Presentazione dell’Antologia “Inno all’infinito”, edita dalla Bertoni Editore e curata dal poeta e coordinatore del marchio “Poesiaedizioni” Bruno Mohorovich

Si è tenuta a Roma il 16 novembre presso i locali della FUIS (Federazione Unitaria Scrittori Italiani) la presentazione dell’Antologia “Inno all’infinito” edita dalla Bertoni Editore e curata dal poeta e coordinatore del marchio “Poesiaedizioni” Bruno Mohorovich.

L’incontro è stato introdotto dai saluti del Presidente della FUIS Dott. Natale Antonio Rossi e dall’editore Jean Luc Bertoni il quale ha ricordato come il marchio “poesiaedizioni” nell’imminente 2022 incomincerà a pubblicare autori provenienti da tutti i continenti e a contribuire alla riscoperta di autori del passato, italiani e stranieri. Altra importante iniziativa che vedrà la luce nella primavera prossima il festival “Poesia Trasimeno” che si terrà sulle rive del lago umbro.

Il volume “Inno all’Infinito”, chiude la trilogia degli “Inni” avviata nel 2020 e che comprende “Inno all’amore” varata in occasione della festa di S.Valentino e “Inno alla morte”, omaggio a Ungaretti e pubblicata nell’ambito delle celebrazioni della giornata mondiale della poesia.

L’antologia ha voluto, attraverso le composizioni di 130 poeti, indagare quell’infinito – che per definizione è illimitato – e che consente, chiudendo magari gli occhi di “vederlo”, abbandonandosi al suo ascolto, immettendo in esso la musica che ognuno sente; oltre ovviamente ad omaggiare la poesia leopardiana e Mohorovich, anche prefatore del volume, ha evidenziato come l’Infinito acquista per ciascun autore presente nell’antologia, diverse raffigurazioni: da quello passionale (Infinito amore / da sempre e per sempre…”; “Senza confine il mio cuore, / è libero di andare oltre corrente…”), al naturalistico (“Avvolta dentro un manto di cielo…”; “Oh, quelle colline verdeggianti […] velate all’orizzonte…/ mi privano della vista del mare[…] serpeggiano la cima… / a cercare la vetta / e godere / del confine tra cielo e terra”; “Terso l’orizzonte, profila spumose / parabole di cirri e brillìo di flutti…”; “Il fruscio delle spighe di grano / danza la Vita / nella brezza della sera.”), dal religioso, (“Paradiso: / canto di parole luminose, /rivestite di soave umanità…”; “Nell’infinito tuo essere / in quell’essenza di te / perdo me stessa.”; “…il tuo cielo è dentro me…”; “…Ti cercherò / nell’aura armonica del vespro…/ t’ascolterò Signore in fredde sere…”), all’artistico laddove emblematica è la lettura di “Il viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, nel quale la grandezza sublime della natura è espressa dall’immensità spaziale e dall’altezza della montagna rocciosa in vetta alla quale l’uomo, solitario, guarda verso l’infinito.

Nel corso della serata, che ha visto una ampia partecipazione di pubblico e che ha goduto di una diretta televisiva internazionale grazie ai mezzi della Federintermedia, si sono alternati sul palco alcuni poeti che hanno letto la propria opera e l’attrice Diletta Cappannini ha dato voce, con la sua lettura avvolgente, ad altre composizioni nelle quali è emerso come ognuno degli autori ha oltrepassato la propria siepe, ostacolo che precludeva alla vista, e compensa, appagandolo, il proprio sentito lasciandosi prendere dalla fantasia creativa della poesia, perché la fantasia, come ebbe a dire Michael Ende “è il mondo immaginario, non ha confini spaziali nè temporali”; e al contempo sondare l’innato desiderio di esplorare, di contemplare l’immensità non condannandosi a non oltrepassare ogni limite, amando l’esistenza del proprio verbo “essere”, in virtù del fatto che esistono, sono, amano e si sentono, nella ricerca di un infinitamente grande o piccolo, un universo senza confini.

Oltre all’ “Inno” è stata presentata anche l’Agenda Poetica 2022 che racchiude i versi di 160 poeti che si sono espressi sul tema “la parola / le parole”.

Rosalba Angiuli

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