Salute mentale

Luca Pandolfi

Pandolfi: «Sul Progetto Sollievo la Regione torna indietro di 50 anni; snatura un modello d’eccellenza spostandolo dal sociale alla sanità»

L’assessore alle Politiche sociali e presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1 interviene sulla proposta di legge in discussione in Commissione regionale: «Trasferire la titolarità al sistema sanitario significa togliere centralità alle persone e alle famiglie». Mercoledì sarà al convegno “Sempre più sanitario, sempre meno sociale”

«La proposta della Regione Marche sul Progetto Sollievo rappresenta un passo indietro gravissimo, che rischia di compromettere un modello sociale costruito in oltre vent’anni di lavoro sui territori». Così l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Pesaro, Luca Pandolfi, interviene nuovamente sul disegno di legge che tornerà sui banchi della Regione con l’appuntamento di mercoledì in Commissione.

«Si ripropone – evidenzia Pandolfi, anche presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1 – lo spostamento della titolarità del Progetto Sollievo dagli Ambiti Territoriali Sociali al Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria territoriale; un tema sul quale il Comune di Pesaro si era già espresso negativamente un anno fa. Non è una questione tecnica, ma una scelta politica precisa: trasformare un progetto sociale in un servizio a prevalenza sanitaria».

Un cambio di impostazione che l’assessore giudica «profondamente sbagliato: il Progetto Sollievo nasce per lavorare sulla dimensione sociale della salute mentale, sull’inclusione, sulla qualità della vita delle persone e sul sostegno alle famiglie. Portarlo dentro il perimetro sanitario significa snaturarlo».

Secondo Pandolfi, «si tratta di un arretramento culturale prima ancora che organizzativo. Si torna indietro di decenni, verso una visione della salute mentale che rischia di allontanarsi dai territori e dalle comunità, proprio mentre i bisogni crescono e diventano sempre più complessi».

Alla base della scelta regionale, aggiunge, «c’è anche la volontà di accentrare la gestione delle risorse, sottraendola agli Ambiti che in questi anni hanno dimostrato capacità, competenza e vicinanza ai cittadini. Ma così si crea una frattura tra chi conosce i bisogni e chi prende le decisioni».

L’assessore ribadisce quindi la posizione già espressa nei mesi scorsi: «Difendere il Progetto Sollievo significa difendere un modello che mette al centro la persona, le relazioni e la comunità. Le famiglie hanno bisogno di servizi integrati, non di una sanitarizzazione che rischia di semplificare problemi complessi».

Il valore dell’approccio sociale ed umano in tema di salute mentale sarà anche al centro del convegno in programma mercoledì 15 aprile, alle ore 16:30, all’Auditorium Montani Antaldi di Pesaro, dal titolo “Sempre più sanitario, sempre meno sociale. Verso la riapertura dei manicomi?”, promosso dalle cooperative sociali T41A e T41B, che festeggiano quest’anno il 50° anniversario dalla loro costituzione e che «ringraziamo perché da sempre in prima linea, anche –come in questo caso- portando il tema nel dibattito dell’opinione pubblica. Quella di mercoledì – sottolinea Pandolfi – sarà un’importante occasione di confronto su cosa sta accadendo oggi nel sistema della salute mentale e sulla direzione che vogliamo prendere».

«Oltre agli organizzatori, ringraziamo anche i relatori che saranno presenti – conclude Pandolfi – è fondamentale mantenere alta l’attenzione per non disperdere un patrimonio di esperienze e competenze costruito negli anni, che rappresenta un punto di riferimento per le nostre comunità».

Comune di Pesaro

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