Chi immagina il San Bartolo come un rifugio silenzioso, fatto di vento, bosco e mare, oggi deve ricredersi. Le testimonianze raccolte tra i residenti dei borghi e gli escursionisti che attraversano il parco raccontano un’altra realtà: lungo la Panoramica si corre troppo, si corre sempre, e si corre come se quella strada fosse una pista.
Motociclette e auto che sfrecciano, rombi continui, sorpassi azzardati. Un fenomeno che si concentra soprattutto nei weekend e che sta trasformando un’area protetta in un luogo percepito come insicuro da chi ci vive e da chi la frequenta a piedi o in bicicletta.
Il presidente del Parco, Silvano Leva, nelle ultime settimane ha incontrato gli abitanti di tutti i borghi interni. Da ogni incontro è emersa la stessa preoccupazione: la Panoramica, invece di essere una strada da percorrere lentamente per godersi il paesaggio, è diventata un tratto dove molti “provano il mezzo”, incuranti dei rischi.
Il tema approda oggi anche nel consiglio direttivo dell’Ente Parco. “È una criticità che ci viene segnalata da tempo e che riguarda tutta l’area protetta”, spiega Leva. “Per questo serve una risposta condivisa.”
Tra le ipotesi sul tavolo c’è un coordinamento più stretto tra polizia locale, Carabinieri Forestali e altre forze dell’ordine, con controlli mirati nei giorni più problematici. “Basterebbero poche ore di servizio per ciascun corpo – osserva Leva – per garantire una presenza efficace. Se arrivano le sanzioni, il fenomeno si ridimensiona.”
Il problema non riguarda solo il rumore. I sentieri del San Bartolo incrociano più volte la Panoramica, spesso in tratti curvi e poco visibili. Escursionisti e guide segnalano attraversamenti pericolosi e, in alcuni casi, rinunce a organizzare uscite proprio per evitare rischi ai gruppi.
A tutto questo si aggiunge l’impatto sulla fauna selvatica, in particolare sui migratori che caratterizzano l’ecosistema del parco: i rumori continui e improvvisi interferiscono con le loro rotte e con la tranquillità dell’habitat.
“Il San Bartolo è un patrimonio comune – conclude Leva – e la sua tutela richiede la collaborazione di tutti. Se istituzioni e cittadini lavorano insieme, le soluzioni si trovano.”
Rosalba Angiuli


