per rendere il centro vivibile tutto l’anno. Il tessuto commerciale è fragile ma strategico: ogni serranda abbassata è una perdita per la città. Il PUG deve quindi sostenere la permanenza e il rinnovo delle attività, favorendo la diversificazione funzionale, contrastando il turismo solo stagionale e creando condizioni che incentivino nuovi investimenti».
Alessandroni: «Abbiamo messo tutti molto cuore su questo argomento, perché disegnerà il volto della città per i prossimi decenni. Gli strumenti del passato non sono più sufficienti, quindi il PUG deve restituirci una città prossima, sostenibile e resiliente, ben collegata alle altre e con una qualità della vita che sia un diritto di tutti. Il PUG deve ricucire il rapporto tra le eccellenze del polo urbano e le ricchezze dei nostri borghi e aree periurbane».
Biancani: «Questo è un momento particolarmente importante: elaborare un nuovo PUG significa pensare, immaginare e disegnare la città del futuro, tenendo conto delle esigenze che emergeranno. È ormai chiaro a tutti che i temi ambientali sono centrali, così come quelli legati al verde e alla sostenibilità. È quindi necessario proseguire con determinazione in questa direzione, affinché si radichi sempre più una cultura diffusa della sostenibilità. In questo senso, basta pensare a quanto fatto quasi trent’anni fa con il Parco San Bartolo: se allora non si fosse intrapresa quella scelta sostenibile, di valorizzare il verde, la flora e la fauna del parco, oggi probabilmente avremmo aree edificate al posto di uno dei patrimoni naturali più preziosi del nostro territorio». Entrando nel merito del PUG, il sindaco ha aggiunto: «Il mondo è profondamente cambiato e questa trasformazione ci impone di costruire un piano flessibile, non rigido, capace di adattarsi nel tempo. Non possiamo pensare a uno strumento che disciplini tutto in modo statico: è necessario lasciare margini di evoluzione, anche per rispondere alle esigenze delle imprese e di chi sceglie e sceglierà di investire nella nostra città nei prossimi anni». Sulla zona centro-mare, ha precisato: «Condivido quanto evidenziato dal consigliere Andreolli. L’Amministrazione sta già lavorando con attenzione su alcuni assi strategici come quello della Palla di Pomodoro e di viale della Repubblica; l’asse via Castelfidardo – giardini di viale Zara; e il collegamento tra il Corso, piazzale I Maggio e via Marconi, per il quale è già stato presentato un progetto di riqualificazione. Per quanto riguarda il complesso del Bramante, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, l’intervento è attualmente sospeso a causa di un ricorso. Parallelamente, anche grazie a bandi regionali e nazionali, stiamo portando avanti progetti di riqualificazione dei borghi e abbiamo scelto di non autorizzare la realizzazione di due nuovi supermercati nelle aree della città per sostenere il commercio di prossimità». Infine, sul tema dell’edilizia sociale, ha concluso: «Stiamo definendo un accordo con ERAP per l’assegnazione degli alloggi disponibili intervenendo concretamente anche su questo fronte. Continueremo lungo questa linea di confronto e condivisione: nei prossimi mesi presenteremo al Consiglio il documento programmatico del PUG, recependo anche le integrazioni che saranno approvate oggi. Siamo all’inizio di un percorso lungo, ma importante: siamo tra i primi Comuni ad averlo avviato e siamo convinti di poter continuare a progettare il futuro della città insieme».
L’assessore Nobili per le conclusioni: «Ho cercato di sintetizzare tutti gli spunti emersi oggi. Il nuovo PUG dovrà essere in grado di programmare la città dei prossimi 30 anni, con una visione chiara ma al tempo stesso dinamica, senza perdere l’identità e i valori del nostro territorio. Sarà uno strumento moderno, flessibile e concreto, capace di tenere insieme sviluppo, sostenibilità e qualità urbana, rispondendo ai cambiamenti della società senza compromettere il valore del territorio. Il percorso del PUG è già entrato nel vivo nei mesi scorsi: a fine marzo sono stati presentati i documenti e gli studi necessari per l’elaborazione del documento programmatico, frutto di un ampio lavoro di confronto tra i tecnici incaricati, l’Amministrazione comunale, i quartieri e i principali stakeholder del territorio. La seduta odierna rappresenta un ulteriore momento di discussione, in cui il Consiglio comunale ha potuto esprimersi attraverso mozioni che saranno valutate come integrazioni e indirizzi utili alla definizione del documento finale. Emerge con forza la scelta di puntare sulla rigenerazione urbana e sul riuso del costruito, limitando il consumo di nuovo suolo e valorizzando il patrimonio esistente. Una visione che supera il modello dell’espansione e guarda a una città che si trasforma e si rinnova attraverso il recupero degli spazi e degli edifici già presenti. La pianificazione dovrà integrare in modo coerente ambiente, mobilità, servizi, sviluppo economico e qualità dell’abitare, con l’obiettivo di migliorare concretamente la vita nei quartieri e nel centro urbano. Si tratta di un lavoro progressivo e condiviso, che consentirà di arrivare a un documento definitivo ancora più solido e rappresentativo delle esigenze della città. Vogliamo un piano che non sia astratto, ma capace di tradursi in scelte riconoscibili e interventi concreti, a partire dagli ambiti già individuati come strategici per la riqualificazione urbana. Il PUG terrà conto dello sviluppo territoriale e della competitività, contribuendo a rafforzare l’attrattività della città, valorizzando in modo integrato ambiente, cultura e servizi. Particolare attenzione sarà dedicata alla qualità della città pubblica: più verde urbano, più alberi, spazi collettivi, servizi di prossimità e interventi diffusi anche nelle periferie, già avviati negli ultimi due anni, insieme allo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile e accessibile, integrata con le reti esistenti. Tra gli obiettivi centrali figurano inoltre il rafforzamento della rete ecologica urbana, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio e la promozione di uno sviluppo economico innovativo e sostenibile. Il PUG dovrà garantire un equilibrio tra tutela e sviluppo, valorizzando il centro storico, le aree collinari e i borghi, sostenendo il commercio di prossimità, le esigenze delle imprese, il turismo e la qualità dell’abitare, con un’attenzione particolare alla coesione sociale e all’accessibilità». Sul percorso amministrativo, l’assessore Nobili ha precisato: «Sulla base delle integrazioni emerse nel corso dei mesi, sia da parte dei soggetti coinvolti nel percorso partecipativo sia attraverso i contributi del Consiglio comunale, si procederà alla definizione delle linee di indirizzo programmatico. Il documento approderà quindi in Consiglio comunale nei prossimi mesi per i successivi passaggi di approvazione. Successivamente si aprirà il confronto con gli enti sovraordinati attraverso la Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale (CeVI), come previsto dalla normativa regionale. Al termine di questo percorso sarà possibile arrivare alla redazione del nuovo piano, con un orizzonte temporale che guarda al 2027. Il Piano Urbanistico Generale dovrà essere in grado di programmare la città dei prossimi 30 anni, con una visione chiara ma allo stesso tempo dinamica, capace di accompagnare le trasformazioni e cogliere le opportunità, senza perdere l’identità e i valori del nostro territorio».
Marchionni ha proposto di valutare l’ipotesi di scrivere una risoluzione d’aula «da poter votare nelle prossime sedute per non sprecare il lavoro fatto durante la giornata e lavorare a un testo unitario considerato che i contenuti proposti nei vari ordini del giorno sono analoghi».
Bernardi: «Ringraziamo la consigliera Marchionni per la proposta, ma riteniamo necessario mantenere separati i documenti in fase di votazione, poiché come maggioranza ci siamo impegnati a presentare un documento unitario, coerente con la nostra visione di città».
Comune di Pesaro

