Le parole di Alberto Cavoli, responsabile del settore femminile del Fano Fortuna

«Per il Fano Fortuna questo è il terzo anno del settore femminile» – spiega Alberto Cavoli, responsabile del progetto – «un percorso che sta partendo dal basso, con entusiasmo e con caratteristiche uniche della nostra provincia. Le più piccole, ad esempio, sono l’unica realtà femminile della loro età presente nelle Marche del Nord, in provincia di Pesaro, e questo ci responsabilizza e ci stimola a fare sempre meglio. Siamo costretti a fare trasferte nel sud delle Marche per trovare squadre femminili della stessa categoria».

Alberto Cavoli che guarda con gioia al loro del Fano Fortuna.

Cavoli conferma che il club sta lavorando anche su obiettivi più ambiziosi: «Tra i nostri progetti c’è l’idea di diventare un polo accentratore del calcio femminile di zona, pronti eventualmente anche ad accettare e valutare varie collaborazioni».

Un esempio concreto sono i percorsi formativi organizzati in collaborazione con il Parma Calcio, società con la quale il Fano Fortuna è affiliato: un progetto che prevede la crescita delle bimbe e delle ragazze che si avvicinano al calcio femminile. «Un paio di settimane fa abbiamo ospitato i tecnici del Parma Calcio Femminile per un incontro formativo. È stato un vero successo sia sotto il profilo tecnico sia emozionale: bastava guardare negli occhi le nostre ragazze e i loro familiari».

Un episodio racconta meglio di mille parole l’entusiasmo generato: «La mattina seguente un genitore mi ha scritto alle 6.45 per chiedermi quando ci sarà un altro evento simile, perché la figlia si è divertita tantissimo. Il Parma tornerà con una cadenza di circa quindici giorni con tecnici e dirigenti, e per noi è un’opportunità enorme».

Cavoli sottolinea l’importanza della collaborazione: «Il Parma Calcio crede profondamente nel femminile: la prima squadra milita in Serie A e il settore giovanile è seguitissimo. Questa sinergia per noi ha due valori: da una parte permettere alle ragazze più meritevoli, un domani, magari di vestire maglie importanti in buone categorie. Ad esempio, la prossima settimana alcune ragazze del Fortuna Fano saranno ospiti al centro tecnico emiliano di Noceto. Dall’altra, garantire a tutte, nessuna esclusa, un percorso di crescita e soprattutto di divertimento. Non possiamo pensare che tutte arrivino in Serie A, ma tutte devono poter continuare a giocare, anche quando non potranno più farlo con i maschietti».

Il responsabile aggiunge: «Io stesso, da giovane, avevo buoni piedi ma non ero velocissimo: mi chiamavano “Moviola”. Non ho avuto una carriera luminosa come calciatore, ma mi sono divertito a giocare a calcio fino a dopo i 50 anni, intrecciando amicizie ed esperienze uniche. È questo che vogliamo dare a ogni ragazza».

Martedì 3 Marzo 2026, il Parma Calcio Femminile in visita alle bimbe-ragazze del Fano Fortuna

Un passaggio cruciale riguarda il valore sociale del progetto: «Il calcio femminile non è solo sport: è un’opportunità per ragazze che spesso devono “allargare i gomiti” in un ambiente non sempre semplice. Offrire un settore curato, serio e centrato sulle loro esigenze significa permettere loro di continuare un sogno che per i ragazzi è sempre stato naturale: giocare, crescere, sentirsi parte di una squadra. A tale proposito, la prossima settimana avrò un incontro con un dirigente scolastico dell’hinterland fanese, finalizzato a promuovere nelle scuole questo splendido sport e a dare un’opportunità di allargare gli orizzonti nella scelta degli sport da praticare».

«Grazie all’impegno del presidente Giuliani e alla volontà di fare del Fano un punto di riferimento del femminile, stiamo costruendo uno staff importante. Come ho fatto anche in altre esperienze, ritengo fondamentale continuare a portare il calcio nelle scuole, cosa che il Fortuna Fano quest’anno sta già facendo nelle ore di educazione fisica, per far provare il gioco sia ai maschi sia alle femmine. C’è sempre tantissimo entusiasmo. Le difficoltà, semmai, arrivano dai genitori, che spesso indirizzano le bambine verso sport tradizionalmente considerati “più femminili”. Poi, quando una ragazza arriva a 13-14 anni e potrebbe scegliere di giocare a calcio, magari ha già perso anni preziosi. È su questo che dobbiamo lavorare».

«Il Fortuna Fano vuole collocarsi anche come catalizzatore per tutte quelle realtà e società che al loro interno hanno una o due bambine che vorranno crescere giocando a calcio, una volta che, per limiti di età, non potranno più proseguire la loro esperienza con i maschietti. A tal proposito, le ottime relazioni che si sono allacciate con le società del territorio pesarese, soprattutto dell’entroterra, daranno un futuro a queste ragazze».

W IL CALCIO FEMMINILE

Ufficio stampa
Danilo Billi

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