Il riconoscimento della Casa Rossa di Gabicce Monte come bene culturale vincolato rappresenta un risultato di grande rilievo per la comunità locale e per la tutela del patrimonio storico del territorio. L’edificio, di proprietà comunale, è oggi formalmente tutelato ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 42/2004, configurandosi come un bene unico nel borgo, sotto il profilo identitario, storico, culturale e paesaggistico.
Si è parlato di questo momento “storico” del borgo in una conferenza stampa tenutasi ieri, 8 aprile, presso il Circolo Auser di Gabicce Monte, cui hanno partecipato i comitati e le associazioni che difendono il borgo e i suoi valori identitari. Si tratta in particolare, come si è rimarcato nell’occasione, dell’unica architettura all’interno dell’abitato intra muros ad aver ottenuto un riconoscimento diretto da parte del Ministero della Cultura, elemento che ne rafforza ulteriormente il valore e la necessità di una gestione attenta e coerente con le finalità pubbliche. La normativa vigente stabilisce infatti che beni di questa natura non possano essere alienati senza autorizzazione ministeriale (art. 55), autorizzazione che, in presenza di un valore simbolico così elevato, tende a non essere concessa.
Inoltre, gli articoli 20 e 21 del Codice dei beni culturali impongono che ogni intervento e ogni destinazione d’uso siano pienamente compatibili con il carattere culturale del bene. Ciò orienta naturalmente verso funzioni di interesse collettivo, quali spazi museali, espositivi o civici, da definire attraverso un progetto chiaro, vincolante e accessibile alla comunità.
Anche nell’ipotesi, altamente improbabile, di una procedura di alienazione, resterebbero comunque attivi i diritti di prelazione da parte dello Stato, della Regione e di altri enti pubblici (artt. 60-62), a ulteriore garanzia della permanenza del bene nella sfera pubblica.
«Il vincolo ministeriale restituisce all’edificio il suo valore storico e identitario, chiedendo ora alle istituzioni di valorizzarlo a beneficio del territorio e della comunità», ha sottolineato Roberto Malini di EveryOne Group. «La società civile – il Comitato per la tutela del borgo di Gabicce Monte, EveryOne Group, Lupus in fabula e un gran numero di cittadini – esprimono l’auspicio che la casa Rossa riceva un restauro architettonico di qualità e diventi un museo o un centro culturale, attraverso i fondi europei per la rigenerazione dei borghi e per la salvaguardia del patrimonio culturale. È tempo di dialogare, di trovare una sinergia costruttiva fra istituzioni e cittadinanza per dare corpo a un progetto che restituisca pienamente questo spazio alla comunità, nel rispetto della sua storia e del suo valore culturale».
Si apre dunque una prospettiva nuova, fondata sulla collaborazione tra enti, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la Casa Rossa in un luogo vivo, capace di coniugare memoria, cultura e funzione pubblica.

Roberto Malini
scrittore, ricercatore e difensore dei diritti umani
Premio Rotondi 2018 quale “Salvatore dell’arte della Shoah”
Consulente etico editoriale e curatore di collezioni d’arte, fra cui quelle del Museo Nazionale della Shoah di Roma e della Cittadella di Barletta
EveryOne Group
Movimento civile per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali e paesaggistici
ILMC – Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria
Comitato Pesaro Città d’Arte e Cultura
