Pesaro diventa racconto quotidiano, luogo vissuto e spazio di memoria nel nuovo libro di Roberto Picchi, 98 giornate di un italiano medio, edito da Robin Edizioni. Il volume sarà presentato mercoledì 18 marzo alle ore 17.30 al Botanic, sul lungomare di Pesaro a ingresso libero.
Il libro ha ottenuto il patrocinio del Comune di Pesaro e si inserisce nel percorso culturale legato a Pesaro 2024 – Capitale Italiana della Cultura, raccontando la città proprio nell’anno in cui ha ricoperto questo importante ruolo nazionale.
Dopo Le città del sole – ambientato a Cagli tra il 1938 e il 1953 – e la trilogia Le pietre della città, dedicata a un secolo di storia di Norcia, Picchi torna con un’opera che ha al centro Pesaro, ma non come semplice sfondo narrativo. La città diventa una presenza viva e quotidiana, interlocutrice silenziosa dei pensieri dell’autore e spazio in cui si intrecciano memoria personale e vita collettiva.
Il volume raccoglie sette mesi di vita, da gennaio a luglio 2024, trasformando appunti quotidiani in un mosaico di luoghi, incontri e riflessioni. Il lungomare e il Parco Naturale del Monte San Bartolo attraversati all’alba, le colline e i borghi del territorio, le piazze e i palazzi del centro storico, la musica rossiniana, i mercati e i caffè: tutto è raccontato dall’interno, vissuto prima ancora che descritto.
Un ruolo particolare nel libro è dedicato all’amicizia. Ogni mattina l’autore si ritrova con un gruppo di amici proprio al Botanic, sul lungomare di Pesaro: da qui nasce il nome “Quelli del Botanic”. Non solo un punto di incontro, ma uno spazio di confronto e condivisione, da cui prendono forma camminate, piccoli viaggi e momenti di vita comune che diventano parte integrante del racconto.
Accanto alla dimensione pubblica della città emerge anche una riflessione più intima: le camminate diventano occasioni di ascolto, gli incontri momenti che arginano la solitudine, mentre sullo sfondo scorrono temi come il tempo che passa, la fragilità e l’eco silenziosa delle assenze che continuano ad abitare i giorni. Pesaro diventa così il luogo in cui imparare a restare dentro la vita, anche quando la vita cambia ritmo.
«Pesaro – scrive Picchi nel libro – non è soltanto lo sfondo dei miei giorni, ma una presenza viva, che respira con me. Vederla cambiare, e insieme restare se stessa, è forse il filo più sottile che lega queste pagine».
98 giornate di un italiano medio è dunque un racconto dall’interno, un intreccio di quotidianità, memoria e appartenenza che restituisce alla città il suo volto più umano.
Comune di Pesaro


