
In una piccola cittadina della costa romagnola, Alberto, Moraldo, Fausto, Riccardo e Leopoldo sono cinque perdigiorno che, ormai alle soglie dell’età adulta, ancora non hanno alcuna intenzione di mettere la testa a posto e iniziare a lavorare. Passano le giornate fra scherzi, feste di provincia e interminabili chiacchiere seduti al caffè. Tra i cinque scansafatiche senza né arte né parte, allergici alla fatica e agli impegni, ancora mantenuti dai genitori, amanti del bar, del biliardo e delle goliardate, da ricordare soprattutto il personaggio di Alberto (Alberto Sordi). E’ lui il protagonista della scena più celebre e divertente del film: in macchina con gli amici, supera alcuni operai intenti a riparare il manto stradale e, con tanto di gesto dell’ombrello, li sbeffeggia al grido di “Lavoratori! Lavoratori della massa!”. Ma poi l’automobile si ferma per un guasto, e Alberto è costretto a fuggire di corsa in mezzo ai campi per non essere linciato da quelli che aveva deriso. Tra i murales del Borgo San Giuliano (Rimini) che ricordano i film del grande cineasta romagnolo Federico Fellini segnalo l’ultimo lavoro del vignettista, illustratore e pittore albanese Agim Sulaj, che dal 1993 vive a Rimini ed è cittadino italiano dal 2000. Si tratta appunto della scena più iconica dei “Vitelloni”, film il cui trionfo oltrepassa i confini nazionali. E’ campione di incassi in Argentina e ottiene buoni risultati anche in Europa e negli Stati Uniti.
MASSIMO MAGI
