C’era una volta, nel cuore di un deserto color miele, un giovane cammello dal manto incredibilmente lucente. Si chiamava Caramello Billi, perché il suo pelo sembrava sciogliersi al sole come zucchero filato dorato.
Caramello Billi aveva un sogno: voleva scoprire dove nascesse la Luce di Pasqua, quella che ogni primavera rendeva il deserto più morbido, l’aria più gentile e i cuori più leggeri.
Un mattino, seguendo una scia di profumo di mandorle e zagara, incontrò una piccola lepre bianca con un fiocco azzurro sull’orecchio.
— «Cerchi anche tu la Luce di Pasqua?» chiese la lepre. — «Sì, ma non so dove trovarla» rispose Caramello Billi.
La lepre gli fece cenno di seguirla. Camminarono tra dune che sembravano onde, finché arrivarono a un’oasi che nessuno aveva mai visto: l’acqua brillava come vetro, e sugli alberi pendevano uova colorate che tintinnavano al vento.
— «È qui la Luce?» domandò Caramello Billi. — «Quasi», disse la lepre. «La Luce di Pasqua non è un luogo. È qualcosa che si accende quando qualcuno fa un gesto di cura.»
Proprio in quel momento, un pulcino giallo cadde da un ramo, rotolando verso l’acqua. Caramello Billi, con la sua gobba morbida e il passo sicuro, lo raggiunse e lo sollevò con delicatezza.
Il pulcino tremava, ma quando si ritrovò al sicuro tra le zampe del cammello, un bagliore caldo si diffuse nell’aria. Le uova sugli alberi iniziarono a brillare, l’acqua dell’oasi si fece rosa, e perfino il cielo cambiò colore.
La lepre sorrise.
— «Eccola. La Luce di Pasqua nasce ogni volta che qualcuno protegge, accoglie, consola.»
Caramello Billi guardò il pulcino che si era addormentato contro il suo petto e capì che non servivano mappe né miracoli lontani: la Luce era già dentro di lui, pronta a illuminare chiunque ne avesse bisogno.
Da quel giorno, ogni primavera, Caramello Caramello Billi attraversa il deserto portando con sé un piccolo cesto di uova colorate. Non sono magie, ma promesse: di gentilezza, di cura, di rinascita.
E chiunque lo incontri giura di vedere, per un istante, il mondo brillare un po’ di più.
Rosalba Angiuli

