Giornata della Solidarietà, Biancani agli studenti: «Ancora attuale il messaggio di don Gaudiano, non fatevi trascinare dall’indifferenza e tendete sempre una mano al prossimo»

Pandolfi Don Marco di Giorgio Biancani

Il sindaco di Pesaro alle celebrazioni del 31° anniversario della morte del prete degli ultimi, ricordato anche tra le associazioni di volontariato in città

«Sono ancora attuali, ad oggi, le parole che don Gaudiano usava con i giovani, quando parlava di solidarietà, volontariato e tossicodipendenza. Seguite il suo insegnamento, non fatevi trascinare dall’indifferenza e tendete sempre una mano al prossimo»: è il messaggio che il sindaco di Pesaro Andrea Biancani ha voluto mandare alla folla di studenti che questa mattina erano presenti alle celebrazioni del 31° anniversario dalla morte del prete degli ultimi, ricordato dalla città per il suo lascito culturale nella sfera del volontariato e della solidarietà.

«Credo che proprio questo momento con voi giovani studenti sia il più importante della giornata perché richiama davvero lo spirito di Don Gaudiano. Un uomo che per tutta la vita si è occupato degli ultimi, dei poveri, dei malati, dei disabili e dei tossicodipendenti, coinvolgendo sempre i giovani in ciò che faceva e cercando di trasmettere loro il senso della sua missione: insegnare la solidarietà. Parliamo di un valore spesso dimenticato, poco raccontato perché non fa notizia ma che, invece, rende migliore non solo chi la pratica ma l’intera comunità in cui si vive. La solidarietà è un’azione per forza collettiva, che genera qualcosa di bello intorno a noi, che fa del bene a chi la fa, a chi la riceve e a chi ne viene coinvolto. Ci dona degli attimi di vita in cui vediamo come le cose possono andare sempre meglio e che il futuro non per forza sarà peggiore del presente. Anzi, la solidarietà ci fa capire che, se agiamo con la volontà di fare bene, di fare del bene, il futuro sarà sicuramente migliore».

Poi il messaggio ai giovani: «La solidarietà serve a generare la consapevolezza che un futuro migliore è possibile ma che si ottiene se si agisce concretamente nel presente. Le cose non cambiano da sole ma serve l’azione coraggiosa delle persone. Voi giovani probabilmente avete poche colpe su come sta andando il mondo tra guerre, cambiamento climatico, corruzione e scandali, ma questo non vuol dire che non possiate e dobbiate essere parte attiva delle soluzioni. Non lasciatevi trascinare, come accaduto a tanti di noi adulti, dall’indifferenza, dall’idea che siccome “ne siete estranei”, allora non potete fare niente. Impegnatevi per una o più cause, impegnativi affinché, anche solo nel vostro piccolo, le cose vadano meglio di come sono oggi. Siate attivi nel presente. Se volete migliorare il futuro serve anche la vostra azione concreta».

Il ricordo di don Gaudiano: «L’azione concreta, il calarsi davvero, mani e piedi, nei problemi, credo sia l’altro importante insegnamento che si può trarre dalla vita di Don Gaudiano. Lui non parlava di povertà e disagi restandone distante, lui era al fianco dei poveri, dei disagiati, di chi aveva bisogno, prima di tutto per conoscere quelle persone, le loro storie e la loro sofferenza, insegnandoci che ognuno, a prescindere dal suo passato, dai suoi sbagli e dalla sua storia, rimane una persona che vive di emozioni e sentimenti e che, in quanto tale, merita di essere rispettata e aiutata nel momento del bisogno. Troppo spesso lasciamo che siano il disagio o la sfortuna a definire chi ci sta intorno, come un’etichetta, così facendo rinunciamo a conoscerla, a trovare i suoi lati positivi, i suoi talenti e in silenzio, implicitamente, la condanniamo a restare ferma nella sua condizione. Ecco perché, al contrario, dobbiamo stare vicino fisicamente a chi soffre per conoscere le persone oltre la loro sofferenza. La solidarietà e la concretezza sono i due valori che, anche grazie all’eredità lasciata da don Gaudiano, contraddistinguono la nostra città. Pesaro, infatti, da sempre, si dimostra solidale e concreta; penso alle numerose realtà pesaresi e del territorio, tra associazioni e fondazioni, che si occupano quotidianamente del sociale. La nostra città fornisce tantissimi servizi a chi è in difficoltà, grazie al lavoro concreto di altrettanti volontari. Un esempio di quanto detto fino ad adesso è proprio il CEIS, fondato da Don Gaudiano e ancora attivo nella nostra città grazie a chi ne ha raccolto l’eredità, e ogni giorno lavora affinché qualcuno possa essere aiutato».

Poi uno sguardo al presente: «Solidarietà e concretezza sono anche due parole chiave che vorrei guidassero sempre la mia azione da sindaco. Quello che vi ho detto riguardo a ciò che dovreste fare voi giovani, deve valere anche per me che sono il sindaco, ovvero l’essere presente io in questa veste e voi come vorrete e potrete, ad esempio come volontari, come attivisti, come donatori o anche solo come cittadini non indifferenti ai problemi. Il sindaco è anche chiamato “Primo cittadino” e quindi mi impegnerò per primo a non essere mai indifferente».

Il discorso del sindaco Biancani è proseguito con i saluti e ringraziamenti a Ivano Dionigi, presidente della Fondazione don Gaudiano «che rappresenta un patrimonio culturale vivente per tutti i cittadini e, soprattutto, per le giovani generazioni» e don Franco Tamburini, presidente del CEIS di Pesaro «che ancora dopo tanti anni continua a portare avanti ciò che ha costruito, in passato, insieme a don Gaudiano».

Comune di Pesaro
 

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