Un’assenza preoccupante, inqualificabile e assolutamente ingiustificabile, quella delle Istituzioni, invitate a
partecipare venerdì 27 marzo alla consegna, da parte di Gianni Lannes, delle coordinate delle quattro zone
del mare di Pesaro in cui sono localizzate centomila bombe chimiche, situazione che si estende anche a Fano,
area marina del San Bartolo, Gabicce Mare e Cattolica per un totale di sette aree marine. Da oltre diciotto
anni il giornalista investigativo sta compiendo un’indagine su questa tematica. I numerosi documenti ufficiali
mostrati da Lannes evidenziano la gravità della situazione a causa della presenza di centomila bombe
chimiche affondate in mare dai nazitedeschi per ordine di Hitler nel 1944. Le sostanze contenute in queste
armi chimiche, iprite e arsenico, sono altamente inquinanti e pericolose per l’ecosistema e la biodiversità del
mare e per la salute dei cittadini. Alcune associazioni ambientaliste di Pesaro avevano invitato a questo
importante appuntamento il Comandante della Guardia Costiera, Procuratore, Prefetto, Sindaco di Pesaro
insieme a Giunta e Consiglio comunali, Presidente della Regione con Giunta e Consiglio regionali, ARPAM, i
sindaci dei comuni della costa adriatica da Ravenna fino ad Ancona, il presidente del Parco San Bartolo
(l’unico, seppur assente, ad aver risposto all’invito).
Cosa ci comunicano le Istituzioni con questa totale assenza? Disinteresse per la tematica? Incapacità o
mancanza di volontà di farsene carico? Va sicuramente sottolineato quanta distanza ci sia tra i cittadini e le
Istituzioni che dovrebbero rappresentarli. In questa vicenda c’è una pesante responsabilità giuridica del
governo tedesco, col quale il nostro ministero preposto dovrebbe interloquire, e dall’Amministrazione locale
dovrebbe partire una spinta forte verso una richiesta di bonifica. Vogliamo infatti ricordare ai concittadini
che il sindaco, in questo caso Andrea Biancani, è la massima autorità sanitaria locale ed è responsabile della
sicurezza e della salute; dunque, ha il compito di adottare provvedimenti per tutelare l’incolumità pubblica.
Anche se la bonifica di quell’area ricade sotto la responsabilità di altri, ha il dovere di attivarsi secondo il ruolo
che la sua carica gli impone, ponendosi come capofila di qualsiasi richiesta in merito. Tanto più che, fatte
salve le dirette responsabilità tedesche, sia morali che materiali, ci sono in essere fondi europei a questo
preciso scopo.
Un’Amministrazione che si attivasse per la bonifica dimostrerebbe un reale interesse per la salute dei suoi
cittadini e farebbe di Pesaro un fiore all’occhiello, esempio di vera attenzione anche per le attività
economiche e turistiche legate al mare. È forse chiedere troppo?
L’altra grande assente? La Regione Marche con il suo presidente Acquaroli che, non rispondendo nemmeno
all’invito, conferma il suo totale disinteresse ad occuparsi della questione. Forse la differenza, in questo stato
di ignavia da parte delle Istituzioni, possono farla solo i cittadini che si costituiscono in massa critica a partire
dal basso…
Giulia Galli per le Associazioni:
La Lupus in Fabula
CAI Sezione di Pesaro
Comitato Futuro Semplice
Comitato Muraglia affoga
Comitato Salviamo le Querce di Muraglia
GruppozerO GO
La Ginestra del San Bartolo
Oltrefrontiera ETS Spazio Popolare Anna Campbell

