Tutto quello che c’è da sapere sulla Dengue

Sono 625 i casi di Dengue che si sono sviluppati in Italia nel corrente anno 2024, fino all’8 ottobre. La scorsa settimana erano 572. Come è noto il focolaio di maggiori dimensioni è stato localizzato nelle Marche, dove si concentrano 124 casi a trasmissione locale. A seguire l’Emilia Romagna con 36 casi, la Lombardia con otto e la Toscana con due, entrambe queste ultime infezioni sono collegate al focolaio delle Marche. Infine, Veneto e Abruzzo hanno rispettivamente segnalato al sistema di sorveglianza nazionale ciascuna con un singolo caso autoctono, I dati sono emersi dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità. I casi importati, ovvero associati a viaggi all’estero, sono 452, 10 in più della scorsa settimana.

Sotto i riflettori in particolare la situazione delle Marche, che ha contribuito a far impennare i casi del mese di settembre, in cui si è toccata una punta record rispetto agli anni passati. Anche se nel bollettino si precisa che nel focolaio principale in provincia di Pesaronon ci sono stati nuovi casi nell’ultima settimana (con inizio sintomi dal 2 all’8 ottobre). “Questo segnale di riduzione significativa del numero di nuovi casi d’infezione sarà verificato e confermato nelle prossime settimane”, ha puntualizzato l’Iss. Restano le dimensioni di questo focolaio che si concentra con 121 casi, tutti sintomatici e con identificazione del virus Dengue di tipo 2 (Denv-2), in un singolo comune della regione, Fano. È stato poi identificato il virus Dengue di tipo 2 anche nel focolaio più contenuto dell’Emilia Romagna. Mentre in Lombardia è stato rilevato il virus Dengue di tipo 1 (Denv-1).

L’età media dei casi segnalati quest’anno in Italia è di 44 anni, metà dei contagiati è di sesso maschile e metà femminile, ha analizzato l’Iss, e non è stato al momento segnalato nessun decesso legato alla malattia. L’incidenza più elevata dei casi si registra nella fascia d’età 21-43 anni.

Informazioni sulla dengue

Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) e viene trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Il contagio, quindi, non è diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è nota da oltre due secoli, ed è particolarmente presente quando ci sono piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone

Sintomi e diagnosi
Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini.

La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue.

Prevenzione e trattamento
La misura preventiva più efficace contro la dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettore del virus. Diventano quindi prioritarie pratiche come l’uso di repellenti, vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e tende. Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in questa parte della giornata.

Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes.

A febbraio 2023, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione di Qdenga (Takeda), un vaccino tetravalente vivo attenuato per la prevenzione della malattia da Dengue causata da uno qualsiasi dei quattro sierotipi del virus. Il vaccino ha ricevuto anche l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) a dicembre 2022. Un secondo vaccino il Dengvaxia (Sanofi Pasteur), non commercializzato in Italia, è indicato solo per persone residenti in aree endemiche e che abbiano avuto una precedente infezione da Dengue, confermata attraverso dei test di laboratorio.

Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane.

La malattia può svilupparsi sotto forma di febbre emorragica con emorragie gravi da diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali.

Nino Valangamani

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