Morto Luciano Trebbi, il cordoglio del sindaco Biancani: «Se ne va un uomo che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere, un punto di riferimento per la nostra città»

Venerdì mattina, l’apertura della camera ardente in Municipio per l’ultimo saluto all’ex consigliere; il rito funebre si terrà alle 15 sotto i portici del Comune

«Oggi Pesaro perde un pezzo della sua anima. Con Luciano Trebbi se ne va non solo una figura storica della nostra comunità, ma un uomo che per me è stato presenza costante e familiare». È il cordoglio del sindaco Andrea Biancani per la morte di Trebbi, «Uno di quelli che non passano inosservati, mai. Per intere generazioni è stato un punto fermo, un riferimento vero per la sinistra cittadina, ma soprattutto una voce libera, schietta, autentica, che parlava sempre con il cuore e senza paura. Ti guardava negli occhi e ti diceva quello che pensava. Sempre. E proprio per questo era impossibile non ascoltarlo».

Ex vigile urbano, Trebbi è stato un militante prima del Pci poi di Rifondazione comunista per cui è stato consigliere comunale per quasi vent’anni (da maggio 1995 a maggio 2014). Un impegno a cui è seguito quello di consigliere per il Consiglio del Quartiere “Centro storico” portandolo nei corridoi del Municipio con costanza, fino a poco tempo fa, e al di là dei ruoli ricoperti. Oggi, alla notizia della sua scomparsa, avvenuta a 93 anni, «in Comune si è levato un sentimento condiviso, spontaneo, quasi un sospiro collettivo carico di dispiacere. Un segno semplice ma profondissimo di quanto Luciano fosse entrato nella vita di tutti, al di là dei ruoli, delle idee, delle appartenenze».

«Ha amato profondamente questa città, ogni sua via, ogni sua storia – continua il sindaco Biancani -. In particolare il centro storico, il “Borgo”, che difendeva con una passione quasi viscerale, come si fa con le cose di casa. Il suo unico interesse è sempre stato uno: il bene dei cittadini. Senza secondi fini, senza interessi personali. Solo la cosa pubblica, vissuta come una missione».

Era anche un amministratore rigoroso, «Non faceva sconti a nessuno, nemmeno al proprio partito. Quando sedeva in Consiglio comunale, non mancava mai di esercitare fino in fondo il suo ruolo: in ogni seduta c’era una sua interrogazione rivolta anche al suo assessore di riferimento. Un modo concreto per ricordare che la lealtà più grande, per lui, era verso i cittadini e non verso le appartenenze».

Tra i tanti racconti che amava condividere, c’erano quelli dei suoi viaggi nell’allora Unione Sovietica, che iniziarono con quello a Mosca nel 1957 «e che riuscì a ripetere più volte in anni in cui non era affatto scontato ricorda Biancani -. Ne parlava con orgoglio, con passione, riportando immagini, esperienze e riflessioni che lo avevano segnato profondamente. Erano storie che affascinavano chi lo ascoltava e che raccontavano un pezzo della sua identità, del suo impegno e della sua curiosità verso il mondo».

«Eppure Luciano non era solo politica – continua ancora il sindaco -. Era anche un uomo capace di costruire ponti. Pur essendo profondamente uomo di sinistra, ha sempre avuto un rapporto sincero e rispettoso con il mondo cattolico e con la Chiesa, in particolare con la Chiesa del Carmine, alla quale era legato anche attraverso l’esperienza della confraternita della Pia Unione. Un legame fatto di dialogo vero, di rispetto reciproco, che racconta molto della sua umanità».

«Con lui ho avuto un rapporto bello, sano, fatto di confronti, anche duri a volte, ma sempre veri. Un legame che nasce da lontano, dalla mia famiglia. Negli ultimi anni sono andato a trovarlo a casa, insieme all’ex consigliere Bettini, e poche settimane fa l’ho raggiunto durante il suo ricovero in ospedale. Non solo per affetto, ma per dirgli grazie. Grazie per tutto quello che ha rappresentato».

Trebbi è stato un servitore dello Stato prima ancora che della politica: «Vigile urbano integerrimo, simbolo di senso del dovere e rigore morale. Poi amministratore, consigliere comunale e di quartiere, e anche quando non aveva incarichi ufficiali, era sempre lì. Presente. Attento. Immancabile. Come una coscienza viva della città» racconta Biancani, che l’ha incontrato nella sua abitazione per il Corso: «La sua casa era lo specchio della sua anima: una straordinaria “casa-sezione”, diventata nel tempo anche una vera e propria casa-museo, un archivio della memoria di Pesaro fatto di migliaia di fotografie, documenti e volumi. Entrarci significava entrare nella storia della città, attraverso i suoi occhi, dentro una passione che non si è mai spenta e che ha sempre continuato a consultare per dare “prova” delle sue idee».

«Luciano Trebbi è stato, un passionale, combattivo, profondamente legato al popolo, capace di scontrarsi ma mai di perdere il rispetto. Uno di quelli che oggi si fa fatica a ritrovare. Ci mancherà la sua voce, il suo sguardo, la sua ostinazione. Ci mancherà la sua presenza, che in qualche modo sembrava eterna».

«Come sindaco, e a nome dell’intera Amministrazione, ci stringiamo al dolore della famiglia, della moglie Luciana, del figlio Roberto e dei nipoti. A tutti coloro che gli sono stati accanto vanno le nostre condoglianze» ha concluso il sindaco.

Dalle ore 9 di venerdì 20 marzo, nell’ingresso del Comune in piazza del Popolo, sarà allestita la camera ardente, aperta a tutti coloro che vorranno portare l’ultimo saluto a Luciano Trebbi. Le orazioni commemorative ufficiali, si svolgeranno alle ore 15 sotto i portici del Municipio.

Comune di Pesaro

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