Situazione rifiuti

Biancani: «Siamo in piena emergenza. Il Piano regionale non risolve nessun problema e il rischio è di non avere più impianti per i rifiuti, con un conseguente aumento dei costi per cittadini e imprese»

«Che la politica regionale si assuma le proprie responsabilità modificando l’attuale Piano che non da nessuna risposta concreta e finirà per scaricare i costi sul territorio e i suoi cittadini»

Il sindaco Andrea Biancani interviene per chiarire in merito alla proposta di modifica delle distanze previste dal piano regionale per la gestione dei rifiuti. «Assistiamo ancora una volta a una strumentalizzazione populista di un tema estremamente serio e complesso. È fin troppo facile dichiararsi contro le discariche, ma chi ha responsabilità amministrative ha il dovere di affrontare la realtà e trovare soluzioni concrete per il territorio. Mi chiedo, invece, quali siano le soluzioni fattibili di tutti coloro che sostengono l’attuale Piano Rifiuti della Regione Marche, che, nei fatti, non risolve nessun problema», dice Biancani.

«Vorrei essere molto chiaro: non sono un estimatore delle discariche e tantomeno dell’idea che possano essere realizzate a ridosso delle case. La strada da seguire è un’altra: aumentare ancora la raccolta differenziata, investire sull’innovazione e sviluppare nuove tecnologie per recuperare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti e gli scarti industriali. Questo è il futuro che immagino e per il quale dobbiamo lavorare». Il sindaco sottolinea tuttavia che, anche nei sistemi più avanzati, una parte residuale dei rifiuti continuerà inevitabilmente ad avere bisogno di essere smaltita. «Possiamo e dobbiamo ridurre al minimo il ricorso alla discarica, ma non possiamo fingere che oggi sia possibile azzerarlo completamente. Ci sarà sempre una quota residuale di rifiuti che dovrà essere conferita in impianti di smaltimento e, soprattutto negli anni della transizione verso modelli più innovativi e sostenibili, abbiamo il dovere di garantire una soluzione certa e sicura».

La provincia di Pesaro e Urbino, così come la gran parte delle provincie della Regione Marche, «si trovano attualmente in piena emergenza rifiuti, che non viene in nessun modo affrontata o risolta dal Piano regionale». L’attuale discarica di Ca’ Asprete, infatti, esaurirà la propria capacità nel 2026, tra meno di un anno, «per questo, il nostro territorio nel giro di pochi mesi potrebbe trovarsi di fronte all’impossibilità di smaltire i suoi rifiuti». Per questo motivo, è stata avanzata una richiesta di proroga che, qualora concessa dalla Regione Marche, potrà estendere l’attività al massimo fino al 2028. Oltre questa data non sarà possibile proseguire. «Ignorare questo scenario significa mettere a rischio la gestione dei rifiuti dell’intero territorio provinciale», prosegue Biancani. «Senza un impianto di smaltimento, i rifiuti dovranno essere trasportati e conferiti in altre province, regioni o addirittura all’estero, con un inevitabile aumento dei costi». Costi che ricadrebbero direttamente su cittadini e imprese attraverso le bollette dei rifiuti. «Questo comporterebbe un aggravio economico significativo per le famiglie e una perdita di competitività per le nostre imprese rispetto a quelle di territori che dispongono di impianti propri. Non possiamo permettere, come sindaci, che cittadini e imprese paghino l’incapacità della Regione di fornire regole chiare e strumenti adeguati a programmare per tempo la gestione dei rifiuti, cosa impossibile da ottenere con l’attuale Piano regionale che non da nessuna risposta concreta e finirà per scaricare i costi sul territorio e i suoi cittadini».

La proposta avanzata si inserisce nel solco della normativa nazionale e punta a superare gli attuali limiti del piano regionale, che prevede una distanza minima uniforme di 1500 metri per gli impianti di smaltimento. «Chiediamo che la Regione non imponga distanze minime rigide che, nei fatti, rendono impossibile individuare siti idonei in tutta la provincia di Pesaro e Urbino», spiega Biancani. «Non stiamo chiedendo di poter costruire discariche vicino alle abitazioni o di modificare i vincoli ambientali. Chiediamo invece che ogni progetto venga valutato caso per caso – come dice anche la norma nazionale -, in modo serio e rigoroso, tenendo conto della tipologia di impianto, delle tecnologie utilizzate, delle caratteristiche del territorio e delle distanze effettive dai centri abitati». «È necessario adottare un approccio più razionale e concreto, che consenta di valutare ogni progetto singolarmente, senza vincoli astratti che impediscono qualsiasi soluzione prima ancora di aprire una discussione tecnica».

In questo quadro, il sindaco ribadisce l’importanza del ruolo degli enti locali: «Le decisioni devono essere affidate ai sindaci all’interno delle ATA e alla Provincia per le valutazioni tecniche, garantendo un equilibrio tra tutela ambientale, sostenibilità e necessità operative». «Affrontare il tema dei rifiuti con serietà significa assumersi responsabilità, non inseguire facili consensi. Il nostro obiettivo è tutelare i cittadini, l’ambiente e il futuro del territorio, accompagnando la transizione verso un sistema sempre più moderno e sostenibile, ma senza lasciare il territorio privo di risposte concrete», conclude.

Il Sindaco ringrazia le associazioni di categoria e i sindacati per il sostegno ricevuto nelle ultime ore, nello specifico da Confindustria, CNA e CGIL, CISL e UIL: «Il fatto che siano concordi sulla necessità di nuovi impianti fa capire la serietà del problema e l’impatto che ha sul sistema produttivo, i posti di lavoro, i cittadini e i lavoratori del nostro territorio».

Comune di Pesaro

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