Enrico Paolini Amarcord

ENRICO PAOLINI Amarcord, sabato 31 gennaio 2026, si è svolto l’evento organizzato da Dario Corsi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale al Museo della bicicletta ubicato nei sotterranei di Palazzo Gradari in Via Rossini. Il ciclista pesarese, maglia rosa per tre giorni al Giro d’Italia 1971, è stato ricordato con un bel cortometraggio di circa 50 minuti realizzato dall’architetto Marcello Franca che ha emozionato tutti i presenti a cominciare dal sindaco Andrea Biancani e il suo vice Daniele Vimini. Un caleidoscopio di immagini, filmati inediti, interviste di persone che l’hanno conosciuto, soprattutto quelle di Santa Maria delle Fabbrecce, il quartiere dove è nato “Rico”. Il cambio della maglia, nella carriera professionistica, non si è mai prospettato per Enrico Paolini, corridore fondista e dotato di un ottimo spunto in volata, che ha corso dal 1969 al 1979 con la maglia bianco-nera della SCIC di Viarolo di Parma. Persona seria, educata, umile e talentuosa, più volte campione d’Italia e due posti d’onore con qualche rimpianto: il Giro di Lombardia 1975 dietro Francesco Moser e la seconda piazza alle spalle di Sergio Santimaria nella Gran Fondo MILANO-ROMA di 660 chilometri. Il 23 giugno 1974 la nazionale italiana di calcio veniva eliminata dalla Polonia al campionato del mondo in Germania Federale, ma nello stesso giorno Enrico Paolini vinceva la classica MILANO-VIGNOLA aggiudicandosi il campionato italiano di ciclismo su strada (il secondo consecutivo). A Santa Maria delle Fabbrecce era comunque festa, da lì partivano cortei di tifosi in sella alle moto con la bandiera tricolore al vento e la foto del loro campione, un corridore che in carriera ha saputo mettere la sua ruota davanti a gente come Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck e Feliced Gimondi.

MASSIMO MAGI

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