Con il 54,59% dei voti, il fronte del No ha prevalso nel referendum costituzionale del 22–23 marzo, respingendo la proposta di riforma della giustizia approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025. L’affluenza ha superato il 58%, segno di una partecipazione ampia e consapevole.
La vittoria del No non rappresenta un rifiuto del cambiamento, ma una richiesta di metodo, trasparenza e coinvolgimento. I cittadini hanno scelto di difendere l’equilibrio costituzionale, riaffermando il valore dell’indipendenza della magistratura e la centralità del Consiglio Superiore della Magistratura come organo unitario.
La proposta bocciata prevedeva la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due CSM distinti, la creazione di una Corte disciplinare autonoma e la modifica di sette articoli della Costituzione. Con il voto contrario, tali modifiche non entreranno in vigore.
Il risultato impone ora una riflessione profonda alle forze politiche e istituzionali. La democrazia ha parlato con chiarezza: ogni riforma deve nascere dal confronto, non dalla semplificazione. Il No è stato un atto di responsabilità, non di chiusura.
Ringraziamo tutti i cittadini che hanno partecipato al voto, contribuendo a riaffermare il valore della Costituzione come patto condiviso. La vittoria del No è una vittoria della democrazia.
Rosalba Angiuli

