| INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE In apertura del Consiglio l’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi ha risposto all’interrogazione “Ripresa dei lavori di risanamento del cavalcaferrovia De Sabbata e tutela della colonia di rondini ivi nidificante” a firma del consigliere Lugli. Ha precisato Pozzi: «L’interrogazione mi permette di evidenziare l’attenzione che l’Amministrazione comunale riserva alla tutela di tutte le specie animali e, in questo caso in particolare, alle rondini. Consente inoltre di ripercorrere brevemente il percorso avviato negli anni scorsi per la riqualificazione complessiva dell’area, che parte dal progetto Sprint e che ha previsto: la realizzazione del sottopasso dei Cappuccini, il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di sistemi di videosorveglianza, l’acquisizione di un’area precedentemente degradata destinata a spazio di sosta, nonché il recupero dell’ex deposito locomotive, oggi Velostazione». Nel merito dell’interrogazione, «Si evidenzia che è stata presa in esame la normativa di riferimento vigente e che sono state acquisite e valutate le relazioni di monitoraggio della popolazione nidificante di rondine del giugno 2025, il censimento dei nidi del novembre 2025 e il successivo aggiornamento del gennaio 2026. Sono stati inoltre acquisiti i pareri favorevoli dell’AST Pesaro e Urbino – Servizio Sanità Animale, con note dell’11 luglio 2025 e del 3 gennaio 2026, nonché i pareri favorevoli dell’U.O. Ambiente, con note del 18 luglio 2025 e del 20 gennaio 2026. Si prende atto, inoltre, della deliberazione di Giunta, approvata all’unanimità, relativa ai lavori di manutenzione straordinaria della controsoffittatura del sottopasso di via Montegrappa, della determina dirigenziale conseguente e della consegna dei lavori avvenuta in data 10 marzo 2026. L’intervento si configura come misura necessaria e urgente di contenimento ecologico e passivo del piccione urbano, con finalità igienico-sanitarie e di tutela della sicurezza. Le lavorazioni sono state precedute da attività di monitoraggio e censimento della specie rondine; sono stati acquisiti preventivamente i pareri degli enti competenti e sono state attuate e previste misure compensative conformi alla normativa vigente. È stato conferito incarico a un professionista qualificato per il monitoraggio e il censimento faunistico dell’area, formalizzato con atto dirigenziale. Le relazioni tecniche di sintesi sono state redatte, trasmesse e regolarmente protocollate ai fini delle necessarie autorizzazioni. Le attività svolte hanno incluso inoltre: la verifica dell’assenza di attività riproduttiva in atto, i monitoraggi preliminari alla fase esecutiva, il censimento dettagliato dei nidi presenti con distinzione tra nidi integri, parzialmente danneggiati e non idonei, nonché la definizione delle misure compensative da adottare. L’intero iter risulta conforme al quadro normativo vigente e alle disposizioni dell’ordinanza comunale. Il censimento ha rilevato complessivamente 41 nidi di rondine, di cui 29 integri, 7 parzialmente danneggiati e 5 completamente danneggiati. L’estensione dell’intervento alle ulteriori campate è riconducibile a una pianificazione formalmente approvata, rispondente a esigenze di tutela igienico-sanitaria, sicurezza pubblica, conservazione dell’infrastruttura e garanzia di uniformità, efficacia e continuità delle misure adottate. Per quanto riguarda l’efficacia dei nidi artificiali, questi sono stati individuati sulla base di una soluzione condivisa tra la ditta incaricata, l’associazione LIPU e l’Amministrazione comunale, garantendo un approccio concertato e tecnicamente validato. Le misure adottate sono fondate su dati accertati e coerenti con criteri ecologici consolidati. Ai fini dell’installazione dei nidi artificiali, si precisa che i 29 nidi integri rilevati rappresentano una potenzialità massima teorica e non corrispondono necessariamente al numero di coppie nidificanti effettive né a un utilizzo contemporaneo, poiché la presenza di nidi occupati varia di anno in anno. Sulla base di criteri prudenziali, si stima che circa il 75% dei nidi integri possa essere rioccupato nella successiva stagione riproduttiva, per un totale di circa 22. I nidi artificiali saranno installati a una distanza di circa 5 cm dall’intradosso dell’impalcato ed è previsto un monitoraggio negli anni successivi alla posa. Il quadro conoscitivo derivante dal censimento costituisce uno strumento operativo fondamentale per programmare correttamente le attività di cantiere nelle restanti campate, assicurando la piena conformità legale degli interventi e la tutela della specie e dei relativi nidi. Si suggerisce pertanto di completare l’intervento entro il 15 aprile, termine già comunicato dall’Amministrazione comunale, nel rispetto delle finestre temporali previste dalla normativa, evitando il periodo compreso tra il 15 aprile e il 15 agosto. È inoltre prevista la sospensione immediata delle lavorazioni qualora si rilevino segnali di attività riproduttiva». Per soddisfazione, il consigliere Lugli ha detto: «Piena soddisfazione per la risposta dell’assessore Pozzi, completa e trasparente. Se continuiamo a mantenere gli impegni presi, cioè monitorare, attenzionare il periodo riproduttivo e l’efficacia dei lavori, faremo un buon lavoro. Le rondini non devono essere un ostacolo, ma un segnale di qualità per una città come Pesaro». Il consigliere Dario Andreolli ha chiesto “Perché il Comune di Pesaro non valorizza lo Scalone Vanvitelliano” tramite un’interrogazione a cui ha risposto il vicesindaco assessore alla Cultura Daniele Vimini, che ha detto: «Contesto, com’è mio uso, alcune informazioni contenute anche nelle premesse dell’interrogazione. Lo Scalone rappresenta una delle poche testimonianze della Pesaro settecentesca; a partire dal disegno di Piazza del Popolo, da Villa Caprile, da Palazzo Mazzolari Mosca e Palazzo Toschi Mosca, abbiamo altri segni di quel periodo, che sono stati tutti ben valorizzati dall’Amministrazione. L’affermazione secondo cui lo spazio sarebbe trattato come un problema è opinabile, così come quella che sia stato tenuto chiuso. Negli ultimi anni, fino al periodo Covid, lo Scalone è stato sede espositiva inserita nella rete di Pesaro Musei e ha ospitato diverse mostre, tra cui l’ultima dedicata alla famiglia francese, con il progetto particolarmente significativo di Mauro Santini. Dopo la pandemia, e a fronte dell’esigenza del Conservatorio Rossini di disporre di maggiori spazi, lo Scalone è tornato a svolgere la propria funzione all’interno del complesso edilizio, diventando aula jazz per i fiati del Conservatorio fino a giugno 2025, quando le chiavi sono state riconsegnate. Anche successivamente, e una volta terminati i lavori di Palazzo Oliveri, si è rimasti in una fase di attesa per verificare l’eventuale emergere di nuove esigenze del Conservatorio. Nel frattempo, lo spazio non è stato chiuso al pubblico, ma è rimasto visitabile su prenotazione e per motivi di studio; non è stato possibile però garantire aperture regolari a causa della presenza di attività didattiche scolastiche e universitarie. A novembre 2025 è stata approvata una delibera di Giunta per la valorizzazione dello spazio come sede espositiva; ciò nell’ottica di valorizzare tanto il piano terra quanto il resto della struttura e le caratteristiche architettoniche. A seguito di tale delibera, gli uffici si sono attivati per darvi attuazione; tra le attività avviate rientra anche la stima patrimoniale dell’immobile, che ci consente ora di procedere con una manifestazione di interesse». In merito alla seconda domanda, Vimini ha risposto: «Verrà richiesto un progetto “serio e semplice” di valorizzazione, come da lei indicato nell’interrogazione, come indirizzo ai soggetti che parteciperanno alla manifestazione di interesse, con l’obiettivo di riportare lo spazio, dopo la funzione didattica svolta negli ultimi quattro anni, a essere sede espositiva. È stata individuata una preferenza per una centralità del tema della fotografia e ai linguaggi visivi e per una gestione che possa ospitare esposizioni, ma anche lezioni e workshop, a partire proprio da questo ambito, garantendo al contempo un’apertura regolare alle visite, in accordo con il soggetto gestore. Lo spazio potrà inoltre essere inserito nei percorsi cittadini, come ad esempio il tour della Capitale o quello rossiniano che il Comune intende riproporre. È infine previsto che lo Scalone sarà in dialogo con la struttura della Chiesa della Maddalena». Il consigliere Andreolli: «Sono soddisfatto dell’esito finale, era l’obiettivo dell’interrogazione. Monitoreremo l’esito della manifestazione di interesse e del percorso, perchè ritengo che questo sia un pezzo, in parte dimenticato, della città, che merita di essere inserito nei circuiti principali di visite». Lo “Stato dei lavori della scuola Dante Alighieri, viabilità e aree verdi adiacenti” è stato l’oggetto dell’interrogazione a firma Redaelli, Malandrino, Boresta, Canciani e Corsini su cui è intervenuto l’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi. «L’interrogazione presenta un quadro astruso e profondamente lontano dalla realtà. Il lavoro di questa Amministrazione, così come quello del servizio Opere pubbliche e Patrimonio che seguo come assessore, sta portando avanti una quantità di cantieri senza precedenti nella storia della città. In appena un anno e mezzo dall’insediamento, sono stati completati lavori per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, nel rispetto delle tempistiche stringenti previste dal PNRR. Per quanto riguarda, ad esempio, l’edilizia scolastica, si possono citare la mensa scolastica Pirandello, il polo 0-6 di via Rigoni e la nuova palestra di via Lamarmora. Attualmente sono in corso cantieri per un valore complessivo di circa 89 milioni di euro, un valore mai raggiunto nel nostro Comune e molto raro per enti delle nostre dimensioni; tra questi interventi si segnalano la scuola elementare di Santa Maria delle Fabbrecce e il nuovo nido alla Torraccia, molto atteso e in grado di dare risposte concrete a numerose famiglie. A questi si aggiungono ulteriori interventi in fase di progettazione, per un valore di circa 7 milioni di euro di cantieri in partenza e circa 3 milioni attualmente in fase di gara. Sottolineo tutto questo per evidenziare il contesto all’interno del quale si colloca questa interrogazione sulla Dante Alighieri». «Non si tratta di un cantiere semplice – conferma l’assessore – ha incontrato diversi imprevisti, tra cui quelli in fase di esecuzione, peraltro ricostruiti in maniera non corretta nell’interrogazione. Il problema sussisterebbe qualora ci si trovasse di fronte a un intervento abbandonato o a un’incompiuta, tema spesso sollevato dall’opposizione, che nei fatti è stata poi puntualmente smentita. Nel caso della Dante Alighieri, invece, le difficoltà ci sono state, ed è giusto riconoscerlo, ma sono state affrontate e risolte. La prima criticità ha riguardato le fondazioni: durante i lavori è stato necessario rivedere le modalità di intervento, passando da un sistema “a pali” a una soluzione “a platea”. Un secondo elemento ha riguardato la presenza di una cisterna, di cui si conosceva l’esistenza, ma non il fatto che nel tempo si fossero verificate rotture con conseguenti perdite nel terreno. La cisterna era stata utilizzata dalla scuola ed era stata oggetto di monitoraggi anche in tempi relativamente recenti. Si tratta, tuttavia, di problematiche che sono state affrontate e superate. L’esito della Conferenza dei Servizi del mese di marzo ha consentito la piena ripresa dei lavori e la riconsegna totale del cantiere, che in realtà non si è mai fermato, ma che oggi torna a procedere a pieno ritmo». Sui tempi: «Si sono necessariamente allungati proprio perché si tratta di una scuola, e quindi è interesse di tutti che gli interventi vengano eseguiti con il massimo rigore. È stato infatti necessario procedere con il monitoraggio del terreno e con la rimozione delle porzioni potenzialmente contaminate. Questo ha inciso sulla tempistica di un cantiere che ha una storia lunga e rispetto al quale non sono mai state fornite indicazioni di inaugurazione né per l’anno scolastico in corso né per il prossimo. A conferma di ciò vi è anche il contratto di locazione con Pesaro Studi, valido fino all’anno scolastico 2026/2027». Sui costi, «Si sono registrati incrementi legati sia agli interventi di bonifica sia all’aumento generale dei prezzi». Sul parco di via Gattoni, Pozzi ha detto che «Va evidenziato che oggi una scuola richiede necessariamente, oltre all’edificio, anche spazi esterni destinati al benessere dei bambini. Una parte dell’area verde sarà quindi destinata prevalentemente all’uso scolastico. Sul tema della viabilità, si apre ora un periodo di circa 12 mesi durante il quale vi è la piena disponibilità dell’Amministrazione a individuare le soluzioni migliori per ridurre al minimo i disagi inevitabilmente connessi alla presenza di una scuola, attraverso un confronto con la comunità e il quartiere, in modo condiviso e partecipato, senza preconcetti. La scuola sarà inoltre dotata di due ingressi. Queste sono alcune delle principali considerazioni. Si ribadisce infine che, in tutti i passaggi della vicenda, è stata garantita la massima trasparenza nei confronti del Quartiere, dei consiglieri e di tutti i soggetti interessati». Il consigliere Redaelli: «Non siamo soddisfatti, è stata una risposta evasiva che non risponde alle tempistiche, all’aumento dei costi, all’utilizzo dell’area verde. Ogni volta che presentiamo un’interrogazione ci viene detto che il nostro quadro è lontano dalla realtà, ma poi dopo mesi ci accorgiamo che ci sono ritardi. Non c’è chiarezza sui cantieri a Pesaro». È stato poi il vicesindaco assessore alla Cultura e al Turismo Daniele Vimini a rispondere al consigliere Andreolli che ha proposto l’interrogazione ad oggetto “Quale futuro per Rocca Costanza”. «Parliamo di strategie che riguardano altri enti» ha detto Vimini che poi li ha elencati indicandone le competenze: «La competenza a riqualificare mediante i lavori, quindi a tutelare, valorizzare e gestire l’immobile, è dello Stato e non del Comune in alcuna misura. L’Agenzia del Demanio ha competenza per quanto riguarda la riqualificazione, in quanto attuale assegnataria del complesso di Rocca Costanza. La riqualificazione implica anche la redazione di un progetto unitario che riguardi l’intera struttura e non utilizzi parziali: tutte le componenti, compreso il tema delle uscite di sicurezza, devono essere affrontate in modo organico, a maggior ragione trattandosi di un edificio del Cinquecento. Al Segretariato generale del Ministero della Cultura spetta la definizione del progetto di riqualificazione, in condivisione con il Demanio, mentre alla Soprintendenza compete la tutela, sia nella fase di impostazione del progetto sia nella valutazione delle attività che potranno essere successivamente svolte. Per chiarezza, la Soprintendenza interviene anche per autorizzare o meno manifestazioni temporanee, come ad esempio il Palio di Pesaro. La Direzione Regionale Musei ha invece competenza sulla gestione della Rocca come da indicazione del Ministero (anche se, a causa del cantiere in ultimazione, il passaggio formale di ruoli dal Demanio alla Direzione Regionale Musei, non è ancora avvenuto). La Rocca avrà due destinazioni principali: indicativamente tre quarti saranno destinati all’Archivio di Stato e un quarto alla funzione museale, in linea con la destinazione finale prevista per il Museo Fo-Rame e con i finanziamenti ottenuti per la riqualificazione». Per quanto riguarda lo stato dei lavori, Vimini ha proseguito: «La domanda va rivolta all’Agenzia del Demanio. Per quanto a nostra conoscenza, solo una minima parte degli interventi è stata finora realizzata e tra questi non rientra l’apertura di un’ulteriore uscita di sicurezza, necessaria sia per le diverse funzioni della Rocca sia per lo svolgimento di attività ed eventi. Il Comune ha comunque manifestato la propria disponibilità a contribuire economicamente, mettendo a disposizione 300 mila euro, proprio per favorire la realizzazione dell’uscita di sicurezza. Tuttavia, nell’avvicendarsi delle diverse Soprintendenze sono emerse divergenze sulla soluzione progettuale migliore, intervento che dovrà necessariamente essere ricompreso nel progetto complessivo del Demanio e approvato da tutti gli enti competenti». Alla domanda sugli atti formali prodotti dall’Amministrazione, Vimini ha risposto: «Esiste un progetto di riqualificazione della struttura che prevede la componente museale. Si tratta di un atto importante, attraverso il quale l’Amministrazione ha voluto garantire che la parte destinata a museo potesse accedere a un ulteriore canale di finanziamento, evitando di ricevere uno spazio non allestito. I 2 milioni di euro destinati al Museo Fo-Rame consentono infatti di completare una parte che altrimenti sarebbe stata interamente a carico del Comune». Per quanto riguarda l’uso e la fruizione, Vimini ha detto: «Siamo in interlocuzione costante – e su questo tema il sindaco Biancani si è impegnato più di chiunque altro – per arrivare a una piena fruizione della Rocca. Tuttavia, pur in un clima di disponibilità e collaborazione, confermato anche nell’ultimo incontro con il direttore Gallo, allo stato attuale è possibile richiedere soltanto utilizzi temporanei. Il limite della struttura è infatti quello di non poter ospitare, ad oggi, più che visite guidate o eventi di piccole dimensioni, con poche decine di partecipanti». Rispetto alla visione strategica del sindaco, Vimini ha detto: «Una volta che tutte le condizioni saranno realizzate, l’obiettivo è quello di utilizzare Rocca Costanza al massimo delle sue potenzialità, per eventi, concerti, mostre e per tutte le attività che storicamente vi si sono svolte. Nell’immediato, l’indirizzo è quello di valorizzarla attraverso le visite guidate, che già lo scorso anno hanno consentito ad almeno 2.000 persone di tornare a visitare la Rocca Costanza». Il consigliere Andreolli sulla soddisfazione: «Conosco la complessità della situazione, non ho la presunzione di attribuire responsabilità al sindaco della difficoltà di trovare una soluzione, ma c’è molta confusione su Rocca Costanza. Non c’è stato un momento in cui tutti i soggetti che hanno a che fare con questo bene si sono messi intorno ad un tavolo per capire come risolvere la situazione. Se il problema di base è la difficoltà di poter utilizzare il bene per ragioni di sicurezza, è bene che prima si parta da questo, invece di fare annunci dove si fa credere di poter disporre della struttura». COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE – COMUNICAZIONI DEL SINDACO La seduta del Consiglio comunale si è aperta con il minuto di silenzio in ricordo di Luciano Trebbi, ex consigliere comunale (dal 1995 al 2014) scomparso lo scorso 18 marzo. PROPOSTE DI DELIBERAZIONE L’emiciclo ha approvato all’unanimità (31 voti favorevoli) la delibera sulle “Opere compensative collegate all’ampliamento a tre corsie dell’autostrada A14 – Attivazione lotto funzionale” presentata dal sindaco Biancani: «Da quando ci siamo insediati abbiamo sempre cercato di capire come riattivare le opere compensative dell’A14 legate a Società Autostrade. Le opere fanno parte di una convenzione approvata nel 2013, che prevedeva oltre 74 milioni di euro per la realizzazione della circonvallazione e del casello di Santa Veneranda, della circonvallazione di Muraglia, del raddoppio della strada Interquartieri, della nuova Bretella Gamba, del raddoppio di un tratto della Montefeltro e della rotatoria di Borgo Santa Maria. Ad aprile 2024 è stata inaugurata la circonvallazione e, in quella sede, i soggetti intervenuti – compresi Società Autostrade e il Ministero – avevano dichiarato che le ulteriori opere compensative sarebbero partite entro lo stesso anno. Nel frattempo, la precedente Amministrazione ha approvato un addendum che ha portato il costo complessivo delle opere da 74 a 174 milioni di euro: una convenzione che, tuttavia, non è mai stata approvata dal Ministero e che, ad oggi, risulta ancora bloccata. In questo contesto, la nuova Amministrazione comunale ha avviato interlocuzioni con il Ministero e con Autostrade, dalle quali sono emerse criticità rilevanti: le opere non possono partire in assenza dell’approvazione del PEF. Da qui è partita la nostra mobilitazione, con manifestazioni, incontri pubblici e momenti di confronto, che hanno portato all’avvio di una nuova interlocuzione. Con spirito di collaborazione, dopo mesi di iniziative e proteste, si è arrivati alla possibilità di sbloccare i 39 milioni di euro di fondi residui, ponendo però una condizione chiara: realizzare opere funzionali e completabili nei tempi e con le risorse disponibili. Su queste basi ne sono state individuate tre: la circonvallazione di Santa Veneranda, la rotatoria di Borgo Santa Maria e il raddoppio dell’Urbinate, che, a differenza delle altre, presentano un quadro operativo già definito e non presentano criticità espropriative». Il Sindaco ha poi sottolineato: «Tutte le opere restano fondamentali e continueremo a batterci affinché il PEF venga approvato al più presto, consentendo la realizzazione anche di quelle ancora mancanti. Le opere attualmente programmabili ammontano a un totale di 26,6 milioni di euro; resterebbero circa 12 milioni, che saranno ricompresi nell’addendum». Durante la seduta, il Sindaco ha inoltre lanciato un appello alle associazioni di categoria del territorio: «Chiediamo di fare fronte comune per il recupero dell’addendum ancora mancante: solo insieme possiamo incidere e cambiare le cose». Il sindaco ha anche rimarcato l’importanza delle azioni portate avanti finora: «Questa tenacia ci ha permesso di ottenere risultati concreti, mentre molti altri Comuni, nella nostra stessa situazione, risultano ancora bloccati. Per questo chiediamo oggi al Consiglio di approvare questa nuova fase, dando il via libera a Società Autostrade e al Ministero per intervenire secondo queste priorità». Infine, il sindaco ha fatto chiarezza anche su strada Pantano Castagni, mostrando all’aula – tramite una mappa digitale – il futuro di quel tratto: «Vorremmo chiedere a Società Autostrade di avere un’attenzione specifica su quell’area che rappresenta un asse destinato a diventare strategico per la viabilità locale. Parliamo di un tratto compreso tra l’ultima rotatoria Strada Interquartieri e quella che sarà la nuova bretella di Santa Veneranda – spiega Biancani – che nei prossimi anni, in attesa delle nuove opere stradali legate al nuovo casello, assumerà temporaneamente un ruolo più rilevante; per questo chiediamo che, insieme alla realizzazione della circonvallazione di Santa Veneranda, venga programmata la riqualificazione dell’intero tratto con la realizzazione di un percorso ciclopedonale sicuro, così da migliorare la circolazione di pedoni e ciclisti e garantire collegamenti in sicurezza verso gli impianti sportivi e gli orti comunali». Una richiesta emersa anche durante l’ultima assemblea pubblica (lo scorso mercoledì) organizzata dal Quartiere 2 – Cinque Torri, Santa Veneranda, Celletta e dal Comitato Bretella di Santa Veneranda. Gli interventi: Malandrino: «Ringrazio Regione e Governo per aver ascoltato la richiesta del sindaco e per essere arrivati a una soluzione, speriamo, abbastanza celere. Sui giornali ho letto una narrazione che non corrisponde alla realtà, lo posso dire perché negli anni ho vissuto la vicenda da segretario di partito avendo l’opportunità di sentire Società Autostrade», ha detto, ripercorrendo alcuni passaggi della “storia” di opere compensative a Pesaro. «Società Autostrade voleva fare il casello sulla Montelabbatese, che comprendeva il raddoppio della stessa arteria e un ponte sul Foglia all’altezza di via Toscana. Non si fece nulla perché a Villa Fastiggi non volevano il casello in quella posizione. Nonostante diversi confronti, scelsero un casellino monodirezionale, anche se Autostrade non avrebbe mai voluto farlo perché non risolve i problemi. Il nodo della sinistra pesarese ha portato a non fare nulla, quando i soldi c’erano». Marinucci: «Tredici anni fa, quando ci fu euforia per la partenza delle opere di compensazione, fui l’unico che si astenne. A distanza di tre lustri ne è stata fatta solo una, per giunta male perché piccola. Il discorso del casellino mi avvilisce un po’ e non vedo da parte dell’Amministrazione una preoccupazione per un’opera “non completa” (il riferimento è alla monodirezione, ndr)». Gambini: «Dobbiamo fare i complimenti al sindaco per l’energia che ha messo nel richiamare l’attenzione politica della città sulle opere compensative. Un’intuizione giusta e oggi ne raccogliamo i frutti. Il casello sulla Montelabbatese era una previsione urbanistica del Piano Regolatore Secchi, ma occorre precisare che quel casello sarebbe stato sostitutivo dell’altro: il che avrebbe significato concentrare lì tutto il traffico. L’idea, invece, del casello monodirezionale era quella di risolvere il vero problema della città, quello della direzione sud». Perugini: «C’è necessità di chiudere velocemente il percorso di queste opere con progetti definitivi. Dopo anni di discussioni, in aula e in città, si è arrivati ad una convenzione che determina quali sono le opere di compensazione da realizzare e il nuovo casello monodirezionale a Santa Veneranda, con l’impegno di far rispettare tutte le prime –elencate dalla convenzione- prima di realizzare il casello. Lo sforzo del sindaco vuole rivendicare con forza che c’è necessità ad ogni costo di portare a casa investimenti che la città ha pianificato e ottenuto da tempo. Avanti con queste tre opere, ma rilanciamo subito: avanti per avere gli altri milioni di euro finanziati ma da stanziare per poter portare avanti questa iniziativa». Andreolli: «Il primo documento è datato 2010, dopo oltre 16 anni siamo qui a discutere sullo stesso tema. Se l’iter è stato lungo una parte delle responsabilità l’abbiamo anche noi, non solo di eventi che non si potevano prevedere». Andreolli ricostruisce i fatti, portando l’esempio di altri Comuni, «è una vicenda complessa che ha diviso la città, i partiti. La scelta di oggi è un risarcimento morale nei confronti dell’opera che più impatta nella vita dei Quartieri della città e di Santa Veneranda». Corsini: «Provo vergogna nei confronti dei cittadini. Il casello era inserito nel precedente PRG Secchi, dove era individuato insieme ad altre viabilità che ne compensavano l’impatto». Sulla mozione dice, «Sono anni che abbiamo i grafici, si poteva vedere prima che cosa impattava sul territorio». Per dichiarazione di voto: Lugli: «Non faremo mancare l’appoggio a un progetto importante per la città. Conoscerne la storia ci permette di non riproporre errori. Indietro non si torna, guardiamo avanti e correggiamo ciò che si è sbagliato». Malandrino: «Appoggio pieno alle opere compensative. Nel nostro piccolo quello che possiamo fare a livello di richieste in Regione o Governo lo faremo. Non mi è piaciuta la narrazione fatta: il sindaco ha fatto ciò che doveva fare». Rocchi: «Esprimo voto favorevole per “La Marcia in più”. È un atto che consente un passo concreto verso la realizzazione delle opere compensative all’A14, attese da anni. La scelta dello scenario B (bretella di Santa veneranda, potenziamento dell’Urbinate e rotatoria di Borgo Santa Maria) è la soluzione più equilibrata e responsabile sia sotto il profilo della fattibilità tecnico-economico, sia per l’impatto positivo che potrà generare in termine di viabilità, sicurezza e qualità della vita. Grazie in particolare al sindaco, promotore di tutte le iniziative, per le energie che ha messo su questo tema». Marinucci: «Tutti coloro che hanno amministrato devono chiedere scusa ai cittadini di Santa Veneranda, per il tempo trascorso. Il passato serva come monito». Fabbri: «Favorevole. Resti a verbale una distinzione politica e tecnica di buon senso. Sono convinta che la messa in sicurezza e il decoro di questa arteria sia necessario, doveva essere già da tempo portata avanti». Marchionni: «Ringrazio i colleghi per la cronistoria e gli uffici per i documenti forniti. Non credo sia stato ricordato ciò che successe a febbraio 2022, quando fu votato il tema del casellino e furono espresse molte perplessità. Favorevole alla delibera, ma bisogna lavorare anche sulle opere che rimangono in sospeso». In chiusura alla discussione è intervenuto nuovamente il sindaco Biancani: «Grazie al Consiglio comunale per avere deciso di sostenere questa delibera. Non è un punto di arrivo, ma inizio di un percorso che dobbiamo ancora presidiare: dobbiamo continuare a lottare prima per fare in modo che queste tre opere partano a breve, poi per avere le risorse che mancano alla città per completare tutte le opere compensative. La mia scelta è di non mettere in discussione quello che è già stato approvato. Vista la complessità delle procedure, rimettere in discussione le scelte significa bloccare tutto. Andiamo avanti, le opere sono quelle oggetto della Convenzione; poi, dovessero nascere dei “margini di manovra” li valuteremo». Il sindaco sul percorso degli ultimi mesi: «Avrei desiderato una presenza più forte da parte di tutte le istituzioni, così come delle associazioni di categoria. Non mi sono sentito appoggiato come avrei voluto: alle tre lettere fatte in un anno nessuno ha risposto; alle manifestazioni che abbiamo organizzato non si è presentato nessuno (ad eccezione della Cgil) e sono stati momenti e scelte da non sottovalutare a fronte del risultato raggiunto. Ricordiamoci che il tema delle opere compensative riguarda tutti. Oggi ripartiamo con il massimo dell’entusiasmo senza dimenticare che è un percorso che dobbiamo compiere insieme per la città». MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO Presentata dal capogruppo del Partito Democratico, Marco Perugini, la mozione (emendata) con carattere di urgenza per “La riqualificazione Strada Pantano Castagni – Bretella di Santa Veneranza” ha ottenuto 28 favorevoli. Nel presentarla, il consigliere ha detto: «È stata in parte anticipata nel suo intervento dal Sindaco, che ci chiede di impegnare l’Amministrazione ad attivarsi nei confronti del Ministero e di Società Autostrade affinché, nelle more della realizzazione del casello di Pesaro Sud e delle opere correlate, venga programmato e realizzato un intervento di riqualificazione del tratto della strada Pantano–Castagni, a partire dalla prima rotatoria della Strada Interquartieri fino alla nuova bretella di Santa Veneranda. Tale intervento dovrà essere realizzato in contemporanea alla costruzione della bretella e dovrà prevedere anche un idoneo percorso ciclopedonale, al fine di garantire la funzionalità e la piena sicurezza del collegamento». Il consigliere ha poi colto l’occasione per invitare l’opposizione a illustrare l’emendamento. Approvato con 30 voti favorevoli l’emendamento presentato dal consigliere Andreolli: «Questo emendamento nasce con una finalità chiara: la tutela dell’impianto complessivo degli interventi già previsti. Non deve in alcun modo escludere le altre opere inserite negli accordi con Autostrade, né compromettere il quadro economico definito. L’integrazione relativa a via Pantano Castagni è condivisibile, purché avvenga nel rispetto dell’equilibrio complessivo: va bene aggiungere, ma senza togliere o ridimensionare quanto già concordato. Se riusciamo a ottenere un miglioramento, un ‘plus’, è certamente positivo. Ma questo non può e non deve avvenire a scapito di altre opere già previste». Presentata dal consigliere Andreolli, la mozione di indirizzo per un “Patto per la sicurezza urbana con la Regione Marche, la Prefettura di Pesaro e Urbino e il Comune di Fano” ha ottenuto l’unanimità con 27 voti favorevoli. Nel presentarla, il consigliere Andreolli ha detto: «La mozione è stata protocollata l’11 novembre ma è più attuale che mai. Si basa su un concetto pragmatico e concreto e nasce dall’iniziativa della Regione Marche, promossa dal vicepresidente e assessore alla Sicurezza Rossi che ha lavorato con i rispettivi sindaci in questa direzione di sicurezza urbana, una delle priorità più sentite dalla comunità pesarese. La mozione parte dal fatto che oggi esiste la possibilità reale per rafforzare la sicurezza della città sottoscrivendo un Patto. Un documento per il quale ci sono risorse, 200mila euro allocate nel bilancio regionale già impegnate per il progetto, per il personale, per la Polizia locale (fondamentale per sicurezza del territorio) per i servizi e per il controllo del territorio. È un’opportunità da cogliere. Sottolineo che la competenza non è solo della Giunta, anche che il Consiglio comunale ha diritto di esprimersi sull’opportunità di adottarla». L’assessora Sara Mengucci: «Nel merito e nel contenuto la mozione è ammissibile, ma ritengo che sia superata per quanto riguarda le tempistiche perché abbiamo avviato il percorso nel 2025. Nel dispositivo si propone di avviare un confronto operativo con la Regione Marche, che di fatto è già in corso, e di predisporre un piano di interventi, già previsto nel Patto per la Sicurezza che andremo a sottoscrivere con la Regione e il Comune di Fano». L’assessora ha ricordato: «C’è stato un coinvolgimento molto attivo della Prefettura. A fine dicembre abbiamo aderito al Patto per la Sicurezza, mantenendo i contatti con il Comune di Fano e la Regione Marche, e di recente abbiamo nuovamente contattato la Regione perché il Patto è stato definito. Dovrebbe esserci una delibera di Giunta regionale, poi una delibera di Giunta comunale e infine la sottoscrizione del Patto. L’iter è avviato: è prevista una collaborazione con altri enti. Nel Patto sono previste risorse per la videosorveglianza e il potenziamento della polizia locale, soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana». Dominici: «La sicurezza urbana è una priorità, per questo il Comune ha aderito al Patto sulla sicurezza proposto dalla Regione, insieme alla Prefettura e al Comune di Fano. Con lo stesso, abbiamo più coordinamento istituzionale, più strumenti e servizi di controllo, più prevenzione nel territorio. Il punto centrale è che la sicurezza richiede un lavoro di squadra che stiamo facendo e che investe diverse istituzioni». Sulle competenze: «La Prefettura sul Patto ha un ruolo di regia fondamentale; la sicurezza è di competenze dello Stato ed è affidato a forze dell’ordine; il Comune segue la parte operativa, e quest’Amministrazione sta seguendo con attenzione questo ambito mettendo in campo diverse azioni. C’è poi il ruolo della Regione, che ha competenze specifiche indicate da norme che prevedono strumenti come la Consulta e il Comitato che devono essere trasparenti e pienamente attivi». Lanzi: «Una mozione presentata molto tempo fa, andata “in coda” per motivi tecnici. In linea con i passi concreti fatti da Comune e Regione è giusto approvarla all’unanimità. Importante sottolineare i finanziamenti dati dalla Regione a Pesaro e fano, due tra i comuni che soffrono fi più la micro criminalità». Marinucci: «La sicurezza è un tema sentito, mi auguro ci sia collaborazione e convergenza unanime su questa mozione» Perugini: «Voto favorevole». Sui tempi della discussione della mozione: «Quando venne presentata la mozione, all’indomani dell’annuncio dell’assessore Rossi, l’Amministrazione non aveva una documentazione o una proposta di fatto a cui aderire o su cui discutere. Per questo fu respinta l’urgenza del documento. Di fatto era un articolo sulla stampa di cui si chiedeva di dare un’opinione in Consiglio comunale». Vastante: «Favorevoli alla mozione: la sicurezza è un tema trasversale». Sono seguiti discussione e voto (28 voti favorevoli) della mozione di indirizzo (emendata) -a firma di Marchionni e Lanzi– per dare “Sostegno alla Polizia locale ed attivazione di un servizio strutturato di volontari di ‘sicurezza stradale’”. «Mozione che fa pendant con la precedente» ha detto Marchionni, che ha proseguito: «L’idea alla base è quella di liberare la Polizia locale da uno dei compiti ad essa affidato: agevolare l’attraversamento dei bambini nelle zone limitrofe alle scuole. Chiediamo di attivare un servizio strutturato di volontari, per aiutare le famiglie a raggiungere gli istituti, che si possa sostituire al presidio degli agenti. Abbiamo fatto un’analisi degli incidenti durante la fascia oraria del mattino (e c’è un’alta percentuale di sinistri) e anche una ricerca su ciò che accade in altri Comuni». Ancora, «Se davvero riconosciamo il valore della Polizia locale nel presidio del territorio e nella sicurezza che può garantire, allora è bene sgravarla dalla responsabilità di attenzionare gli attraversamenti pedonali davanti le scuole coinvolgendo altri cittadini. Comprendo non sia facile trovare i volontari, per questo propongo di provare a coinvolgere volontari associazioni delle forze armate in congedo presenti a Pesaro». La mozione è stata emendata, la modifica (che ha ottenuto 28 voti favorevoli) è stata presentata dal consigliere Bernardi: «Dal 2001 il Comune porta avanti un progetto “A scuola ci andiamo con gli amici”, insieme alle associazioni del territorio. Per questo ho pensato presentare un emendamento molto semplice, che modifica la volontà di potenziare un servizio già esistente». Nobili: «Il progetto oggi coinvolge 8 istituti e circa 1.000 bambine e bambini. Negli anni ha visto la partecipazione di numerosi volontari, che hanno dato la loro disponibilità per accompagnare gli alunni all’entrata e all’uscita da scuola. Ringrazio sinceramente tutti i volontari: il progetto richiede un impegno significativo, due volte al giorno, quotidianamente. Grazie alla disponibilità di tanti nonni è stato possibile portarlo avanti. Con questa proposta intendiamo ampliare ulteriormente il progetto, per sostenere i bambini nel sviluppare la loro autonomia e, soprattutto, per sensibilizzare maggiormente i genitori». Marinucci: «Mi auguro che ci sia maggiore riconoscimento per i volontari e spero che ci siano quote rosa». Salvatori: «Apprezzo l’impegno di tutto il consiglio. È complicato trovare il tempo da mettere a disposizione per la comunità, ma ai volontari che lo fanno va un grande ringraziamento. Continuiamo a sensibilizzare sull’uso intelligente dei mezzi e a collaborare insieme, maggioranza e minoranza, sul tema» L’assessora Mengucci: «Rassicuro il consigliere Marinucci sul fatto che al progetto partecipano anche volontarie donne. Ringrazio tutti, insieme alla Polizia Locale, agli insegnanti, ai bambini e alle bambine. Proprio la settimana scorsa abbiamo condiviso un momento prezioso: siamo andati “Tutti a scuola a piedi”, un progetto nato nel 2001 grazie alla lungimiranza dell’assessora Maria Pia Gennari e di Paola Stolfa. Si tratta di un’iniziativa importante per promuovere l’autonomia dei bambini, favorire la nascita di relazioni e tutelare l’ambiente. È, a tutti gli effetti, un patto intergenerazionale: un progetto di sostegno, tutela ambientale, sociale ed educativa». A chiudere la seduta, è stata la discussione della mozione di indirizzo a firma del consigliere comunale Antonio Bartolomei per l’“Istituzione di un tavolo di confronto sull’emergenza abitativa e sul caro affitti”. Il consigliere: «È un’emergenza sociale. L’Istat ha rilevato che oltre 1 milione di famiglie italiane in affitto (circa il 18% del totale) vive in condizioni di povertà assoluta, con il canone di locazione che assorbe mediamente oltre il 24% del reddito familiare, e in molte aree urbane oltre il 50%. I dati 2024–2025 segnalano un aumento generalizzato dei canoni di locazione in Italia: +13,8% nel 2023 e un ulteriore +5,3% nel secondo trimestre 2025 rispetto all’anno precedente. L’affitto medio in Italia ha raggiunto quota 757 euro mensili nel 2024, con un incremento del 5,1% sull’anno precedente. Considerate che in provincia di Pesaro e Urbino non siamo esenti da questi aumenti: «Tra maggio 2024 e maggio 2025, i canoni di affitto sono cresciuti del 9%, passando da 8,81 a 9,60 €/mq; nell’intervallo 2021-2025 l’aumento complessivo è stato del 16%, con un +21% nella sola città di Pesaro. Contestualmente, l’offerta di alloggi in affitto è diminuita del 15,2% in un anno, mentre la domanda è cresciuta del 51,4%, con conseguente pressione sui prezzi e sulle condizioni contrattuali». «È vero che il Comune di Pesaro rispetto alle abitazioni popolari è stato negli anni all’avanguardia» ha aggiunto Bartolomei prima di sottolineare di aver proposto la mozione «perché è un dovere civico e morale nei confronti dei cittadini che stanno soffrendo di una bomba sociale che nel tempo non potrà che peggiorare». Il sindaco Biancani ha chiesto di proseguire la discussione durante la prossima assise La seduta è stata quindi interrotta. Comune di Pesaro |

