La favola di Cammello Caramello Billi e del Cagnolino Brillino

C’era una volta, nel grande deserto color miele, un cammello dal manto morbido e dorato. Tutti lo chiamavano Cammello Caramello Billi, perché quando il sole lo sfiorava sembrava sciogliersi come una caramella al sole.

Caramello era buono, paziente e un po’ solitario. Ogni giorno camminava tra le dune lasciando impronte profonde, sempre uguali, sempre silenziose.

Finché un mattino, mentre il vento giocava con la sabbia, Caramello udì un suono diverso: un bau piccolo, tremante, quasi una domanda.

Sotto l’ombra di una palma trovò un cagnolino minuscolo, con gli occhi grandi come due stelle. Era sporco di sabbia, ma brillava comunque. Caramello lo guardò e disse con voce lenta: — Chi sei, piccolino? Il cagnolino scodinzolò. — Mi chiamo Brillino. Mi sono perso.

Caramello chinò il lungo collo e sorrise. — Allora sali sulla mia gobba. Ti porto io.

Brillino non aveva mai visto un cammello da vicino, ma sentì subito che quel gigante dorato era buono. Saltò sulla gobba e si accucciò, leggero come una piuma.

Da quel giorno, Caramello e Brillino divennero inseparabili. Attraversavano il deserto insieme: Caramello con i suoi passi lenti e sicuri, Brillino con il suo entusiasmo che faceva ridere anche le dune.

Quando arrivava la notte, Brillino si addormentava ascoltando il battito calmo del cuore di Caramello. E quando arrivava il giorno, Caramello si sentiva meno solo, perché sulla sua gobba c’era sempre una piccola luce che brillava.

Un giorno, dopo tanto camminare, trovarono un’oasi piena di persone e animali. Brillino riconobbe subito una voce: — Brillino! Brillino! Era la sua famiglia, che lo cercava da giorni.

Il cagnolino corse verso di loro, ma poi si voltò. Caramello era fermo, immobile, con un sorriso un po’ triste.

Brillino gli saltò tra le zampe. — Non ti lascio. Caramello gli sfiorò la testa con il muso. — Devi tornare a casa, piccolo. Ma io sarò sempre con te. Ogni volta che vedrai una duna dorata, pensa a me.

Brillino lo guardò con gli occhi lucidi. — E tu, quando sentirai un bau nel vento, saprai che sono io.

Si salutarono così: con un abbraccio fatto di sabbia, luce e amicizia.

Da quel giorno, nel deserto, quando il vento soffia tra le dune, qualcuno giura di sentire un piccolo bau che corre lontano. E Caramello, ogni volta, sorride.

Rosalba Angiuli

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