Sciopero dei giornalisti

In Italia i giornalisti stanno scioperando per rivendicare dignità professionale, un contratto fermo da dieci anni e condizioni di lavoro ormai considerate insostenibili. Le date principali della mobilitazione sono 27 marzo e 16 aprile 2026, con adesioni in tutta la filiera dell’informazione: carta, radio, tv, web e agenzie.

Perché scioperano i giornalisti

Le ragioni principali emergono con chiarezza dalle comunicazioni della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana):

1. Contratto nazionale scaduto da 10 anni

  • Il contratto Fieg–Fnsi è fermo da un decennio.
  • Gli stipendi non sono stati adeguati all’inflazione, che in 12 anni ha superato il 23%.
  • Il potere d’acquisto dei giornalisti è crollato.

2. Precarietà crescente

  • Aumento di contratti a termine, collaborazioni pagate “a pezzo”, compensi bassissimi.
  • Giovani cronisti spesso sfruttati e senza tutele.

3. Condizioni di lavoro pesanti

  • Turni notturni, straordinari non pagati, richieste di flessibilità continue.
  • Clima di stress e incertezza nelle redazioni.

4. Difesa della dignità e dell’autonomia della professione

  • La Fnsi denuncia il rischio di smantellamento del contratto nazionale, definito da Mattarella “prima garanzia della libertà dei giornalisti”.
  • Il sindacato chiede tutele anche per freelance e autonomi.

Le date dello sciopero

  • 27 marzo 2026 – sciopero nazionale di 24 ore.
  • 16 aprile 2026 – seconda giornata di sciopero (data suscettibile di spostamenti per permettere l’adesione anche ai giornalisti Rai).

Cosa succede durante lo sciopero

  • Si fermano quotidiani, periodici, tv, radio, siti web e agenzie.
  • Le aziende non possono sostituire i giornalisti con stagisti o personale non qualificato.
  • Il diritto di sciopero è costituzionale (art. 40).

Le posizioni degli editori (Fieg)

Gli editori sostengono che:

  • Il contratto attuale è legato a modelli di business superati.
  • Servono regole più flessibili per assumere giovani.
  • Le richieste economiche dei sindacati non sarebbero sostenibili.

In sintesi

Lo sciopero dei giornalisti non è solo una protesta salariale: è una battaglia per il futuro dell’informazione, per la qualità del lavoro nelle redazioni e per la sopravvivenza stessa della professione in un settore in crisi strutturale.

Rosalba Angiuli

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